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Obbligo Green Pass: verso il nuovo decreto Covid

di Redazione PMI.it

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Dibattito in vista del CdM sui nuovi obblighi di green pass per viaggi, eventi e ristorazione, parametri più soft per i cambi di colore regionali.

Green pass o tampone per prendere il treno, andare allo stadio, mangiare al ristorante: è lo scenario che si delinea con il prossimo decreto Covid del Governo, in attesa di riunirsi in CdM nel pomeriggio di giovedì 22 luglio (ma non si escludono slittamenti a venerdì 23 luglio) per approvare le nuove regole, con entrata in vigore a stretto giro. Il dibattito è ancora aperto, tanto sulle restrizioni quanto sulla data di applicazione, in considerazione del fortissimo impatto che avrà su cittadini e attività produttive, turisti e lavoratori.

L’obiettivo è chiaro: arginare i contagi in aumento esponenziale a causa della variante Delta, senza però rinunciare alla zona bianca. Il rischio è la retrocessione dal 26 luglio di molte Regioni in zona gialla, tutte zone ad alta densità turistica: Sardegna, Sicilia, Lazio, Campania, Veneto. Per evitare i passaggi di colore, con gli attuali criteri praticamente certi, l’Esecutivo metterà a punto un nuovo meccanismo, basato soprattutto sui ricoveri (il cosiddetto RT ospedaliero). Per questo, si attende che l’entrata in vigore delle nuove regole, sui cambi di colore nelle Regioni ma anche sull’uso del Green Pass, possano entrare in vigore già da lunedì 26 luglio. Tra i temi all’ordine del giorno, non dovrebbero esserci misure che impattano la scuola o gli eventi sportivi.

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Obbligo Green Pass

Partiamo dai nuovi obblighi di green pass. La cabina di regia sull’emergenza sanitaria, sentito il parere di esperti, CTS e Regioni, è chiamata a valutare l’obbligo di certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid, oppure un tampone negativo nelle ultime 48 ore, per le seguenti attività.

  • Viaggi sul territorio nazionale (lunga percorrenza via treno, pullman, aereo o traghetto): c’è da stabilire sia in quali zone applicare il nuovo obbligo (zone gialle o anche bianche) e a partire da quando (fine luglio, inizio agosto, settembre).
  • Partecipazione eventi (feste, spettacoli, manifestazioni sportive): dibattito aperto su medesimi punti, ossia zone e timing.
  • Bar e ristoranti al chiuso: una linea prudenziale prevede la Certificazione Verde anche per i locali al chiuso, quella più flessibile tende a evitare questo nuovo obbligo o a limitarlo alla prima dose del vaccino.

E’ possibile che si raggiunga un compromesso, introducendo prima le restrizioni che richiedono una sola dose e da settembre quelle che richiedono la doppia dose. Sullo sfondo, l’ipotesi di prevedere una gradualità differente nelle singole Regioni, in base agli scenari locali. Dovrebbero essere individuate tre categorie:

  • attività accessibili senza certificazione, ad esempio per le consumazioni al banco,
  • attività con green pass temporaneo (prima dose), ad esempio per la ristorazione con servizio ai tavoli al chiuso,
  • attività più a rischio con ciclo vaccinale completo, come grandi eventi come i concerti.

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Criteri per i cambi di colore

Il secondo punto all’ordine del giorno del  prossimo CdM sono i nuovi criteri per i cambi di colore. Come detto, il rischio è che, a regole invariate, alcune Regioni passino subito in zona gialla, con un impatto negativo sulla stagione turistica. L’ipotesi è quella di prevede il passaggio in base al tasso di occupazione di terapie intensive e ospedali, senza calcolare l’indice RT che misura la diffusione del contagio. L’ipotesi più gettonata vede le seguenti soglie (sopra le quali scatterebbe la zona gialla): 5% di occupazione delle terapie intensive e 10% dei reparti ospedalieri. Ci sono ipotesi più flessibili, per esempio con un indice al 15% per le terapie intensive e al 20% per i reparti ospedalieri. In ogni caso, anche nell’ipotesi più stringente, tutte le Regioni resterebbero in questo momento in zona bianca.

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Stato di emergenza

Infine, c’è da prendere la decisione sullo stato d’emergenza, che scade il 31 luglio. L’estensione è scontata. Ci sono diverse ipotesi sull’orizzonte temporale, considerato il riaccendersi drammatico dei contagi e la difficoltà della campagna vaccinale di arginare le varianti: proroga fino al 31 ottobre oppure fino al 31 dicembre 2021. Sembra quest’ultima al momento la misura più probabile. In attesa di una estensione della copertura vaccinale ai bambini da 0 a 12 anni, dell’approvazione di nuovi vaccini fra quelli ammessi dall’EMA, di una risposta efficace alla nuova ondata in corso e soprattutto al rischio di un drammatico riaccendersi del contagi con la ripresa dell’anno scolastico a settembre e del ritorno in ufficio e in azienda. Dove potrebbe arrivare il Green Pass come proposto da Confindustria.