Abolizione consiglio Garante Privacy: è scontro politico e istituzionale

di Anna Fabi

11 Novembre 2025 07:32

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Il caso Report scatena la bagarre: braccio di ferro tra Governo e opposizioni sulla sopravvivenza e autonomia dell'Autorità per la tutela dei dati personali.

Dibattito sul Garante Privacy al centro dell’agenda politica italiana, a seguito dell’inchiesta giornalistica del programma Report, che ha messo in luce presunti conflitti di interesse e legami politici all’interno dell’Autorità. L’opposizione chiede «l’azzeramento dell’intero collegio», mentre il governo di maggioranza respinge l’idea e ricorda che l’ente è stato eletto dal Parlamento.

Il confronto incrocia temi di trasparenza, autonomia delle autorità indipendenti e rapporto tra potere politico e controllo dei dati personali.

La partita si gioca ora nelle commissioni parlamentari competenti: la richiesta di audizione del Garante è già stata formalizzata e la prima convocazione è prevista nelle prossime settimane. Il governo valuta una risoluzione da sottoporre all’aula che definisca un cronoprogramma di verifica e, se del caso, le modifiche necessarie.

Le ragioni del contendere

Il servizio di Report ha portato all’attenzione nuova ondata di segnalazioni su gestione interna, nomine politiche e mancanza di trasparenza nel Garante. L’inchiesta denuncia che «un’autorità che dovrebbe difendere i cittadini è diventata un covo di conflitti di interesse, favoritismi, spese folli e legami politici imbarazzanti».

Di fronte a ciò, l’opposizione – in particolare Partito Democratico e Movimento 5 Stelle – ha alzato la voce chiedendo «l’azzeramento del collegio» e la convocazione straordinaria delle commissioni parlamentari per valutare lo scioglimento dell’Autorità.

Scontro tra Governo e opposizioni

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che non è compito del governo intervenire per abolire il Garante, ribadendo che «l’autorità è stata eletta dal Parlamento, non da noi» e che la scelta risale all’epoca del governo “giallo-rosso” con Pd e M5S. «Se Pd e 5S non si fidano di chi hanno messo all’Autorità, non se la possono prendere con me, forse potevano scegliere meglio».

La leader del Pd, Elly Schlein, ha risposto dichiarando senza mezzi termini che «il Garante deve essere azzerato» e che l’attuale collegio «non garantisce più né imparzialità né tutela effettiva dei dati personali».

Quali gli scenari possibili?

Annullare il consiglio dell’ente significherebbe ridefinire il sistema di protezione dei dati in Italia: intervenire sul mandato dei componenti, sulla configurazione del collegio e sulla funzione di vigilanza. Le autorità indipendenti – come quelle per la privacy – sono riconosciute come pilastri del modello europeo di regolazione dei dati.

La richiesta principale dell’opposizione è l’azzeramento del collegio, con le dimissioni immediate e la rielezione di un nuovo organo.

Il governo potrebbe tuttavia evitarlo spingendo per una riforma interna e la revisione delle modalità di nomina, mandato e trasparenza dell’Autorità senza abolirla.