Dal Ministero del Lavoro in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione ed il Ministero dell’Università e della Ricerca arrivano linee guida specifiche che definiscono gli standard formativi degli assistenti familiari, validi a livello nazionale.
Il provvedimento di adozione delle linee guida riguarda il lavoro dei badanti che si occupano di fornire supporto e assistenza alle persone anziane non autosufficienti. Obiettivo, introdurre modalità di formazione omogenee che possano essere applicate in tutte le Regioni.
Oltre alla definizione di “assistente familiare” e alla descrizione del suo profilo professionale, le linee guida mettono nero su bianco le mansioni di cura e l’importanza di garantire supporto emotivo e comunicativo, chiarendo anche le varie modalità contrattuali.
Per quanto riguarda gli standard formativi nazionali, invece, il decreto analizza l’offerta formativa necessaria al fine di ottenere la qualificazione ufficiale di assistente familiare:
- i corsi di formazione devono avere una durata minima di 70 ore complessive, per acquisre competenze tecnico-professionali, competenze di salute e sicurezza, competenze personali e sociali e competenze di imprenditività e problem solving (possono essere integrati moduli sperimentali in lingua italiana e competenze digitali);
- la modalità di erogazione della formazione è improntata flessibilità organizzativa, per agevolare la partecipazione di lavoratori che già operano nel settore (la formazione in presenza è indispensabile ma è anche ammessa la formazione a distanza, fino a un massimo del 50% delle ore totali;
- i requisiti di accesso ai corsi formativi sono la maggiore età e la conoscenza della lingua italiana a livello A2 del QCER, oltre a un regolare permesso di soggiorno;
- il rilascio della qualifica ottenuta con il superamento delle prove di valutazione spetta alle Regioni e alle Province autonome, sebbene la certificazione sia valida su tutto il territorio nazionale consentendo anche l’iscrizione agli elenchi regionali.
Le Regioni hanno tempo fino a maggio 2026 per rendere operative le linee guida.