Le relazioni proficue: quando la passione incrementa la produttività

di Alessia Valentini

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Guida pratica per gestire al meglio le relazioni personali e i flirt in ufficio: come incrementare la produttività e non incappare in spiacevoli conseguenze.

La passione facilita il lavoro, tanto che in azienda si tende a far collaborare colleghi “complementari” per migliorarne la reciproca produttività. Ma a volte vale anche la regola contraria: il lavoro facilita la passione.

Ogni sette anni di esperienza in azienda, si ha mediamente un’avventura amorosa a causa delle tante ore trascorse assieme in condizioni ottimali e in una sede – il luogo di lavoro – tra le più “seducenti”, unitamente alle posizioni di comando, che esercitano fascino tra i subalterni secondo la regola “più si è piazzati in alto e più si seduce in basso”.

È la legge di Cupido teorizzata dallo psicologo Loick Roche, vicedirettore dell’Ecole de management di Grenoble nel suo libroCupido al lavoro”. Fin qui nulla di sorprendente, lo sono di più i dati di un’analisi del 2009 condotta in ambienti di lavoro: il numero di avventure amorose in azienda è proporzionale alla sua produttività.

La Gestione mirata

In Giappone le “esigenze della coppia” sono garantite da una giornata di permesso retribuito al rientro dalla quale sembra matematico un aumento della produttività per gli interessati. In Europa il primato di migliori “amatori da ufficio” – con una percentuale del 55% – va a svedesi e norvegesi, e qualcosa sappiamo anche delle abitudini in Italia:

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Alcuni datori di lavoro sfruttano le complicità professionali e personali tra colleghi per incrementarne la produttività. Anche se rischiano di sfociare in una maggiore intimità, la cui evoluzione non sempre è a lieto fine.

In Italia, invece, anche se le storie d’amore sono diffuse si tende a non parlarne esplicitamente e le aziende non intervengono nella gestione dell’eventualità.

A gestire meglio queste “relazioni proficue” sono gli statunitensi, che per prassi adottano love contract per “regolamentare le storie amorose ed evitare ripicche o problemi assimilabili al mobbing.

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Le regole per gli interessati

Considerate le leggi statistiche e della probabilità, dovendo lavorare fino ad oltre 60 anni sarà bene prepararsi. Stephanie Losee, co-autrice di “Office Mate: Your Employee Handbook for Romance on the Job” ha contribuito a stilare alcuni consigli per gestire al meglio queste occasioni:

  1. Affinità: l’empatia non va confusa con la confidenza e se si vuole instaurare un rapporto si deve condividere anche qualcosa oltre il lavoro.
  2. Cautela: è consigliabile ponderare con calma certe scelte, perché in azienda ci si scontra spesso durante i momenti di stanchezza, crisi e stress.
  3. Realismo: le relazioni sul luogo di lavoro possono terminare ma non l’obbligo di lavorare assieme, per cui bisogna essere preparati a sapersi relazionare anche a rapporto concluso.
  4. Professionalità: separare lavoro e amore è fondamentale per mantenere stabili le due routine e non condizionare spiacevolmente i colleghi.
  5. Riservatezza: anche se la storia è di dominio pubblico, meglio usare parole e social network con parsimonia, soprattutto per non dover poi spiegare perché è finita.
  6. Piano B:  se il capo mal tollera la relazione, è bene fargli presente di aver valutato rischi e implicazioni per non ostacolare il lavoro.
  7. Onestà: per quanto imbarazzante, ammettere un flirt denoterà maturità e professionalità.
  8. Privacy: niente smancerie in ufficio, perché la professionalità è anche discrezione.
  9. Discernimento: prima di iniziare la storia valutare il proprio coinvolgimento, per non scadere nell’imbarazzo quotidiano rapportandosi con quella persona che proprio non interessa più.
  10. Prudenza: se il flirt è con il capo valutate i rischi in caso di rottura non consensuale; se è con colleghi impegnati forse non vale la pena affrontare le ripercussioni…

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Detassazione produttività, le regole