Partite IVA: boom del Regime dei Minimi

di Barbara Weisz

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In ripresa le aperture di Partita IVA, un quarto in regime fiscale agevolato: in aumento le Partite IVA tra società di capitale e le persone fisiche. I dati dell'Osservatorio del Ministero delle Finanze.
Regime dei Minimi per le Partite IVA, aperture di luglio in crescita

Il nuovo Regime dei Minimi conferma il suo successo tra i professionisti italiani: lo conferma l’Osservatorio Partite IVA di luglio 2013, da cui emerge anche un incremento delle nuove aperture, sia su base congiunturale sia su quello tendenziale. A fungere da traino sono le società di capitali, mentre prosegue il calo delle società di persone. E’ l’effetto delle leggi che incentivano l’apertura di nuove imprese (Srl a un euro e Start up innovative), ma soprattutto del regime fiscale di vantaggio per giovani, disoccupati e lavoratori in mobilità, scelto dal 24,8% delle nuove Partite IVA (+10.123 adesioni a luglio), grazie alla tassazione con aliquota unica al 5% sostitutiva di IVA e IRAP per cinque anni (leggi come aprire Partita IVA in regime dei minimi).

Nuove Partite IVA

Le nuove aperture di Luglio sono state 41.192 (+2,9% sul 2012 e +4,4% su giugno 2013). Si stanno affievolendo le conseguenze della Riforma del Lavoro, che ha disincentivato le “false Partite IVA”: le aperture fra le persone fisiche sono tornate infatti a salire (+2,2% mensile e +4% annuale) anche se la quota sul totale è sempre in calo (72,3%, pari a 29.800 nuove aperture in Luglio). Le nuove società di capitali (8.329) registrano +10% rispetto a Giugno (7,4%) a livello tendenziale, e la loro quota supera il 20%. La leva è fornita dalla nuova legislazione sulle Srl a un Euro, anche se su questo punto si registrano luci e ombre (dati recenti indicano che il 60% è inattivo). Le società di persone registrano l’andamento peggiore: 2.651 aperture, in aumento su base mensile, del 9,7% ma in drastico calo rispetto al 2012 (-20,2%).

Ripartizioni

Per quanto riguarda la ripartizione territoriale, è netta la prevalenza di aperture al Nord (il 42%) seguito da Sud (34%) e Centro (23,5%). Rispetto allo scorso anno le differenze più marcate di registrano nelle regioni più piccole, sia in aumento (Umbria, Molise e Sardegna, con incrementi intorno al 15%), sia in diminuzione (Val d’Aosta -19%, Calabria -10%). Il settore produttivo a maggior tasso di aperture resta il commercio, con il 24% del totale, seguito dalle attività professionali, a quota 13%. Gli incrementi più vistosi riguardano le attività finanziarie (+34% tendenziale) e i servizi di informazione e comunicazione (+ 17%). Calo invece per l’agricoltura ed il manifatturiero. La maggioranza delle nuove aperture (14.600) è avvenuta da parte di giovani fino a 35 anni, seguiti dalla classe 36-55 anni ( circa 10mila) Stabile la ripartizione per genere, con consueta prevalenza maschile (64%).

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