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Dagli startupper del digitale, idee per la fase 2

di Redazione PMI.it

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Dalla piattaforma di business travel che indaga sui nuovi bisogni dei dipendenti per pianificare le future trasferte, alle nuove esigenze di e-commerce, alla digitalizzazione delle imprese artigiane: proposte dalle startup digitali.

Puntare sulle nuove tecnologie e sul digitale, potenziare l’e-commerce (o entrare nel settore per chi non l’avesse ancora fatto), guardare al futuro cercando di individuare i trend di mercato della ripresa per agganciarli prima degli altri: sono idee che arrivano dagli startupper digitali, che presentano le proposte delle proprie aziende offrendo una vision orientata al futuro, che può essere utile a tutte le PMI. L’e-commerce, un tema che (insieme forse a quello dello smart working) si è imposto come prioritario in questa fase di lockdown per il settore del commercio e non solo. Il digital marketing. Ma non mancano esempi che arrivano da un settore in assoluto fra più colpiti da questa crisi, ovvero il turismo.

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Luca Carlucci, CEO di BizAway, piattaforma di Business Travel, guarda al “dopo” puntando sul networking fra imprese. Le imprese, prevedibilmente, recupereranno le trasferte ora bloccate, e in generale riprenderanno i viaggi di lavoro. E, in vista della ripresa, «possono sfruttare questo periodo per predisporre per tempo gli strumenti per facilitare i processi e tornare alla normalità nel miglior modo possibile». Un esempio è rappresentato da un progetto che la piattaforma sta portando avanti con Talent Garden (networking e formazione per l’innovazione digitale) indagando le necessità delle persone che viaggiano per lavoro, al fine di configurare e ottimizzare i processi interni di gestione del business travel (dalla prenotazione di viaggi all’impostazione dei criteri di fatturazione) nel modo più personalizzato possibile. «Attraverso l’invito ai dipendenti a utilizzare attivamente la piattaforma, è possibile migliorare e personalizzare le funzionalità a disposizione», sintetizza Carlucci.

L’azienda ha anche portato avanti un progetto in ambito green, in collaborazione con l’organizzazione no-profit Eden Reforestation Projects, per potenziare la coltivazione di mangrovie. Uno di questi alberi assorbe emissioni di CO2 pari a circa tre voli di sola andata Venezia-Barcellona effettuati da un singolo passeggero. La piattaforma di BizAway offre ai clienti al possibilità di fare donazioni, e ha creato uno strumento di calcolo immediato per la compensazione delle emissioni di anidride carbonica dei viaggi con la conseguente piantagione di mangrovie. In pratica, per ogni 10 centesimi donati a Eden Reforestation Projects verrà piantata una mangrovia.

Diverse le proposte per l’e-commerce. Joshua Priore, CEO di Worldz (piattaforma di social commerce), le imprese devono fare un salto digitale. Anche le aziende che avevano già mosso i primi passi in questo senso, per esempio dotandosi di un e-commerce e di una prima base di clienti online, dovrebbero pensare ad acquisire una serie di tecnologie legate a ottimizzazione dei servizi, aumento delle performance di vendita, posizionamento come branding. «I principi dell’e-commerce, ad esempio, sono legati al posizionamento, alla capacità di riuscire ad essere presenti nelle ricerche, sull’affidabilità che trasmette la piattaforma, sulla capacità di avere un dialogo con i consumatori fornendo servizi magari innovativi come il Social Commerce che, in un’unica soluzione, collega gli utenti contribuendo significativamente alla propensione all’acquisto».

Giacomo e Tommaso Chinellato, che con Rinascimento Handmade aiutano gli artigiani, eccellenze del Made in Italy, a diventare imprese di successo nel mercato, hanno avuto risultati positivi proprio durante l’emergenza Coronavirus: in marzo, crescita del 30% rispetto a febbraio e incremento del 25% di likes sulla pagina Facebook e del 20% degli iscritti al canale youtube. «In seguito a questo periodo di chiusura prolungata gli artigiani hanno compreso che la digitalizzazione è la strada giusta ed il futuro del made in Italy», raccontano, sottolineando che «la sfida della manifattura italiana è quella di sfruttare le opportunità che la trasformazione digitale può fornire». Questo l’obiettivo dell’Academy sul digital marketing, piattaforma formativa nata nel novembre del 2019, che portando «al successo più artigiani possibili» punta a «diventare il punto di riferimento in Italia del marketing digitale applicato alle attività artigianali».

Ripensamento dei modelli di business, puntando sul digitale, è la ricetta di Andrea Poretti, CEO di Cepar Digital Agency: «la partecipazione a eventi sul territorio e le attività delle aree commerciali delle aziende sono probabilmente gli ambiti che hanno maggiormente accusato, e accuseranno sul lungo termine, gli effetti della crisi. È realistico credere che occorreranno ancora molti mesi prima di ritrovare la normalità a cui siamo sempre stati abituati, ma questo non deve tradursi nella rarefazione delle attività di marketing e sales. Il digitale può e deve diventare il nuovo spazio in cui i brand dei settori b2b trovano contatto e interazione con i propri target di riferimento», insiste. Quindi: attività di lead generation online collegate a webinar, offerte e contenuti premium, come opportunità per sostituire la partecipazione a eventi e fiere senza incidere sulla qualità dei contatti generati».

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