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Azioni ai dipendenti, incentivi ridotti

di Chiara Basciano

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Ridotto lo stanziamento previsto dalla Legge di Stabilità 2014 per l’erogazione degli incentivi in caso di assegnazione di azioni ai dipendenti.

Approvato dalle Commissioni riunite Finanze e Lavoro alla Camera lo schema decreto che, in attuazione della Legge Stabilità 2014, disciplina le modalità e i criteri di utilizzo degli incentivi in caso di assegnazione, onerosa o gratuita, di azioni ai dipendenti. Le risorse previste dal Fondo non sembrano tuttavia essere sufficienti a garantire una misura realmente efficace per perseguire lo scopo di incentivare la partecipazione dei lavoratori al capitale e agli utili delle imprese e per la diffusione dei piani di azionariato rivolti ai lavoratori dipendenti.

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Piani di azionariato

Si tratta della possibilità che i contratti aziendali dispongano l’accesso privilegiato, su base volontaria, dei dipendenti dell’impresa al possesso di azioni o quote di capitale dell’impresa stessa. L’incentivo previsto dal decreto attuativo della Legge di Stabilità 2014 (Legge n. 147/2013, articolo 1, co. 180) prevede un contributo nei casi di:

  • assegnazione di azioni a titolo gratuito ai lavoratori;
  • sottoscrizione di azioni da parte dei lavoratori a condizioni vantaggiose rispetto alle quotazioni di mercato.

Nodo risorse

Le risorse stanziate, istituendo un apposito fondo presso il Ministero del Lavoro, dovevano essere in totale 7 milioni di euro, dei quali 2 milioni per il 2014 e 5 milioni per il 2015. Ora lo stanziamento è stato ridotto ad un totale di 1.858.117 euro, dei quali 1.818.872 per il 2014 e 39.245 per il 2015.

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Nello schema di decreto si legge, nel dettaglio:

“Al riguardo si fa presente che l’articolo 1, comma 180, della L. 147/2013, nell’istituire il Fondo aveva inizialmente disposto uno stanziamento di 2 milioni di euro per il 2014 e 5 milioni di euro per il 2015; tale stanziamento è stato successivamente ridotto, fino ad arrivare alle cifre indicate nel decreto ministeriale in esame, per effetto degli interventi disposti ai sensi del D.L. 4/2014, del D.L. 66/2014 e della L. 190/2014. Più specificamente:
• l’articolo 2, comma 1, lettera c), del D.L. 4/2014 (novellando l’articolo 1, comma 428, della L. 147/2013), ha disposto la costituzione di accantonamenti indisponibili sulle dotazioni finanziarie iscritte a legislazione vigente delle spese rimodulabili delle missioni di spesa di ciascun Ministero, per importi pari a 710 milioni di euro per l’anno 2014, a 1.028,8 milioni di euro per l’anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016, secondo quanto indicato nell’Allegato 3 (come modificato dallo stesso D.L. 4/2014), con una quota a carico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali pari a 21,5 milioni di euro per il 2014 e 6,4 milioni di euro per il 2015;
• l’articolo 16, comma 1, del D.L. 66/2014, ha disposto che tutti i ministeri dovessero ridurre le proprie dotazioni per una somma complessiva ulteriore (da sommare, cioè, alla riduzione imposta per lo stesso anno dal precedente D.L. 4/2014) pari a 240 milioni di euro per il 2014; conseguentemente, con i decreti del ministero dell’economia e delle finanze n. 34776 del 2014 e n. 55652 del 2014 sono state apportare riduzioni al Fondo per somme pari, rispettivamente, a 109.671 euro e 71.457 euro, per una riduzione complessiva pari a 181.128 euro (portando così la dotazione del Fondo ad una somma di 1.818.872 euro per il 2014);
• l’articolo 1, comma 287, della legge n,190/2014 (legge di stabilità per il 2015) ha disposto una riduzione per quanto attiene le dotazioni del Ministero del lavoro interamente ascritte al Programma 1.7, capitolo 2190, relativo al Fondo, pari, per il 2015, a 4,6 milioni di euro (come risulta dalla I nota di variazione al bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a fronte di una previsione 2015 pari a 4.639.245 euro), restando così a disposizione la somma di 39.245 euro.
Infine, merita segnalare che sia nella relazione illustrativa, sia nella relazione tecnica allegate al provvedimento in esame, si fa presente che a causa della mancata emanazione del decreto ministeriale di attuazione, al fine di evitare che le somme stanziate finissero in economia, si è provveduto ad impegnare lo stanziamento con il decreto n. 8854 del 31 dicembre 2014, con cui la somma di 1.818.872 euro (per il 2014) è stata interamente impegnata in favore del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con oneri gravanti sulla Missione 26 (Politiche del lavoro), Programma 26.6 (Politiche attive e passive del lavoro), capitolo 2190 (del CdR Tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali), dello stato di previsione del Ministero per il 2014″.

Tuttavia, tale riduzione, secondo il parere delle Commissioni, rischia di «vanificare la finalità del meccanismo incentivate».

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