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In vigore i test salivari per il Green Pass: i criteri da seguire

di Redazione PMI.it

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Tamponi salivari e Green Pass: test molecolari con prelievo salivare validi ai fini della Certificazione Verde, se eseguiti secondo i criteri ministeriali.

Dal 19 settembre, i test salivari molecolari (quelli analizzati in laboratorio, per intenderci) possono essere utilizzati per il rilascio del Green Pass nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della Salute del 14 maggio 2021 (che li prevedono qualora non sia possibile ottenere tamponi oro/nasofaringei).

E’ stato infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 126/2021, in vigore da domenica 19 settembre, che incamera l’emendamento che prevede anche questi tamponi ai fini del rilascio della Certificazione Verde: l’estensione è stata approvata durante l’iter di conversione del DL 105/2021, il provvedimento che ha introdotto dal 6 agosto i primi obblighi, poi estesi da un secondo e terzo “Decreto Green Pass”, a numerosi ambititi economici e produttivi, passando per la scuola e i trasporti, con gli ultimi previsti a partire dal 15 ottobre in tutti i contesti di lavoro.

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L’uso dei test molecolari su saliva ad uso professionale per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è regolamentato dalla circolare ministeriale dello scorso maggio, in base alla quale il prelievo salivare può essere utilizzato come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei per rilevare la positività al Covid-19, preferibilmente entro i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi. Il test molecolare evidenzia infatti la presenza di materiale genetico (RNA) del virus agendo in maniera differente rispetto al test antigenici rapidi.

Quando è indicato

Il campione di saliva può essere considerato un’opzione valida (seppur secondaria rispetto ai classici tamponi oro/nasofaringei) in individui asintomatici o pre-sintomatici per aumentare l’accettabilità di test ripetuti, in particolare bambini, soggetti molto anziani o persone disabili. In realtà, i dati sull’uso della saliva in pazienti pediatrici sono limitati (alcuni studi pubblicati nel 2020 hanno rilevato sensibilità comprese tra il 53 e il 73%), non di meno restano uno strumento utile per il monitoraggio dell’infezione da Coronavirus ad esempio in ambito scolastico.

Come si effettua

Il test salivare prevede un metodo di raccolta non invasivo, tuttavia la corretta raccolta del campione è cruciale. Un passaggio importante della circolare riguarda infatti il prelievo salivare (che può essere orale oppure orofaringeo posteriore): le diverse tecniche e sedi di raccolta possono condizionare la sensibilità del metodo. Nel complesso, gli studi disponibili indicano una sensibilità diagnostica maggiore nella saliva orofaringea posteriore del primo mattino, che comunque diminuisce dopo i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi. In generale, si raccomanda di utilizzare i test salivari in coerenza con la normativa sui Dispositivi medico-diagnostici in vitro e va garantita la raccolta e le fasi successive secondo le indicazioni previste dal fabbricante.

Costi e validità

Per quanto riguarda il costo dei tamponi, non ci sono prezzi calmierati per i test molecolari come invece è stato previsto per i tamponi rapidi. Dunque, i costi di mercato sono analoghi a quelli finora applicati per i test PCR effettuati presso i laboratori di analisi: da 60 a 105 euro a seconda delle Regioni. I risultati si ottengono in circa 24 ore e la validità del Green Pass, che al momento è ancora fissata a 48 ore, sarà a breve estesa fino a 72 ore (emendamento approvato ad secondo Decreto Green Pass, ma non ancora esecutivo).