Recovery Plan: disco verde al PNRR in Parlamento

di Redazione PMI.it

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Passa in Parlamento il PNRR, che approda in CdM per approvazione finale e invio alla Commissione UE: "se si arriva prima, si ha accesso ai fondi prima".

Il Recovery Plan è quasi pronto per l’invio a Bruxelles. Il premier Mario Draghi ha presentato in Parlamento il nuovo testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), incassando parere favorevole per tornare quindi in Consiglio dei Ministri per l’ultima approvazione prima della trasmissione alla Commissione Europea. Dopo l’approvazione alla risoluzione di maggioranza ottenuta presso Camera e Senato il 26 e 27 aprile, è ora prevista l’approvazione finale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in CdM, in programma il 29 aprile, così da inviare il PNRR all’UE entro il 30 aprile, ai sensi dell’articolo 18 del regolamento RRF (UE) 2021/241, dunque senza ritardi sulla scadenza prevista dalla Commissione Europea.

La scadenza del 30 aprile non è mediatica: se si arriva prima, si ha accesso ai fondi prima.

Così il premier Draghi nella replica alla Camera, per spiegare i ritmi serrati. Rassicurando poi sul ruolo chiave del dibattito parlamentare. Le riforme contenute nel Piano saranno adottate con provvedimenti e strumenti legislativi: disegni di legge, leggi delega e decreti legge, nei cui procedimenti di adozione il Parlamento avrà un ruolo determinante nella discussione e nella determinazione del contenuto.

I chiarimenti di Dragi sul PNRR

  • Riforma fiscale «Il Governo si è impegnato a presentare una legge delega entro il 31 luglio 2021. Il Parlamento sarà pienamente coinvolto e svolgerà un ruolo di primo piano. È presto per dare risposte su quale sarà la riforma del fisco. È essenziale che il lavoro del Parlamento giunga a compimento e che vengano fornite indicazioni politiche quanto più condivise e puntuali possibili».
  • Pagamenti PA «Sui tempi di pagamento della PA, il Governo si impegna a implementare l’attività di monitoraggio già in corso con la Piattaforma per i crediti commerciali gestita dal ministero dell’Economia. Contestualmente, si provvede a rafforzare l’attività di sensibilizzazione nei confronti delle PA per il miglioramento dei processi necessari ad accelerare le procedure di pagamento».
  • Risorse per il Mezzogiorno «Il piano esplicita che le risorse corrispondono al 40% a fronte del 34%, 82 miliardi sono una cifra più alta del PIL. Sono misure che si inseriscono in visione complessiva per far ripartire e accelerare una crescita del Sud ferma da ormai mezzo secolo».
  • Banda larga ci sono «6,31 miliardi per le reti ultraveloci, la banda larga e il 5G. L’obiettivo del Governo è portare entro il 2026 reti a banda ultralarga ovunque senza distinzioni territoriali ed economiche. A maggio avviamo la mappatura dei piani d’investimento previsti dai privati per identificare le aree del Paese che senza interventi del governo resterebbero sfavorite. Per queste aree è previsto un contributo statale per assicurarci che non si creino nuovi divari digitali da qui al 2026».
  • Riforma degli appalti «Si interverrà con una legge delega, da presentare entro il 2021».«La semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni è obiettivo essenziale per la riuscita del Piano e, più in genere, per il rilancio del settore delle costruzioni. In merito agli appalti, intendiamo riformare la disciplina nazionale, sulla base delle tre direttive UE per renderla più snella rispetto a quella vigente, anche sulla base di una comparazione con la normativa adottata in altri Stati membri dell’Unione europea». «Inoltre intendiamo prorogare le semplificazioni adottate con il Dl 76/2020 fino al 2023».

Gli obiettivi del PNRR

Il Piano si poggia sui tre assi di intervento condivisi a livello europeo (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale) e le tre priorità trasversali: parità di genere, nei giovani e nel riequilibrio territoriale.

Un intervento epocale, che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale. Il Piano ha come principali beneficiari le donne, i giovani e il Mezzogiorno e contribuisce in modo sostanziale a favorire l’inclusione sociale e a ridurre i divari territoriali.

Primo obiettivo, dunque, riparare i danni creati dalla pandemia (il 27% delle risorse europee è dedicato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e più del 10% alla coesione sociale). Il Piano prevede poi ulteriori 30,6 miliardi di risorse nazionali, che confluiscono in un apposito Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento di Bilancio approvato nel Consiglio dei Ministri del 15 aprile e autorizzato dal Parlamento, a maggioranza assoluta, il 22 aprile).

Le risorse stanziate nel PNRR

Il PNRR del Governo Draghi prevede:

  • uno stanziamento di circa 49,2 miliardi di euro per digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  • nessun taglio al Superbonus 110% e un impegno per estenderlo al 2023;
  • misure per il Sud, con uno stanziamento di 82 miliardi sui 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, corrispondenti a una quota del 40%;
  • misure per i giovani che beneficeranno dei progetti nei campi dell’istruzione e della ricerca, del ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e del rafforzamento del Servizio civile universale. Per i ragazzi e le ragazze, sono stanziati fondi per l’estensione del tempo pieno scolastico e per il potenziamento delle infrastrutture sportive a scuola: l’attività motoria nella scuola primaria viene promossa anche in funzione di contrasto alla dispersione scolastica;
  • investimenti significativi in favore delle donne con misure di sostegno all’imprenditoria femminile e investimenti nelle competenze tecnico-scientifiche delle studentesse. In più l’ampliamento dell’offerta di asili, il potenziamento della scuola per l’infanzia e il miglioramento dell’assistenza ad anziani e disabili aiuteranno indirettamente le donne, che spesso devono sostenere la maggior parte del carico assistenziale delle famiglie;
  • l’arrivo dell’assegno unico come “strumento onnicomprensivo per il sostegno alle famiglie”;
  • una nuova strategia di politiche per l’infanzia, ritenuta cruciale per invertire il declino di fecondità e natalità.
  • incentivi alle imprese che parteciperanno ai progetti finanziati dal Next generation Eu per l’assunzione di giovani e donne.

=> Recovery Plan: nel PNRR incentivi e lavoro per donne e giovani

Il Piano contiene una articolata stima dell’impatto delle misure in esso contenute e prevede che nel 2026 il PIL sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base, mentre nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale del Piano (2024-2026) l’occupazione sarà più alta del 3,2%.

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