Decreto anti-crisi? Niente innovazione per le imprese

di Noemi Ricci

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Nel decreto anti-crisi pubblicato la scorsa settimana in G.U. non c'è spazio per l'innovazione. Amaro il commento di Assintel, che punta il dito contro le strategie tradizionali che danneggiano le imprese ICT

Il Decreto anti-crisi, pubblicato in G.U. n. 150 del 01/07/2009, prevede numerose direttive per tentare di riemergere dalle difficoltà economiche, suscitando però reazioni contrastanti, tra tra approvazioni e forti dissensi.

Proprio in quest’ultima categoria ricada un parere autorevole, quello di Assintel, che evidenzia le proprie perplessità sui contenuti del decreto, che non favorirebbe affatto l’innovazione tecnologica delle imprese come motore della ripresa.

Il presidente di Assintel, Giorgio Rapari, ha espresso delusione per la mancanza di spirito innovativo e tecnologico, soppiantato da una politica tradizionale e noncurante del fondamentale comparto ICT.

Secondo Assintel il provvedimento «non punta sull’innovazione ma su vecchi schemi per rilanciare un’economia in sofferenza», mentre investire in innovazione sarebbe «strategico per ottimizzare i costi, razionalizzare la struttura organizzativa, essere presenti sul mercato globale».

Si richiede quindi di analizzare con maggiore cura gli aspetti dell’innovazione tecnologica e di integrare la misura, ad esempio con incentivi per l’adozione di software e servizi IT o con l’inclusione degli investimenti in tecnologie digitali nella detassazione degli utili delle imprese.

La critica arriva a qualche giorno di distanza dalla pubblicazione del provvedimento – dicono gli stessi portavoce Assintel – per permettere la sedimentazione delle opinioni e maturare il giusto pensiero.

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