Libertà d’impresa: ok da Pmi e Confartigianato

di Alessandro Vinciarelli

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Aprire un'azienda senza autorizzazioni, la proposta dal ministro dell'Economia Tremonti, che trova l'approvazione anche di Confartigianato, ma il passo successivo deve essere la riduzione fiscale

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, con il benestare del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha recentemente proposto la modifica dell’art.41 della Costituzione sulla libertà di impresa, che consentirebbe alle imprese di muovere i primi passi senza la necessità di autorizzazioni.

Sul tema arriva anche l’approvazione della Confartigianato, che accoglie con «soddisfazione la proposta del Governo di elevare al rango costituzionale la valorizzazione della centralità dell’impresa» a tutto beneficio delle Pmi.

Questo è in sintesi il pensiero dell’organizzazione autonoma, riassunto nella relazione annuale dallo stesso presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. Secondo la voce del presidente le aziende associate individuano nella complessità burocratica uno delle principali freni allo sviluppo economico e vedono la semplificazione come una necessaria e attesa rivoluzione.

A queste misure straordinaria per la libertà d’impresa – prosegue Guerrini – deve seguire un’efficace riduzione fiscale, che continua ad essere la maggiore preoccupazione per gli imprenditori.

Confartigianato individua anche la strada da percorrere per recuperare il terreno perso con le alte nazioni dell’Europa. Il segreto è puntare sul Made in Italy e sulle capacità di produzione di beni e servizi radicate nel territorio, uniche e differenti rispetto alla concorrenza delle altre nazioni.