Vorrei sapere se la rivalutazione delle pensioni è prevista anche per le pensioni degli italiani residenti all’estero.
La rivalutazione delle pensioni si applica ogni anno in base agli adeguamenti all’inflazione, anche ai trattamenti previdenziali degli italiani all’estero. Non ci sono differenze sulla perequazione automatica tra percettori di una pensione italiana riscossa nel nostro Paese oppure all’estero: il fatto che il trattamento venga materialmente pagato in un altro Stato non rileva in alcun modo.
Per il 2025 il tasso di adeguamento era fissato a +0,8% mentre per il 2026 è atteso intorno a +1,7.
In base all’attuale formulazione, si rivalutano al 100% del tasso di indicizzazione che sarà stabilito dall’Istat le pensioni fino a quattro volte il minimo (fino a circa 2.394 euro lordi al mese), mentre le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo INPS (fino a 2.993 euro lordi al mese) si rivalutano al 90% del tasso e quelle sopra le 5 volte il minimo INPS (oltre i 2.993 euro lordi al mese) si rivalutano al 75% del tasso.
=> Rivalutazione pensioni: come si calcola in base al netto?
Se lei ha scelto la tassazione italiana le saranno applicate le trattenute INPS, mentre se ha scelto la tassazione del paese in cui risiede applicherà le relative regole fiscali al lordo. In ogni caso, questo aspetto non cambia il diritto all’indicizzazione dell’assegno, applicando il meccanismo di perequazione ordinario o quello soggetto ad eventuali modifiche stabilite in Manovra.
NB: nella Manovra 2025 è stato previsto in via eccezionale il blocco degli adeguamenti per i trattamenti pensionistici erogati a titolari di prestazione residenti all’estero nel caso di assegni superiori al minimo INPS. Per il 2026 questa misura non è più applicabile a meno che non intervenga un nuovo veto nella prossima Legge di Bilancio.
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Chiedi all'espertoRisposta di Anna Fabi