Doing Business 2009: Padova eccellenza mondiale

di Francesca Mancuso

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La città, che rappresenta la regione Veneto, si classifica al 67esimo posto tra le economie mondiali considerate, precedendo anche Roma. Ma davanti ci sono 21 Paesi

È il primo progetto realizzato a livello subnazionale che mette a confronto le perfomance del Veneto con Roma e con altri 180 Paesi del mondo: è “Doing Business in Veneto 2009, iniziativa promossa dalla Banca Mondiale e commissionata dalla Regione del Veneto. Obiettivo? Misurare l’efficacia delle regole che determinano il clima imprenditoriale.

Secondo i dieci parametri di Doing Business nei diversi settori analizzati, la città si è classificata al 67esimo posto tra le 181 economie del mondo, precedendo di una sola posizione Roma (68esima), ma alle spalle di 21 Paesi europei.

Un’indagine regionale, quindi, che ha potuto misurare tempi e costi delle procedure amministrative a carico delle imprese sia nel quadro italiano che inetrnazionale.

Per quanto riguarda l’ambito avvio di impresa, trasferimento di proprietà immobiliari e commercio internazionale, Padova ha performance migliori rispetto a Roma. Anche l’ottenimento dei permessi edilizi e l’espletamento di procedure concorsuali sono più semplici da svolgere.

Le due città, invece, si trovano alla stessa posizione sul tema delle dispute commerciali. In ambito fiscale, invece, i tempi necessari al pagamento delle imposte sono leggermente superiori a Padova.

Per il tema fiscalità – così come per permessi edilizi, trasferimento di proprietà immobiliari e dispute commerciali – tempi e costi sono invece superiori alla media europea.

Questo perchè anche se in Italia si è potuto trarre giovamento dalle recenti riforme sull’avvio d’impresa, la loro efficacia è ancora strettamente legata alle istituzioni centrali.

«È la prima volta al mondo che un’indagine di questo tipo riguarda un’economia ad alto reddito come quella del Veneto», ha spiegato Federico Tessari, presidente Unioncamere del Veneto.

«L’obiettivo non è solo quello di informare potenziali investitori esteri, ma anche quello di fornire un contributo concreto alle istituzioni che hanno responsabilità di governance del territorio e sono impegnate in quel processo di semplificazione amministrativa che molti riconoscono come la chiave per aumentare la competitività economica del Paese».