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Pensioni più tardive e e assegni in calo nei numeri INPS

di Anna Fabi

24 Giugno 2026 09:55

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Nel Rendiconto Sociale 2025 il CIV segnala meno pensioni liquidate, età media più alta, divario di genere e domande ADI sotto il vecchio Reddito di cittadinanza.

Il Rendiconto Sociale INPS 2025 presentato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza fotografa un sistema previdenziale più selettivo: i pensionati scendono a 15.435.694, le pensioni previdenziali liquidate nell’anno si fermano a 834.658 e l’età media di uscita aumenta sia per le donne sia per gli uomini. Il documento mette in evidenza anche il crollo di Opzione Donna e Quota 103, il divario tra assegni femminili e maschili e il confronto tra Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro e vecchio Reddito di cittadinanza.

In sintesi:

  • nel 2025 i pensionati INPS sono 15.435.694, rispetto ai 15.765.032 del 2022;
  • le pensioni previdenziali liquidate sono 834.658, rispetto alle 861.949 del 2024 e alle 878.369 del 2022;
  • Opzione Donna scende a 3.860 beneficiarie, rispetto alle 26.427 del 2022;
  • le domande accolte di Assegno di Inclusione sono 723.778 e quelle di SFL sono 119.476;
  • i tempi medi per le visite di invalidità civile si attestano a 125 giorni.

Pensionati INPS sotto quota 15,5 milioni

Nel 2025 i pensionati INPS sono 15.435.694, in diminuzione rispetto ai 15.765.032 registrati nel 2022. La composizione vede 7.426.392 uomini e 8.009.302 donne, con una popolazione femminile più ampia tra i beneficiari delle prestazioni.

Le pensioni previdenziali liquidate nell’anno sono 834.658, in discesa rispetto alle 861.949 del 2024 e alle 878.369 del 2022. Il Rendiconto collega la riduzione alle restrizioni introdotte nel sistema previdenziale italiano e alla minore accessibilità dei canali di uscita anticipata. Per stimare decorrenza e importo dell’assegno in base alla propria posizione contributiva si può usare il calcolo pensione online di PMI.it, aggiornato alle regole 2026.

Uscite anticipate ridotte tra Opzione Donna e Quota 103

Il Rendiconto Sociale INPS 2025 mostra il ridimensionamento delle uscite flessibili: le beneficiarie di Opzione Donna sono 3.860, rispetto alle 26.427 del 2022, mentre le pensioni liquidate con le quote arrivano a 5.643, dopo i 112.982 accessi del 2021.

Per le pensioni di vecchiaia e anticipate nel 2026 l’accesso ai canali derogatori è limitato ai diritti già maturati oppure a misure selettive come APE Sociale, lavoratori precoci e lavori usuranti. L’età media di pensionamento sale a 65,4 anni per le donne e a 64,1 anni per gli uomini.

Divario tra pensioni di donne e uomini

Il differenziale sugli importi medi delle pensioni di vecchiaia arriva al 45% in meno per le donne. Il dato conferma la fragilità delle carriere femminili ai fini previdenziali, legata a retribuzioni più basse, periodi di discontinuità lavorativa e minore accumulo contributivo.

Il Rendiconto segnala anche uno scarto crescente tra pensioni vigenti e pensioni appena liquidate. Per le pensioni di anzianità degli uomini, la differenza è pari a 148 euro mensili in meno sulle nuove liquidazioni, indizio di una progressiva riduzione del valore medio degli assegni in ingresso.

Indicatore Dato 2025 Confronto indicato dal Rendiconto
Pensionati INPS 15.435.694 15.765.032 nel 2022
Pensioni previdenziali liquidate 834.658 861.949 nel 2024 e 878.369 nel 2022
Beneficiarie Opzione Donna 3.860 26.427 nel 2022
Pensioni con quote, inclusa Quota 103 5.643 112.982 nel 2021
Età media di pensionamento delle donne 65,4 anni 64,4 anni nel 2022
Età media di pensionamento degli uomini 64,1 anni 63,7 anni nel 2022

ADI e SFL sotto i livelli del Reddito di cittadinanza

Nel 2025 sono state accolte 723.778 domande di Assegno di Inclusione e 119.476 domande di Supporto per la Formazione e il Lavoro. Il totale è inferiore alle 1.039.700 prestazioni di Reddito e Pensione di cittadinanza erogate nel 2022, secondo il confronto riportato dal CIV.

Per i nuclei interessati alle nuove regole su Assegno di Inclusione e SFL 2026, il dato del Rendiconto aiuta a misurare l’effetto del cambio di schema: accesso più selettivo, platea più contenuta e controlli più legati alla condizione familiare, reddituale e lavorativa.

Invalidità civile, DURC e personale INPS

Le prestazioni assistenziali vigenti nel 2025 comprendono 2.435.704 indennità di accompagnamento e 1.067.436 prestazioni di invalidità civile. I tempi medi per le visite di invalidità civile sono pari a 125 giorni, mentre la gestione amministrativa scende a 15 giorni.

Sul versante imprese, il Rendiconto indica 8.311 ispezioni INPS nel 2025, rispetto alle 9.701 del 2024, e una quota di DURC irregolari al 14,3%, in diminuzione rispetto al 16,2% dell’anno precedente. Le riscossioni da recupero crediti in fase amministrativa per aziende con dipendenti salgono da 7 a 9 miliardi di euro.

Il personale INPS scende a 24.521 unità, dopo le 25.344 dell’anno precedente e le 26.687 del 2023. La riduzione degli organici si affianca alla diminuzione delle giacenze del contenzioso amministrativo e giudiziario, in un quadro di servizi più rapidi su pensioni e ammortizzatori sociali e ancora lenti sul fronte sanitario dell’invalidità civile.