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Turismo: riforme in programma nel contratto di Governo

di Barbara Weisz

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Ministero del Turismo con portafoglio, riorganizzazione ENIT, piattaforma web nazionale, web tax per agenzie straniere, abolizione tassa soggiorno: misure Lega e 5 Stelle nel programma di Governo.

Il contratto di Governo M5S – Lega riserva un capitolo al settore del turismo, per il quale è in programma la creazione di un ministero specifico (attualmente, la funzione è accorpata al dicastero della Cultura).

Ministero del Turismo

Per non pesare sul bilancio e non generare un impatto negativo sul fronte organizzativo, è previsto un passaggio graduale con una prima fase di scorporamento dal MiBACT e istituzione di un Dipartimento della Presidenza del Consiglio, poi la messa a regime con la creazione del ministero specifico, dotato di portafoglio. Il procedimento avverrà attraverso passaggi legislativi graduali e oculati rispetto alle competenze regionali e la riorganizzazione di ENIT (ente nazionale turismo).

Il ministero del Turismo dovrà creare un circolo virtuoso pubblico-privato e una maggiore efficacia nei rapporti con le Regioni, in pieno coordinamento tra operatori turistici, associazioni, istituzioni, gli altri Ministeri di materie collegate come Trasporti, Infrastrutture, Agricoltura, Sviluppo Economico, Telecomunicazioni, Cultura.

Incentivi

Ci sono poi una serie di misure, anche di carattere fiscale, per il rilancio di un settore che, si legge nel programma, vale il 12% del PIL (prodotto interno lordo) e il 14% dell’occupazione.

In particolare, è prevista una web tax turistica per le online travel agency (agenzie di viaggio online) con sede all’estero, l’abolizione della tassa di soggiorno (compensata dal rifinanziamento delle risorse agli enti locali), decontribuzione per le assunzioni di giovani, potenziamento della formazione, digitalizzazione.

E c’è una parte dedicata alla digitalizzazione, con l’obiettivo di realizzare una piattaforma nazionale telematica che svolga molteplici funzioni, dalla promozione del sistema paese ai servizi di e-commerce veri e propri. E poi ancora: estensione del wi-fi su tutto il territorio nazionale e focus sul turismo accessibile, che non deve limitarsi all’abbattimento delle barriere architettoniche ma prevedere anche maggiore fruibilità a tutti i livelli, in maniera inclusiva e sostenibile.

Nulla di nuovo, si potrebbe dire con un po’ di malizia, nessun Governo ha mai dichiarato di non voler valorizzare il turismo in un paese che vanta destinazioni fra le più belle del mondo.

E’ comunque corretta l’individuazione dell’esigenza di rendere più profittevole un settore in cui, anche in base ai report, l’Italia non utilizza al meglio il suo potenziale.

 Obiettivo generale: rendere quello del Turismo «uno dei settori cardine per l’attivazione del volano della nostra economia», valorizzando patrimonio storico, culturale, paesaggistico e naturale ed eccellenze quali, ad esempio, l’enogastronomia, la moda, il design.