Riforma Pensioni, riprende il negoziato

di Barbara Weisz

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Incontro Governo sindacati sulla fase della Riforma Pensioni in vista della Legge di Stabilità; scatti aspettative di vita e pensioni future dei giovani al centro del dibattito.

Lo stop agli adeguamenti automatici dell’età pensionabile alle aspettative di vita e le pensioni dei giovani sono i due temi fondamentali su cui hanno dibattuto Governo e sindacati alla ripresa del tavolo sulla previdenza il 30 agosto.

Sul primo fronte, Cgil, Cisl e Uil insistono per bloccare gli scatti a partire  dal 2019, per non allungare ulteriormente l’età pensionabile favorendo quindi il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, ma l’esecutivo resta tiepido, soprattutto in considerazione della sostenibilità del sistema previdenziale. Per quanto riguarda invece il negoziato sulle future pensioni dei giovani, il dibattito prosegue sulla base di una proposta dell’esecutivo: assegno minimo di 675 euro al mese, grazie a un meccanismo che da una parte potenzia la cumulabilità dell’assegno sociale con la pensione, dall’altra riduce la soglia per ottenere la pensione di vecchiaia.

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Altri temi sul tavolo: incentivare l’adesione alla RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata prevista dalla Legge di Stabilità 2017, più flessibilità per andare in pensione anticipata.

Scatti età pensionabile e pensione giovani

Il dibattito sugli adeguamenti alle aspettative di vita (come è noto, secondo l’attuale sistema, il prossimo scatto è previsto per il 2019), l’esecutivo ha rinviato il discorso alle prossime settimane, quando usciranno i dati Istat.

Per quanto riguarda invece le pensioni dei giovani, la proposta dell’esecutivo è la seguente: i giovani che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 1996, quando raggiungono i requisiti possono cumulare assegno sociale e pensione al 50% (attualmente il limite di cumulabilità è invece a un terzo). Contemporaneamente, si prevede la riduzione a 1,2 volte il minimo l’importo per avere diritto alla pensione di vecchiaia (oggi è a 1,5). Risultato, l’assegno minimo salirebbe a 675 euro al mese.

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Calendario incontri

L’incontro è stato definito proficuo dal ministro Poletti, mentre i sindacati criticano la posizione rigida del Governo sullo stop agli adeguamenti automatici. Il vertice è servito anche a fissare nuovi incontri:

  • il 5 settembre per parlare di temi legati al lavoro,
  • il 7 e 13 settembre per discutere del sistema previdenziale.

L’obiettivo è quello di arrivare a un’intesa su un pacchetto di misure da inserire nella prossima Legge di Stabilità.

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