Recovery Plan: ecco le grandi opere integrate al PNRR

di Redazione PMI.it

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Recovery Plan, PNRR e investimenti pubblici: si parte con i cantieri per 57 grandi opere, tra risorse del Recovery Fund e fondo aggiuntivo da 30 mld.

Il Premier Mario Draghi ha fatto il punto sulla stesura del Recovery Plan italiano, che a fine mese sarà sottoposto a Bruxelles per ottenere i fondi europei del Recovery Fund da investire nella ripartenza economica del Paese. Entrando nel dettaglio dei progetti del PNRR che riguardano le grandi opere, Draghi ha sottolineato l’importanza di puntare alla crescita subito dopo essere usciti dall’emergenza sanitaria.

Per questo, il Recovery Plan ed il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza saranno lo strumento principale per agire in concreto. L’Italia ha a disposizione 191,5 miliardi di euro di cui 69 miliardi a fondo perduto e 122 miliardi in forma di prestiti, più 30 miliardi del fondo di accompagnamento al PNRR.

Con questo fondo da 30 miliardi, dunque, saranno finanziate le opere con orizzonte temporale più ampio rispetto ai 6 anni previsti dal Recovery Fund, ma le quali è previsto un cronoprogramma di analoga rapidità per dare risposte risolutive a ritardi atavici dell’Italia sulle infrastrutture. Il Governo ha anche chiesto al Parlamento un extra indebitamento di 6 miliardi annui per il periodo 2022-2033, sempre per finanziare investimenti pubblici, complementari al PNRR e strategici per dare impulso alla crescita economica dei prossimi anni.

I cantieri di prossima apertura

Per non rallentare l’apertura dei cantieri il Governo ha già nominato i 29 Commissari straordinari chiamati a gestire 57 opere pubbliche, che erano già individuate e aspettavano di essere attuate. Si tratta di:

  • 16 infrastrutture ferroviarie,
  • 14 infrastrutture stradali,
  • 12 caserme per la pubblica sicurezza,
  • 11 opere idriche,
  • 3 infrastrutture portuali,
  • 1 infrastruttura metropolitana.

Le opere commissariate

  • Tra le opere ferroviarie: le linee AV/AC Brescia-Verona-Padova, Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina; il potenziamento delle linee Orte-Falconara e Roma-Pescara; la chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia.
  • Tra le opere stradali: la SS Ionica 106; la E 78 Grosseto-Fano; la SS 4 Salaria e la SS 20 del Colle di Tenda; la SS 16 Adriatica; la SS 89 Garganica.
  • Presidi di pubblica sicurezza: a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Bologna, Genova e Milano.
  • Altri interventi: l’Acquedotto del Peschiera e numerose dighe in Sardegna, i porti di Genova, Livorno e Palermo.

Il tutto, per un valore complessivo di 82,7 miliardi di euro (21,6 miliardi al Nord; 24,8 miliardi al Centro; 36,3 miliardi al Sud) finanziate a legislazione vigente per circa 33 miliardi di euro, con ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation EU. Per ogni opera è stato definito un cronoprogramma puntuale e realistico, che sarà monitorato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile a cadenza trimestrale per fare il punto sull’avanzamento dei lavori previsti per le diverse fasi, così da rimuovere eventuali ostacoli. Per quanto concerne le infrastrutture, nel corso del 2021 si prevede l’apertura di 20 cantieri, a cui se ne aggiungeranno altri 50 nel 2022 ed ulteriori 37 nel 2023. Qui la lista completa delle opere commissariate e dei relativi costi.