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Regole Covid, nuova stretta dal 16 gennaio

di Redazione PMI.it

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Nuove regole Covid in zona gialla, retrocessioni in zona rossa, zona bianca con rischio basso, estensione stato emergenza: cosa cambia dal 16 gennaio.

Conto alla rovescia per il nuovo DPCM del Governo con le regole anti Covid da sabato 16 gennaio. Resta il meccanismo con le misure applicabili a seconda dell’indice di rischio contagio, con la collocazione in zone rossa, arancione o gialla ma si valuta di far restare chiusi i confini delle Regioni anche in fascia gialla (rafforzata) ed ulteriori restrizioni, per esempio il divieto di asporto dopo le ore 18 nei bar.

Non si esclude che possa tutto confluire nel decreto legge che servirà anche per prorogare lo stato d’emergenza per il Coronavirus (attualmente fissato al 31 gennaio, da estendersi almeno al 30 aprile o al 30 giugno). Quel che è certo è che ci saranno nuove restrizioni. Oltre a nuovi passaggi in zona rossa per alcune Regioni (Lombardia e Veneto, in primis). Vediamo tutto.

Zone Covid: nuove regole dal 16 gennaio

Le attuali regole Covid contenute nel DPCM del 3 dicembre valgono fino a venerdì 15 gennaio, di conseguenza è necessario un nuovo provvedimento per prorogarle ed, eventualmente, rimodularle. Le ultime ore e giorni hanno visto diversi vertici di maggioranza e con le Regioni.  Sembra possibile che venga inserita anche una nuova zona bianca a rischio molto basso, nella quale rientrerebbero le Regioni con indice Rt (rapporto fra tamponi effettuati e numero di positivi al Covid) sotto 0,5. Una soglia che in ogni caso al momento non è presente in nessuna zona.

Le regole delle diverse zone (rossa, arancione e gialla) restano invece invariate, con qualche ulteriore paletto. Due le restrizioni principali allo studio: anche nelle zone gialle chiusura dei confini regionali e stop al take away dopo le 18 nei bar. Dovrebbe invece essere reinserito il meccanismo di flessibilità già sperimentato con il decreto di Natale, in base al quale è comunque possibile invitare un massimo di due persone non conviventi in casa (più eventuali figli under 14 o conviventi portatori di handicap). Sarebbe quindi possibile spostarsi per andare a trovare amici o parenti in un massimo di due persone, e per una sola volta ogni giorno. Conferma in vista anche per la possibilità di uscire dai piccoli comuni sotto i 5mila abitanti, solo restando nel raggio di 30 km e senza andare nei capoluoghi.

Vediamo quindi quali sarebbero le nuove regole nelle tre fasce di rischio:

  • Zona rossa: spostamenti limitati anche all’interno del Comune di residenza. Dovrebbe essere confermata la deroga per andare a trovare amici o parenti non conviventi in un massimo di due persone, per una volta sola al giorno, e solo dalle 5 alle 22. Chiusi i bar e i ristoranti, con la sola possibilità di asporto (ma solo fino alle 18 per i bar, fino alle 22 per i ristoranti) la consegna a domicilio è invece possibile h24. Chiusi anche tutti i negozi, con l’eccezione delle attività essenziali (alimentari, farmaci, tabacchi, edicole, parrucchieri, e tutte quelle inserite negli allegati 23 e 24 del DPCM 3 dicembre). Ricordiamo molto in sintesi che nella zona rossa gli spostamenti anche all’interno del proprio Comune devono essere motivati da esigenze di lavoro, salute o necessità, e ci vuole l’autocertificazione. E’ consentito fare attività motoria vicino a casa (quindi, si può uscire per fare una passeggiata nella propria zona), e l’attività sportiva all’aperto in forma individuale.
  • Zona arancione: ci si può muovere liberamente nel proprio comune dalle 5 alle 22. Divieto di uscire dal Comune (con l’eccezione sopra descritta per i centri fino a 5mila abitanti), e dalla Regione. Aperti tutti i negozi. Bar e ristoranti chiusi, aperti solo per l’asporto (anche qui, per i bar fino alle 18 e per i ristoranti fino alle 22).
  • Zona gialla: spostamenti liberi anche fuori dal proprio Comune dalle 5 alle 22. Si valuta invece la chiusura delle Regioni (attualmente nelle zone gialle invece sono aperti). aperti sia i negozia sia i bar e i ristoranti fino alle 18. Anche qui scatta la restrizione sul take away dopo le 18 nei bar.
  • Zona bianca: riaprono tutte le attività che al momento restano chiuse anche nelle zone gialle, come palestre, cinema, teatri, musei. Non è chiaro se fra zone bianche si preveda anche la riapertura dei confini regionali. IN goni caso, come detto, per il moemnto le zone bianche esistono solo sulla carta, non essendoci nessuna regione con indice di contagio sotto 0,5.

Passaggi di zona

Ci sono alcune Regioni che dal prossimo fine settimana potrebbe passare in zona rossa: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, provincia di Bolzano. A rischio anche Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, provincia di Trento. Attenzione: sono ipotesi, le certezze in questo senso si avranno solo con lo specifico provvedimento del ministero della Salute del fine settimana in base al monitoraggio. Per il momento, e fino a venerdì 15 gennaio, ci sono cinque regioni in zona arancione (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Veneto), e tutte le altre in zona gialla.

Ancora: fino a venerdì 15 gennaio le regole delle zone gialle restano immutate, quindi l’asporto è consentito sia nei bar sia nei ristoranti fino alle 22. Restano sempre chiusi i confini regionali.

Infine, un’anticipazione sui prossimi ristori.

Sono in programma, li ha già ufficialmente annunciati il Premier Conte, in vista c’è un nuovo scostamenti di bilancio per finanziare il nuovo decreto Ristori 5, che probabilmente conterrà un nuovo meccanismo per il diritto ai risarcimenti (non più basato sul calo di fatturato riferito al solo mese di aprile 2020).

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