Tratto dallo speciale:

Incentivi Transizione 4.0: l’appello delle PMI

di Barbara Weisz

25 Luglio 2025 12:06

logo PMI+ logo PMI+
Le PMI chiedono al Governo di rifinanziare il credito d'imposta Transizione 4.0 e di renderlo nuovamente automatico: l'appello al MIMIT.

Potenziare e semplificare il credito d’imposta 4.0: le richieste sono state formulate al Governo da Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani e Confesercenti. Le associazioni datoriali hanno inviato una lettera al ministro delle Imprese e del Made in Italy chiedendo «modifiche e integrazioni al Piano Transizione 4.0 per rendere la misura alla portata delle PMI dell’artigianato, del commercio e dell’impresa diffusa».

Sono due le richieste principali e riguardano  i correttivi apportati con la Manovra 2025, poco graditi alle imprese.

Bonus 4.0: le PMI bocciano il limite di spesa

Le Confederazioni sollecitano «un più ampio plafond di spesa per il credito d’imposta 4.0 relativo agli investimenti da effettuare entro 31 dicembre 2025». La Legge di Bilancio ha infatti introdotto un limite di spesa pari a 2,2 miliardi di euro per l’anno in corso, superato il quale l’agevolazione non è più concedibile. Anche per questo, è stata cambiata la procedura di richiesta, che prevede una comunicazione preventiva, la conferma di un acconto pari almeno al 20%, e la comunicazione di completamento.

Credito d’imposta con troppi ostacoli

Negli anni scorsi, l’utilizzo dell’agevolazione era più semplice, perché avveniva direttamente in dichiarazione dei redditi senza bisogno di presentare domanda. E questa è la seconda richiesta delle imprese: «ristabilire l’automaticità nel riconoscimento del credito di imposta maturato al pari di tutte le restanti forme di incentivazione che rientrano nel meccanismo fiscale del credito d’imposta, da non doversi intendere come aiuto di stato. L’obbligo di comunicazione telematica delle spese di volta in volta sostenute, consolidato peraltro con notevole ritardo nel testo del decreto direttoriale del 16 giugno 2025, sta infatti creando notevoli incertezze operative a molte imprese che restano in attesa di conferma della prenotazione o del rigetto della richiesta di agevolazione per esaurimento delle risorse disponibili».

Come funziona oggi Transizione 4.0

Il credito d’imposta 4.0 incentiva l’acquisto di macchinari nuovi digitali e interconnessi con percentuali che cambiano a seconda dell’intensità dell’investimento:

  • fino a 2,5 milioni di euro 20%;
  • fra 2,5 milioni e 10 milioni di euro 10%;
  • fra 10 milioni e 20 milioni di euro 5%;

Se l’investimento è fra quelli inclusi nel PNRR, il credito d’imposta al 5% si applica fra 10 milioni e 50 milioni di euro.

I beni agevolabili sono ricompresi nell‘allegato A della legge 232/2016. Negli scorsi anni beneficiavano dell’incentivo anche i software, che in questo 2025 non rientrano più nel credito d’imposta. L’investimento può essere effettuato fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro il 31 dicembre 2025 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20%.