La flat tax per colf e badanti entra nel confronto sul Decreto Fiscale dopo l’apertura emersa in Senato durante l’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone. Sul tavolo non c’è una norma già approvata: si discute di una ritenuta IRPEF semplificata nel lavoro domestico, costruita per ridurre l’evasione e agganciare il prelievo al momento del pagamento della retribuzione.
Flat tax sul lavoro domestico, ipotesi nel Decreto Fiscale
L’ipotesi prende forma nel passaggio parlamentare del Decreto Fiscale e nasce da una proposta rilanciata dal presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia. L’idea è portare nel lavoro domestico una tassazione agevolata, con aliquota ridotta rispetto all’IRPEF ordinaria e incasso più lineare per l’Erario.
Il cantiere politico resta aperto, perché al momento non esiste un emendamento approvato né un testo definitivo. L’apertura dell’Agenzia delle Entrate è quindi un segnale favorevole, non un via libera normativo: la flat tax per colf e badanti è ancora nella fase di costruzione parlamentare.
Famiglie con ritenuta IRPEF, come funzionerebbe
Il meccanismo ipotizzato sposterebbe una parte dell’onere fiscale sulle famiglie, che oggi versano già i contributi di colf e badanti all’INPS e potrebbero diventare anche sostituti d’imposta per la quota IRPEF. Alla trattenuta previdenziale si affiancherebbe quindi una ritenuta fiscale da riversare con modalità semplificate.
È questo il tratto su cui Carbone ha chiesto cautela. L’impianto viene considerato coerente con la funzione storica del sostituto d’imposta, a condizione che non si trasformi in una sequenza di nuovi adempimenti per famiglie prive di una struttura amministrativa. La semplificazione fiscale resta quindi il nodo centrale dell’ipotesi.
Mezzo miliardo di IRPEF spinge la proposta
La spinta arriva dai numeri dell’evasione. Secondo Garavaglia, nel lavoro domestico manca all’appello circa mezzo miliardo di IRPEF ogni anno, mentre la parte contributiva presenta livelli di versamento più ordinati proprio perché passa già dai datori di lavoro.
Dentro questo quadro, la ritenuta light viene letta come strumento di emersione: meno tassazione rispetto allo schema ordinario, incasso più semplice, minore spazio per omissioni e mancati versamenti. Resta da capire se l’equilibrio tra aliquota ridotta e nuovi oneri per le famiglie troverà una forma sostenibile nel testo finale.
Lavoro domestico già toccato da minimi e contributi 2026
La proposta sulla possibilità di introdurre una ritenuta fiscale ordinaria semplificata sui compensi di colf e badanti arriva in un settore già toccato nel 2026 da nuove regole retributive, contributi aggiornati e modifiche contrattuali. Per le famiglie e per i lavoratori domestici si apre quindi un quadro più fitto, in cui ai minimi retributivi aggiornati potrebbe aggiungersi anche un riassetto del prelievo fiscale sui compensi.
Per chi assume, oggi non cambia ancora nulla nei versamenti. Fino a quando il Parlamento non metterà nero su bianco una norma, restano in vigore le regole attuali su contributi e dichiarazione dei redditi. Il tema, però, è entrato nel cantiere del decreto fiscale e da qui si capirà se la ritenuta IRPEF per colf e badanti resterà una proposta o troverà spazio in un emendamento.