Mercato del lavoro tra ripresa e debolezze

di Noemi Ricci

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Analisi dettagliata dei nuovi dati sull'andamento dell'occupazione nel Paese, emersi dal primo Rapporto annuale sulle dinamiche del Mercato del lavoro in Italia.

Il primo Rapporto annuale sulle dinamiche del mercato del lavoro in Italia  frutto della collaborazione sviluppata nell’ambito dell’Accordo quadro tra Ministero del Lavoro, ISTAT, INPS, INAIL e ANPAL – rivela gli aspetti congiunturali e ciclici del panorama nazionale, oltre all’evoluzione del quadro strutturale segnato dall’uscita da una recessione profonda e persistente che ha modificato significativamente la struttura produttiva italiana e i comportamenti individuali.

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Mercato del lavoro e crisi

L’integrazione dei dati provenienti dalle diverse fonti istituzionali fa emergere un quadro di miglioramento del mercato del lavoro, evidenziando una sostanziale ripresa economica caratterizzata da una elevata intensità occupazionale derivante sia da fattori di fondo – demografici e sociali dal lato dell’offerta di lavoro, di selezione interna e risposte ai mutamenti tecnologici e della globalizzazione dal lato delle imprese – sia di più breve periodo (espansione ciclica mondiale e politiche economiche).

Nel primo semestre del 2017, in Italia, il numero di occupati si avvicina ai livelli del 2008, ovvero ai livelli pre-crisi. Non mancano tuttavia persistenti fattori di debolezza: se da una parte l’occupazione cresce, infatti, dall’altra le ore lavorate mostrano un divario ancora rilevante rispetto al periodo antecedente la crisi economica, seppur anch’esso in miglioramento.

mercato del lavoro

mercato del lavoro 1.1

Occupazione: dove aumenta e diminuisce

Da segnalare il crollo dell’occupazione nella amministrazione pubblica con -220 mila unità di lavoro fra il 2008 e 2016 a causa del lungo blocco del turnover.
Dopo un calo costante e ininterrotto dal 2009, il settore delle costruzioni mostra invece una ripresa, più forte dal 2016 e intensificata nei primi sei mesi del 2017. Crescita che però ha riguardato soltanto i dipendenti.

L’occupazione cresce soprattutto nel settore dell’agricoltura, nei vari comparti dei servizi, inclusa l’istruzione e la sanità, e nell’industria in senso stretto.

Tra il 2016 e il 2017 il 10% di imprese con tassi di crescita più elevati (circa 75 mila unità) è rappresentato in prevalenza da aziende di piccole dimensioni, attive da almeno sei anni, operanti soprattutto nei servizi di mercato (ristorazione, commercio al dettaglio, attività informatiche, legali e contabili). Al netto degli aspetti settoriali, le imprese top performer si distinguono per una produttività elevata, un basso costo del lavoro per unità di prodotto, retribuzioni superiori alla media del settore e una forza lavoro mediamente più giovane e istruita.

Tipologie contrattuali

Dal punto di vista contrattuale, a crescere dal 2014 è soprattutto l’occupazione a termine, con un rallentamento nei due anni successivi, e una nuova intensificazione nel 2017, quando ha toccato il massimo storico nel secondo trimestre 2017 (2,7 milioni di unità). Tra il 2015 e il 2016 si evidenziano i risultati dei provvedimenti di decontribuzione, con una crescita significativa dell’occupazione a tempo indeterminato, proseguita anche nel secondo trimestre 2017.

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Il Rapporto rivela come tra il 2012 e il 2016 si siano registrati forti dinamiche di crescita per voucher lavoro, rapporti di lavoro a termine, rapporti di somministrazione e professionisti assicurati alla Gestione Separata; l’andamento risulta invece in forte contrazione per intermittenti e collaborazioni a fronte delle novità normative introdotte in questo ambito.

mercato del lavoro tempo determinato

Ad essere maggiormente colpita dalla crisi, in Italia, è stata la componente indipendente dell’occupazione, con tendenze negative di lungo periodo che persistono anche nella fase di ripresa: tra il 2008 e il 2016 mentre l’occupazione dipendente cresce dello 0,6% quella indipendente diminuisce nel complesso del 7,3% (-430 mila ) con un calo concentrato nella fase recessiva (-369 mila).

mercato del lavoro occupati indipendenti

Tassi di occupazione e disoccupazione

Nel Rapporto si legge inoltre che nel secondo trimestre 2017 il tasso di occupazione ha raggiunto il 57,8% recuperando oltre due punti rispetto al valore minimo (terzo trimestre 2013, 55,4%) ma con una distanza di ancora un punto dal massimo registrato nel secondo trimestre 2008 (58,8%). Il tasso di disoccupazione, dopo la diminuzione dal 2014 e la sostanziale stabilità dal terzo trimestre 2015, è diminuito nel secondo trimestre 2017 attestandosi all’11,2%.

Il Rapporto spiega che la persistenza di un tasso di disoccupazione elevato in presenza di incrementi occupazionali è legata anche alla riduzione del tasso di inattività 15-64 anni, che raggiunge un valore ai minimi della serie storica (34,7%), testimonianza di una significativa riattivazione dell’offerta di lavoro dovuta al ciclo favorevole. Purtroppo il Rapporto segnala un forte calo del tasso di occupazione giovanile e un maggior aumento di quello di disoccupazione per i giovani.

In generale viene segnalato un miglioramento dell’occupazione anche nel Mezzogiorno, ma aumentano i gap territoriali, mentre quelli di genere si affievoliscono a fronte del fatto che la crisi ha colpito soprattutto i settori di attività con maggiore presenza maschile e la ripresa è più accentuata nei servizi.

Il tasso di posti vacanti è oggi vicino ai valori massimi del periodo pre-crisi: nel terzo trimestre 2017 ha raggiunto l’1%, il livello toccato nel primo trimestre del 2008.

Sicurezza sul lavoro

Dal punto di vista delle denunce di infortunio registrate nel 2016 si segnala un incremento del +1,0% rispetto al 2015, mentre rispetto al 2010 c’è stata una flessione del -27,5%. Degli oltre 372 mila infortuni riconosciuti sul lavoro per il 2016, circa il 21% è avvenuto “fuori dell’azienda”, ovvero “in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto” o “in itinere”). Delle 1.091 denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale (erano 1.275 nel 2015, 1.491 nel 2010) gli infortuni accertati positivamente sono stati 616 (di cui 332, pari al 54%, “fuori dell’azienda”).

I primi dieci mesi del 2017, rispetto a quelli del 2016, fanno registrare un contenuto aumento delle denunce di infortunio in complesso (+0,7%) e dei casi mortali (14 denunce in più), soprattutto per effetto della componente in itinere.

=> Comunicazione infortuni INAIL

Le denunce di malattia professionale sono aumentate nel 2016 per un totale di 60.259 quelle protocollate dall’INAIL. oltre i tre quarti denunciate da ultra cinquantenni, con un rialzo del +2,3% rispetto al 2015 e del +39,9% dal 2010.  I settori maggiormente coinvolti sono l’agricoltura e le costruzioni restano i settori con livelli di rischio infortunistico più elevati.

mercato del lavoro infortuni