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Decreto Covid in CdM il 31 marzo, sblocco concorsi PA

di Redazione PMI.it

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Decreto Covid in Consiglio dei Ministri il 31 marzo: tra le regole dal 6 aprile, lo sbocco dei concorsi nella PA, ancora restrizioni su zone e spostamenti.

Prime anticipazioni sul nuovo Decreto Covid con le regole dal 7 aprile, quando scadono le misure attualmente in vigore: se da un lato la zona gialla (seppur rafforzata) potrebbe non tornare prima di fine mese, dall’altro di apre uno spiraglio sulle restrizioni, che riguarda lo sblocco dei concorsi pubblici. Su questo specifico punto c’è un annuncio del ministero della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

«Nel decreto Covid il governo sbloccherà tutti i concorsi della pubblica amministrazione« ha dichiarato Brunetta, intervenendo alla presentazione della relazione 2020 del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche. Il Consiglio dei Ministri è convocato per il pomeriggio di mercoledì 31 marzo. E prevedibilmente sarà la sede per l’approvazione del Decreto Covid.

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Da quanto anticipato, il Comitato tecnico scientifico «ha consentito di sbloccare tutti i concorsi della pubblica amministrazione bloccati dal Covid». Bisogna però attendere il decreto vero e proprio per capire con precisione i termini di questa riapertura.

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Il provvedimento riproporrà il meccanismo delle fasce di rischio rossa, arancione, gialla e bianca, a seconda del livello di diffusione del Coronavirus. Il premier, Mario Draghi, nei giorni scorsi ha ribadito che le decisioni su eventuali allentamenti delle misure anti-Covid verranno prese sulla base dei dati relativi al contagio. E ha annunciato che, per il momento, lo spazio che si apre grazie ai segnali di miglioramento che arrivano dai dati sul contagio viene utilizzato per la riapertura delle scuole fino alla prima media. Quindi, dal 7 aprile riaprono nidi, materne, elementari e prime medie in presenza.

Draghi ha anche annunciato nel Decreto Covid anche una misura sui sanitari no vax: la ratio è quella di impedire che personale non vaccinato lavori a contatto con i pazienti. Per il resto, il dibattito è ancora aperto. Il nodo fondamentale riguarda l’allentamento delle attuali misure, che come è noto hanno sospeso le zone gialle. Una restrizione che sembra destinata ad essere confermata almeno per le prime due settimane di aprile, che quindi continuerebbero a prevedere solo le fasce rossa e arancione.

Non si esclude che invece nella seconda metà del mese possano essere previsti degli allentamenti, ma qui si discute non solo sul se e non sul come. E possibile che venga previsto un automatismo per cui, in presenza di dati molto positivi sulla diffusione del contagio, tornino a scattare le zone gialle da una determinata data in poi.

Ma sembra più probabile l’ipotesi che il decreto proroghi le attuali restrizioni fino al 30 aprile: in questo caso, servirebbe un nuovo provvedimento per allentare i paletti. Il Governo si è impegnato ad utilizzare tutti i margini che si aprono, ossia a rivedere le restrizioni in qualsiasi momento, in presenza di dati sul contagio che lo consentano. C’è anche l’ipotesi delle zone gialle rafforzate con i ristoranti e i bar che potrebbero fare il servizio al tavolo fino alle 15 o alle 16 (e non fino alle 18).

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Ricordiamo infine che, indipendentemente dalla collocazione cromatica della propria Regione, nei tre giorni del ponte pasquale, da venerdì 3 a lunedì 5 aprile, si applicano in tutta Italia le regole della zona rossa. Quindi, sono chiusi negozi, bar e ristoranti, e le limitazioni agli spostamenti non motivati da lavoro, salute o necessità valgono anche all’intero del Comune di residenza. E’ però consentito, in deroga alle normale restrizioni delle zone rosse, di andare a trovare parenti o amici nelle abitazioni private, in un massimo di 2 persone, all’interno della propria Regione, una volta sola al giorno, in un orario compreso fra le 5 e le 22.

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