Il DDL Caregiver 2026 ha avviato il suo iter parlamentare: il testo (AC 2789), approvato in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026, è stato assegnato il 20 febbraio alla Commissione Affari Sociali della Camera. Nei prossimi mesi la Commissione valuterà ed eventualmente modificherà le misure previste prima del via libera definitivo del Parlamento.
Il provvedimento introduce un sistema organico di tutele per i caregiver familiari — circa 7 milioni di persone secondo i dati ISTAT — che assistono congiunti con disabilità grave, non autosufficienza o titolari di indennità di accompagnamento.
Le quattro categorie di caregiver familiare
Il DDL individua quattro profili distinti in base all’impegno orario di cura, da attestare nel progetto di vita o nel PAI:
- il caregiver prevalente è convivente con carico di assistenza pari o superiore a 98 ore settimanali;
- il caregiver convivente è convivente con carico di assistenza tra 30 e 90 ore settimanali;
- il caregiver non convivente è non convivente con carico di assistenza pari o superiore a 30 ore settimanali;
- il caregiver convivente o non convivente è convivente o non convivente con carico di assistenza tra 10 e 29 ore settimanali.
Solo il primo profilo — conviventi con almeno 98 ore settimanali di assistenza — ha accesso al bonus economico previsto dal DDL.
Il bonus caregiver da 400 euro potrebbe valere molto meno
La misura più attesa è il contributo economico mensile erogato dall’INPS, con un massimo di 400 euro al mese (1.200 euro trimestrali, fino a 4.800 euro annui). Per accedervi occorrono due requisiti cumulativi: ISEE non superiore a 15.000 euro e reddito personale del richiedente entro i 3.000 euro lordi annui.
C’è però un elemento critico: i 400 euro sono un massimale teorico. L’articolo 13 del DDL prevede che l’importo effettivo venga fissato trimestre per trimestre con apposito decreto della Presidenza del Consiglio, dividendo un quarto del limite annuale di spesa per il numero degli aventi diritto comunicato dall’INPS. Se i beneficiari saranno molti, l’importo reale potrebbe essere significativamente inferiore.
Le risorse stanziate sono 257 milioni di euro nel 2027 e 260 milioni dal 2028.
Domanda e procedura di riconoscimento
La procedura sarà gestita dall’INPS tramite una piattaforma telematica operativa entro il 30 settembre 2026. La domanda deve essere attivata dalla persona assistita — o da tutori e amministratori di sostegno, se presenti — non dal caregiver stesso. La procedura si conclude entro 30 giorni con il rilascio di un certificato con qualifica e profilo assegnato. Per ciascun assistito è possibile nominare più caregiver presentando domande separate.
L’infrastruttura digitale interagirà con il SIISL per la verifica automatica dei requisiti. Le famiglie possono integrare queste misure con le agevolazioni fiscali per la disabilità 2026 previste dall’Agenzia delle Entrate.
Smart working e tutele per i dipendenti
Il DDL riconosce ai caregiver il diritto di precedenza nelle graduatorie aziendali per lo smart working e la possibilità di trasformare il contratto da tempo pieno a part-time per esigenze di cura, con garanzia di conservazione del posto originario. Il testo si coordina con le disposizioni sui permessi per malattie invalidanti, che nel 2026 estendono le tutele anche alle patologie croniche e oncologiche.
Certificazione competenze e crediti formativi
I caregiver impegnati per almeno 30 ore settimanali possono accedere a percorsi di certificazione delle competenze validi per conseguire la qualifica di Operatore Socio Sanitario (OSS). Per gli studenti universitari sono previsti l’esonero dalle tasse universitarie e il riconoscimento di crediti extracurriculari.
Inserimento nel Piano personale
Il riconoscimento giuridico del caregiver si completa con l’inserimento obbligatorio nel Piano assistenziale individualizzato (PAI) della persona assistita, che trasforma il familiare in un referente istituzionale nel percorso di cura. Per approfondire i diritti già in vigore, consulta la guida su caregiver e Legge 104.