Nel corso del question time alla Camera del 22 ottobre, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che la Legge di Bilancio 2026 conterrà un intervento di rafforzamento delle maggiorazioni sociali sulle pensioni minime, in linea con l’impegno del Governo a sostenere il potere d’acquisto dei cittadini con redditi più bassi.
Secondo quanto chiarito dal ministro, la misura – già inserita nella bozza del disegno di legge bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato – prevede un aumento che potrebbe diventare stabile, con un adeguamento automatico all’inflazione, per evitare la perdita di valore reale nel tempo di questi trattamenti, che nel 2026 interessano circa un milione di pensionati.
L’intervento sarà coperto con risorse interne alla Manovra, principalmente attraverso il contributo di banche e assicurazioni e una revisione delle spese fiscali meno efficienti.
Maggiorazioni sociali in Manovra: per chi salgono
Giorgetti ha ricordato che le maggiorazioni sociali, introdotte dall’articolo 1 della legge n. 544 del 1988 e successivamente rimodulate negli anni, rappresentano un’integrazione destinata ai pensionati con redditi inferiori alle soglie minime previste per l’accesso alle prestazioni assistenziali. L’obiettivo della Manovra 2026 è quello di rafforzare la tutela dei nuclei più fragili, in particolare degli anziani soli o con redditi familiari limitati.
Stiamo lavorando per rendere strutturale un aumento delle maggiorazioni sociali che tenga conto del carico inflazionistico e della necessità di sostenere i pensionati con i redditi più bassi.
In termini concreti, la misura dovrebbe tradursi in un incremento mensile delle integrazioni, da applicare sulle pensioni inferiori alla soglia minima INPS, che per il 2025 si attesta a circa 598 euro. Gli importi definitivi saranno stabiliti con il decreto attuativo successivo all’approvazione della Manovra 2026, sulla base del tasso di inflazione programmato per il 2026.
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Integrazione pensioni minime: di quanto aumenta
Nella versione attuale della bozza di Manovra, il Governo ha previsto uno stanziamento di circa 1 miliardo di euro per il triennio 2026-2028 destinato al rafforzamento delle pensioni più basse, con una maggiorazione media di 20 euro mensili a partire da gennaio 2026, che si aggiungono alla rivalutazione ordinaria automatica e si applica ai titolari di pensioni integrate al minimo e agli assegni sociali.
La misura, ha precisato Giorgetti, “mira a compensare l’impatto dei rincari sul costo della vita per le fasce più deboli, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici”.
Equità intergenerazionale e sostenibilità
Durante il suo intervento, il ministro ha ribadito che l’azione del Governo nel campo previdenziale “non può limitarsi a un approccio assistenziale”, ma deve inserirsi in una prospettiva di equità intergenerazionale. L’aumento delle maggiorazioni sociali, ha spiegato, “rientra in una strategia complessiva che punta a garantire la sostenibilità del sistema, tutelando le fasce più fragili senza scaricare costi eccessivi sulle generazioni future”.
La misura, dunque, si affianca agli altri interventi previsti nel pacchetto pensioni della manovra 2026, che include anche l’adeguamento graduale dei requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata, l’estensione della perequazione piena per i trattamenti fino a quattro volte il minimo e il rafforzamento dei meccanismi di flessibilità in uscita per i lavoratori prossimi alla pensione.