Tratto dallo speciale:

Manovra 2026: buoni pasto detassati in busta paga

di Barbara Weisz

11 Settembre 2025 11:30

logo PMI+ logo PMI+
La Manovra 2026 potrebbe estendere la detassazione dei buoni pasto per alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio: aumento stimato fino a 500 euro.

Uno dei capitoli su cui maggiormente si sta concentrando il dibattito settembrino in vista della Legge di Bilancio 2026 è quello delle misure per aumentare il potere d’acquisto dei salari.

Dall’attesa fase due della Riforma IRPEF (che ridurrebbe l’aliquota fiscale al secondo scaglione) alla detassazione della tredicesima, sono diverse le ipotesi in campo. Fra queste, anche una misura che riguarda i buoni pasto, con la soglia esentasse che potrebbe passare dagli attuali 8 euro fino a 10 euro.

Buoni pasto: guida alle novità

I buoni pasto sono già stati al centro di modifiche negli ultimi tempi con la fine della fase transitoria e la definitiva applicazione, dal primo settembre, del nuovo tetto del 5% alle commissioni. Questa è una misura che va incontro agli esercenti, per i quali diventa ora più conveniente che in passato accettare i ticket. L’ipotesi di alzare la soglia esentasse risponde invece alle esigenze delle imprese che li acquistano per concederli ai propri dipendenti, perché hanno un maggior vantaggio fiscale e possono quindi concedere il benefit più diffusamente. Per le società emittenti lo strumento acquista inoltre un maggior appeal sul mercato.

E’ quindi un modo per controbilanciare lo svantaggio creato invece dall’abbassamento delle commissioni, che se come detto conviene agli esercenti rappresenta invece uno svantaggio per le aziende dei buoni pasto.

Attualmente, il trattamento fiscale dei buoni pasto è il seguente: esenzione fino a 4 euro per i buoni cartacei e fino a 8 euro per quelli digitali. Sopra queste cifre, l’importo entra a far parte del reddito da lavoro dipendente, ed è quindi soggetto alla normale tassazione. L’ipotesi di portare la soglia di esenzione a 10 euro, secondo le stime di Anseb, l’associazione che riunisce le società dei buoni pasto, la misura porterebbe nelle tasche dei lavoratori fra i 450 e i 500 euro all’anno.

Le misure in Manovra 2026 per il ceto medio

La detassazione estesa dei buoni pasto farebbe parte di un pacchetto di misure da inserire in Manovra 2026 e destinate a supportare il reddito del ceto medio. Fra le altre al centro del dibattito di questi giorni, c’è poi il taglio IRPEF sul secondo scaglione, con l’aliquota che potrebbe scendere dall’attuale 35% al 33%. Non si esclude l’allargamento ai reddito fino ai 60mila euro, dagli attuali 50mila. E’ una misura di cui si parla da tempo. Rappresenterebbe un passo avanti nella riforma IRPEF che, in base alla delega fiscale, deve andare verso la direzione di un’aliquota unica, con il recupero della progressività attraverso il meccanismo delle detrazioni. Bisogna capire, come di consueto, se ci saranno o meno risorse sufficienti nella prossima Legge di Bilancio.

Si parla anche di nuove forme di detassazione sui reddito da lavoro dipendente, che potrebbero riguardare la tredicesima o gli straordinari.