La maggiorazione sociale delle pensioni nel 2026 è incrementata di 20 euro al mese per tredici mensilità. L’incremento è strutturale dal 1° gennaio e si accompagna a un aumento di 260 euro del limite reddituale annuo. La misura riguarda i pensionati in condizioni economiche disagiate che rientrano nella disciplina dell’articolo 38 della Legge n. 448/2001, compresi gli over 70 e gli invalidi civili totali maggiorenni. Per chi era già titolare del beneficio, l’INPS ha applicato l’aumento d’ufficio.
In sintesi:
- l’aumento di 20 euro mensili per tredici mensilità previsto dall’articolo 1, comma 179, della Legge n. 199/2025;
- il rialzo di 260 euro annui dei limiti reddituali per l’incremento disciplinato dall’articolo 38 della Legge n. 448/2001;
- il riconoscimento automatico dell’aumento ai beneficiari già titolari della maggiorazione e del relativo incremento, secondo la Circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026;
- l’applicazione degli importi dal 1° gennaio 2026, con i primi conguagli corrisposti dall’INPS sul cedolino di marzo.
- Maggiorazione sociale 2026 con aumento di 20 euro
- Chi ha diritto alla maggiorazione sociale
- Incremento al milione 2026 e importo massimo
- Limiti di reddito per la maggiorazione sociale 2026
- Quali redditi si considerano
- Maggiorazione sociale vs. pensione minima
- Pagamento INPS e domanda di maggiorazione
Maggiorazione sociale 2026 con aumento di 20 euro
Dal 1° gennaio 2026 l’incremento della maggiorazione sociale è aumentato di 20 euro mensili, pari a 260 euro su tredici mensilità. La misura è stata resa strutturale dall’articolo 1, comma 179, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 e sostituisce l’incremento temporaneo di 8 euro previsto per il solo 2025.
La Circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026 ha dato applicazione alla norma e ha confermato anche l’aumento di 260 euro del limite reddituale massimo. Per i pensionati che già percepivano la maggiorazione sociale e il relativo incremento, i 20 euro sono stati riconosciuti d’ufficio. Il cedolino di marzo ha compreso anche le somme spettanti per gennaio e febbraio.
Chi ha diritto alla maggiorazione sociale
L’incremento rafforzato interessa i pensionati previdenziali e assistenziali di almeno 70 anni che rispettano i requisiti reddituali. Rientrano nella disciplina anche i titolari di assegno o pensione sociale e, secondo le condizioni previste dall’articolo 38 della Legge n. 448/2001, i trattamenti previdenziali ammessi al beneficio.
Il requisito dei 70 anni può essere ridotto fino a cinque anni in presenza di contribuzione: l’articolo 38 consente una riduzione di un anno ogni cinque anni di contributi, considerando utile anche una frazione contributiva pari o superiore a due anni e mezzo. Il beneficio può quindi maturare, nei casi previsti, già dai 65 anni.
Una disciplina specifica riguarda gli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi. Per queste categorie l’incremento previsto dall’articolo 38 è riconoscibile dalla maggiore età, secondo la disciplina derivata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 152/2020 e dal successivo articolo 15 del D.L. n. 104/2020.
Incremento al milione 2026 e importo massimo
Nel 2026 l’incremento al milione può portare il trattamento fino a 768,29 euro mensili nelle fattispecie che accedono alla misura piena. Le tabelle INPS per il 2026 fissavano una soglia di riferimento di 748,29 euro; i 20 euro strutturali introdotti dalla Legge di Bilancio elevano il massimo a 768,29 euro per tredici mensilità nei casi interessati.
| Voce | Valore 2026 |
|---|---|
| aumento strutturale della maggiorazione | 20 euro al mese per 13 mensilità |
| aumento annuo collegato alla Manovra | 260 euro |
| importo massimo nei casi di incremento pieno | 768,29 euro mensili |
| valore annuo corrispondente | 9.987,77 euro |
L’importo effettivamente riconosciuto dipende dalla pensione già percepita, dall’età, dalla tipologia di trattamento e dai redditi. I 768,29 euro rappresentano quindi il livello massimo raggiungibile nelle fattispecie che consentono l’incremento pieno, anziché una maggiorazione fissa attribuita indistintamente a ogni pensionato.
Limiti di reddito per la maggiorazione sociale 2026
Il diritto all’incremento al milione è subordinato sia al reddito personale sia, per chi è coniugato, al reddito cumulato della coppia. Tenendo conto dei valori INPS 2026 e dell’aumento di 260 euro disposto dalla Legge n. 199/2025, le soglie massime arrivano a 9.987,77 euro per il reddito individuale e a 17.088,89 euro per quello coniugale nelle fattispecie interessate dall’incremento pieno.
| Verifica reddituale | Limite 2026 |
|---|---|
| reddito personale | 9.987,77 euro annui |
| reddito personale più reddito del coniuge | 17.088,89 euro annui |
Per il pensionato coniugato devono essere rispettate entrambe le soglie. Il superamento del limite personale impedisce quindi il riconoscimento anche quando il reddito complessivo della coppia rientra nel tetto coniugale.
Un esempio di calcolo sul reddito personale
Un pensionato soggetto al limite massimo di 9.987,77 euro che abbia 9.500 euro di redditi rilevanti dispone di uno spazio annuo di 487,77 euro. Su tredici mensilità corrispondono a circa 37,52 euro al mese: l’incremento viene quindi contenuto entro questa cifra se la maggiorazione teoricamente spettante fosse superiore. Per un pensionato coniugato occorre poi effettuare anche la verifica sul reddito della coppia.
Quali redditi si considerano
La maggiorazione sociale utilizza una nozione di reddito più ampia del solo imponibile IRPEF. Secondo le regole INPS applicative dell’articolo 38 della Legge n. 448/2001 concorrono, in linea generale, redditi imponibili, redditi soggetti a tassazione separata, redditi tassati alla fonte e redditi esenti, considerando anche quelli del coniuge quando richiesto.
Tra le principali esclusioni figurano il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento, i trattamenti di famiglia e l’importo aggiuntivo di 154,94 euro. La verifica del diritto richiede quindi dati diversi da quelli utilizzati per altre prestazioni previdenziali e assistenziali.
Maggiorazione sociale vs. pensione minima
La maggiorazione sociale del 2026 e l’integrazione al trattamento minimo sono due istituti molto diversi. Il trattamento minimo INPS ordinario è pari a 611,85 euro mensili nel 2026 e utilizza proprie soglie reddituali; i 20 euro introdotti dalla Legge di Bilancio riguardano invece l’incremento della maggiorazione sociale previsto dall’articolo 38 della Legge n. 448/2001.
Per requisiti, soglie personali e coniugali e calcolo del diverso beneficio si applicano le regole dell’integrazione al minimo della pensione. La distinzione evita di attribuire automaticamente i 20 euro a tutti i titolari di pensione minima.
Pagamento INPS e domanda di maggiorazione
L’aumento di 20 euro non richiede una nuova domanda per chi era già titolare della maggiorazione sociale e del relativo incremento. La Circolare INPS n. 19/2026 dispone il riconoscimento d’ufficio e l’Istituto ha applicato il nuovo importo dal cedolino di marzo, insieme ai conguagli relativi a gennaio e febbraio 2026.
Chi possiede i requisiti per la maggiorazione e non la vede riconosciuta può verificare la posizione previdenziale e reddituale e utilizzare, quando necessario, i servizi INPS di ricostituzione della pensione. La correttezza dei dati reddituali comunicati all’Istituto incide sul mantenimento delle prestazioni collegate al reddito.