Conte bis: fiducia alle Camere e nuove anticipazioni

di Redazione PMI.it

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Dopo il passaggio alla Camera, il Governo Conte bis ottiene la fiducia anche al Senato: a margine del dibattito, novità e conferme del programma, in cui restano Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.

Dopo aver incassato la fiducia alla Camera dei Deputati – 343 voti a favore, 263 contrari, 3 astenuti – il premier si ottiene il disco verde anche al Senato (dopo la replica sulle dichiarazioni programmatiche del Governo Conte bis e le dichiarazioni di voto): 169 voti favorevoli, 133 contrari e 5 astenuti.

Il clima della giornata non è stato pacatissimo: già nella nella replica sul voto alla Camera, Conte aveva risposto alle polemiche della Lega lamentandone le “reazioni emotive” e il “debole” per i  proclami, in coerenza con le proprie convenienze elettorali. Nè sono mancate le stoccate personali e dirette a Matteo Salvini, soprattutto per le sue assenze ai Consigli europei.

L’ex Vice Ministro ha poi potuto ampiamente controbattere, portando in Aula al Senato tutti i motivi di insoddisfazione verso il primo e il secondo Governo Conte, alimentando i toni accesi di queste ultime ore.

Misure dal 2020

A margine del voto di fiducia, c’è subito una novità da segnalare: il ministero del lavoro Nunzia Catalfo ha precisa che il Governo è intenzionato a confermare la Quota 100, oltre che il reddito di cittadinanza.

Per il resto, nel corso del dibattito a Montecitorio, il Presidente del Consiglio ha dichiarato l’intenzione di avviare una stagione di riforme, ha delineato alcuni tratti della prossima manovra 2020 (stop aumento IVA, taglio cuneo fiscale…), ha impostato una politica fiscale basata sul riordino di aliquote e agevolazioni. Ma Conte, parlando al Senato, resta prudente.

Le risorse per una manovra economica immediata – che ci impegnerà a contenere l’aumento dell’Iva – scarseggeranno.

Prudenza ma anche crescita.

“Siamo determinati a incrementare la crescita economica del Paese, consapevoli della debolezza della domanda interna.

I settori su cui puntare: costruzioni e automotive, “in crisi da anni”. E poi agricoltura “con particolare riguardo ai giovani”, incentivando anche i meccanismi cooperativi “ma non quelli che si prestino ad abusi”

A seguire, si conferma come detto il reddito di cittadinanza, che ha preso il via nell’aprile del 2019, in base a quanto previsto dal dl 4/2019: «lo dobbiamo implementare e monitorare», spiega Conte, rispondendo ai deputati. Il RdC «non deve avere finalità assistenziale ma deve servire a recuperare al circuito lavorativo persone esiliate, emarginate».

Avanti anche sulla pensione quota 100 In questo caso è la ministra Catalfo a precisare che la «quota 100 rimane. Poi se ci saranno dei miglioramenti da fare, per quota 100 o per il reddito di cittadinanza, li faremo. Ma le due misure restano».

Rispetto al precedente Governo, invece, marcia indietro sulla flat tax, non più prevista dal programma elettorale. In vista, piuttosto, una riforma delle aliquote IRPEF e, fin dal 2020, un riordino delle tax expenditure, ossia delle agevolazioni fiscali (es.: detrazioni in busta paga o quelle al 19% in dichiarazione dei redditi), che comunque avverrà salvaguardando «l’importante funzione sociale e redistributiva dello strumento».

Sul lavoro è prevista la legge sul salario minimo, che fa parte del programma di Governo della maggioranza M5S – Pd. In vista anche un giusto compenso per i lavoratori non dipendenti ed una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, nonché quella sulla rappresentanza sindacale.

In tema di previdenza, è già stata annunciata la proroga dell’Opzione Donna ed annunciata una pensione di garanzia per i giovani con carriere discontinue.