I costi della Riforma del Lavoro: pagano anche le imprese

di Barbara Weisz

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Nella Riforma del Lavoro spunta un balzello sulle auto aziendali e dei professionisti oltre ai costi già previsti per la nuova Aspi a carico delle imprese: i conti in tasca al Ddl.

Il capitolo 70 del Ddl di Riforma del Lavoro fa luce sulla copertura finanziaria della manovra, che costerà circa 1,7 miliardi di euro nel 2013 per passare a oltre due miliardi l’anno fino ad arrivare ad un totale di oltre 20 miliardi al 2021: chi paga?
Anche le imprese, attraverso nuovi balzelli e riduzioni consistenti delle agevolazioni.

Oltre ai rincari sul costo del lavoro che graveranno in busta paga per finanziare i nuovi ammortizzatori sociali, nel testo finale della riforma del lavoro spiccano altre voci, come il taglio alle deduzioni sulle sulle auto aziendali.

Vediamo nel dettaglio i conti di questa riforma, dettagliati negli articoli 71 e 72 del Ddl.

Il testo integrale del Ddl finale di Riforma del Lavoro

Costi della riforma

In totale, la riforma costa 20,371 miliardi di euro dal 2011 al 2021. Circa 15 miliardi complessivi arriveranno da maggiori entrate – ovvero da misure fiscali come il taglio alle deduzioni sulle auto aziendali o sulla cedolare secca per gli immobili in affitto – e risparmi di spesa per enti previdenziali e Monopoli di Stato.

Costi a carico delle imprese

Auto aziendale

Come anticipato, è previsto un un taglio delle deduzioni sulle auto aziendali applicata per i professionisti in forma individuale per un solo veicolo e per le società semplici o le associazioni per un veicolo a socio. La deduzione è prevista dall’articolo 164 del TUIR, che viene ora modificato:

  • scende da 40 al 27,5% la deduzione per i veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti o professioni.  Restano immutate la deduzione totale per i veicoli ad uso pubblico (come i taxi) e quella all’80% prevista per «soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio».
  • Scende dal 90 al 70% la deduzione per i veicoli aziendali dati in uso promiscuo ai dipendenti (quindi ad uso lavorativo ma anche personale).

Entrambe queste deduzioni entrano in vigore a partire dal periodo d’imposta successivo a quello dell’entrata in vigore della legge.

Ammortizzatori sociali

Per quanto riguarda gli altri costi per le imprese previsti dalla riforma del lavoro, è bene ricordare che oltre a quelli previsti nel capitolo relativo alla copertura finanziaria, ci sono da considerare quelli contenuti nel capitolo relativo agli ammortizzatori sociali.

Ai contributi già previsti si va ad aggiungere, ad esempio, l’addizionale dell’1,4% sull’imponibile previdenziale per i contratti a tempo determinato (aliquota che viene riassorbita, in parte, nel caso in cui il contratto venga poi trasformato a tempo indeterminato). Questo contributo addizionale sui contratti a termine non si applica:

  • ai lavoratori assunti in sostituzione di lavoratori assenti
  • ai contratti stagionali
  • agli apprendisti
  • ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni

Licenziamenti

Sempre a carico delle imprese ci sono poi i nuovi contributi da versare in caso di licenziamento: il 50% dell’assegno Aspi, assicurazione sociale per l’impiego, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. A partire dal 2017 questo contributo può essere aumentato di tre volte nei casi di licenziamento collettivo.

A finanziarie l’Aspi concorrono anche i contributi dei contratti degli apprendisti, con l‘aliquota dell’1,3% (la stessa dei contratti a tempo indeterminato).

Altre voci di costo della riforma

Aerei: a partire dal luglio 2013 i diritti di imbarco costeranno 2 euro in più per ogni passeggero. Si tratta di un aumento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, che fra l’altro negli ultimi anni è già stata più volte ritoccata.

Immobili: questo è una mini stangata per i proprietari che danno un immobile in affitto e non applicano la cedolare secca del 20%: per loro, a partire dal 2013 la riduzione della base imponibile relativa al reddito derivante dall’affitto scende dal 15 al 5%.

Rc auto: c’è una stretta alla deduzione sulla tassa al servizio sanitario nazionale che si applica sulla Rc auto. A partire dal 2012, ovvero da quest’anno, la deduzione del 10,5% si applica solo per importi superiori ai 40 euro (quindi su un’assicurazione superiore a 420 euro).

Enti previdenziali e Monopoli di Stato

Le altre voci di costo riguardano in particolare gli Enti previdenziali, INPS e INAIL, e i Monopoli di Stato.

  • INPS e INAIL sono chiamati a risparmi aggiuntivi, rispetto a quelli già previsti dalle varie misure del 2011, pari a 90 milioni di euro all’anno a partire dal 2013. Nel dettaglio, l’INAIL deve risparmiare 18 milioni all’anno e l’INPS gli altri 72 milioni.
  • Monopoli di Stato: anche questa amministrazione, oltre alle misure già previste nel 2011, dovrà risparmiare 10 milioni all’anno a partire dal 2013.

Il resto, poco più di 5 miliardi, arriveranno dalla  «riduzione delle dotazioni finanziarie del Programma di spesa “Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi di imposta” nell’ambito della Missione “Politiche economico-finanziarie e di bilancio” dello Stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze».

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