Tratto dallo speciale:

Rivalutazione pensioni, nessun conguaglio a dicembre: ecco perché

di Anna Fabi

26 Novembre 2025 10:37

logo PMI+ logo PMI+
Cedolino di dicembre senza conguagli, la perequazione dello 0,8% per il 2025 è stata già applicata e non ci sono ricalcoli spettanti.

Il rateo pensione di dicembre 2025 non conterrà alcun conguaglio sulla rivalutazione dei trattamenti INPS. Il Ministero dell’Economia, infatti, ha fissato allo 0,8% la percentuale di perequazione definitiva per il 2025 per gli assegni fino a quattro volte il minimo INPS. Si tratta dello stesso indice applicato in via provvisoria, pertanto restano applicati anche nella prossima mensilità gli importi già erogati per tutto l’anno.

Il motivo è semplice: nessuna differenza da recuperare. Il tasso provvisorio è coincidente con quello da applicare per l’intero anno e quindi l’INPS non deve liquidare arretrati né effettuare ricalcoli.

Perché a dicembre non aumenta la pensione

Molti pensionati aspettavano di capire se anche nel 2025 sarebbe arrivato il tradizionale conguaglio di fine anno. La risposta, questa volta, è negativa: non ci sarà alcun ricalcolo. La rivalutazione applicata da gennaio, fissata allo 0,8% dal Ministero dell’Economia alla fine dello scorso anno, rimane l’unico valore valido.

Il conguaglio scatta solo quando l’inflazione definitiva rilevata dall’Istat si discosta dall’indice provvisorio utilizzato per aggiornare gli assegni. Per ora non ci sono differenze da compensare. Se, a consuntivo, dovesse emergere un valore diverso, l’eventuale aggiustamento verrà gestito nel 2026, come già avvenuto in passato. La rata di dicembre 2025 — con la tredicesima — non subirà dunque alcuna variazione legata alla perequazione.

Il decreto del 15 novembre 2024 ha stabilito in via definitiva che, dal 1° gennaio 2025, la rivalutazione automatica delle pensioni fosse pari allo 0,80% per i trattamenti entro quattro volte il minimo. Un ricalcolo subito applicato dall’INPS a partire dagli assegni di inizio anno. Per le fasce successive si sono applicati i consueti coefficienti di riduzione:

Poiché il tasso definitivo coincide con quello provvisorio, la rivalutazione è già interamente riconosciuta nei ratei da gennaio a novembre.

Di quanto aumenteranno le pensioni 2026

La perequazione 2026 sarà reda definita dal MEF sulla base dell’inflazione registrata dall’Istat nel 2025. Il nuovo tasso provvisorio – che dovrebbe essere più alto rispetto allo 0,8% dato il recente rialzo dei prezzi, attestandosi tra l’1,4% e l’1,7% – sarà applicato automaticamente con il rateo pensione di gennaio 2026. Per ora, però, la certezza è una: a fine anno non è previsto alcun conguaglio aggiuntivo perché la rivalutazione annuale è già stata totalmente applicata.

Di quanto si sono rivalutate le pensioni quest’anno

La perequazione ha ripreso a seguire il sistema tradizionale a tre scaglioni (costruito sul trattamento minimo, che per il 2025 è pari a 603,40 euro lordi). Le percentuali sono quelle già note:

  • fino a quattro volte il minimo rivalutazione piena, quindi 0,8%.
  • tra quattro e cinque volte il minimo rivalutazione ridotta al 90% dell’indice, pari allo 0,72%.
  • oltre cinque volte il minimo adeguamento al 75%, cioè 0,60%.

Sono percentuali modeste e già recepite nei cedolini da inizio anno. Nessun ritocco aggiuntivo, dunque, né positivo né negativo. Per avere un’idea più chiara, ecco alcuni calcoli di riferimento (tutti lordi).

  • Pensione da 1.000 euro: +8 euro al mese.
  • Pensione da 1.500 euro: +12 euro.
  • Pensione da 2.500 euro (fascia 0,72%): +18 euro.
  • Pensione da 4.000 euro (fascia 0,60%): +24 euro.

Aumenti contenuti ma stabili: rientrano su tutte le tredici mensilità del 2025 e diventeranno la base di calcolo per la rivalutazione dell’anno prossimo.

Cosa troveranno i pensionati nel rateo di dicembre

La tredicesima 2025 viene calcolata sull’importo già rivalutato con lo 0,8% e non ci saranno correzioni aggiuntive. Di conseguenza, nessun accredito extra oltre alla mensilità e alla tredicesima e nessuna riliquidazione per i trattamenti in pagamento; gli importi resteranno invariati fino alla nuova perequazione del 1° gennaio 2026. Ricordiamo inoltre che le trattenute fiscali di fine anno (Irpef e addizionali) possono comunque modificare il netto del cedolino: si tratta però di dinamiche fiscali, non legate alla perequazione.

Per verificare che la rivalutazione sia stata applicata correttamente è possibile scaricare il cedolino dal portale INPS e confrontare il dato lordo e netto, richiedendo una eventuale verifica a un patronato se si percepiscono più trattamenti.