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Legge di Bilancio 2022, il Governo approva il Dpb

di Redazione PMI.it

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Documento programmatico di bilancio con i punti chiave della Manovra economica 2022: cabina di regia e CdM subito, Ddl di Bilancio nei prossimi giorni.

Approvato in Consiglio dei Ministri il Documento programmatico di bilancio (Dpb) sulla Manovra 2022 da inviare alla Commissione UE e su cui si baserà lo schema di Legge di Bilancio per il prossimo anno, dopo che in mattinata si era svolta la cabina di regia politica a Palazzo Chigi sulle misure da adottare e le risorse da stanziare. Tra i capitoli caldi della Manovra Draghi da circa 24-25 miliardi spiccano i primi strumenti di riforma pensioni, le risorse per la riforma fiscale, la nuova disciplina del reddito di cittadinanza, la revisione degli ammortizzatori sociali, le proroghe delle detrazioni fiscali in edilizia degli incentivi Transizione 4.0.

 Sul fronte del Dpb, è stata dunque decisiva la giornata di martedì 19 ottobre con la cabina di regia in mattinata e il Consiglio dei Ministri nel pomeriggio. Per il disegno di legge sulla Manovra economica 2022 vero e proprio bisogna attendere ancora qualche giorno o settimana, nel frattempo il Governo ha approvato il Documento di bilancio. Il quadro economico della Legge di Bilancio 2022 è già noto, dopo la presentazione della NaDEF, incrociandosi con l’inizio dell’operatività del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato dall’Europa per rilanciare le economie dopo l’emergenza Covid attraverso il Recovery Plan.

Riforme in Legge di Bilancio 2022

La Manovra dovrebbe contenere una serie di misure in parte già anticipate. Come quelle nell’ambito della Riforma  pensioni, su cui è però ancora aperto il dibattito: oltre alla Quota 102 (per ora “congelata” visto il disaccordo politico della Lega), ci sono altre proposte, come l’APE con anticipo contributivo oppure il potenziamento ed estensione di APE Sociale (con ampliamento della platea dei lavori gravosi) ed il rinnovo dell’Opzione Donna.

Tema caldo nelle ultime ore anche quello del Reddito di Cittadinanza: nel decreto fiscale portato in CdM il 15 ottobre sono stati previsti dal Governo 200 milioni per rifinanziare la misura fino a fine 2021, ma si pone il problema dell’anno prossimo. Il RdC costa intorno agli 8 miliardi annui e ci sono forze di maggioranza che vorrebbero abolirlo; sembra anche probabile un restringimento della platea ed un potenziamento della componente che prevede obblighi in tema di politiche attive.

In Manovra anche il finanziamento della Riforma fiscale. Almeno otto miliardi, se non di più, dovrebbero essere stanziati per il taglio delle tasse, a partire dal taglio del cuneo fiscale.

Il Governo ha già presentato il disegno di legge delega che fissa paletti molto generali ma non si esclude che ci siano già in Manovra primi interventi sulla riforma IRPEF caldeggiata dalle forze di centro-destra (riduzione aliquote per scaglioni di reddito, accorciando il salto dal 27% al 38%, a beneficio dei ceti medi, ossia 7 milioni tra dipendenti e pensionati con reddito annuo tra 28mila e 55mila euro), così come il taglio del cuneo fiscale per quanto concerne i costi del lavoro a carico delle imprese ( sul tavolo di sono 8-9 miliardi, su cui capire come intervenire) sostenuto da PD e M5S. Da capire anche il destino dell’IRAP, la cui cancellazione costa 12 miliardi (potrebbe essere sostituita da un’addizionale IRES ma in questo modo scatterebbe un ammanco di gettito dai soggetti che oggi non versano tale imposta).

=> Scaglioni e Aliquote IRPEF verso la riforma: guida completa

Altre misure attese

  • Detrazioni casa: oltre al prolungamento del Superbonus al 2023 (escluse le villette), sono attese anche le proroghe degli altri bonus edilizia, ossia la detrazione al 65% per la riqualificazione energetica (Ecobonus ordinario) ed il Bonus Ristrutturazioni al 50%, nonché il Bonus Mobili al 50% fino a 16mila euro o con ritorno a 10mila, Bonus Facciate al 90% (che invece pare non sarà rinnovato)  e Bonus Verde al 36%.
  • Ammortizzatori sociali: la riforma è prevista nell’ambito del PNRR, con l’estensione delle protezioni ai lavoratori autonomi ed una revisione della cassa integrazione.
  • Transizione 4.0: anche in questo caso si tratta di un obiettivo del PNRR, in base al quale sono rifinanziati gli incentivi, mentre nella Legge di Bilancio 2022 potrebbero esserci modifiche applicative rispetto all’attuale credito di imposta.

Misure per lavoratori e imprese

Tra le anticipazioni, segnaliamo: esoneri contributivi per lavoratori provenienti da imprese in crisi, congedo di paternità strutturale di dieci giorni, proroga incentivi per imprenditoria giovanile e femminile, rifinanziamento del Fondo di Garanzia PMI, della Nuova Sabatini, del Contratti di Sviluppo e del Fondo IPCEI 1, istituzione di un nuovo Fondo per la transizione industriale, rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax.