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Formazione badanti: pronti gli standard nazionali sui requisiti minimi

di Teresa Barone

29 Settembre 2025 08:00

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Standard formativi validi a livello nazionale per gli assistenti familiari: definizione di badante, inquadramento professionale e qualifica.

Dal Ministero del Lavoro in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione ed il Ministero dell’Università e della Ricerca arrivano linee guida specifiche che definiscono gli standard formativi degli assistenti familiari, validi a livello nazionale.

Il provvedimento di adozione delle linee guida riguarda il lavoro dei badanti che si occupano di fornire supporto e assistenza alle persone anziane non autosufficienti. Obiettivo, introdurre modalità di formazione omogenee che possano essere applicate in tutte le Regioni.

Oltre alla definizione di “assistente familiare” e alla descrizione del suo profilo professionale, le linee guida mettono nero su bianco le mansioni di cura e l’importanza di garantire supporto emotivo e comunicativo, chiarendo anche le varie modalità contrattuali.

Per quanto riguarda gli standard formativi nazionali, invece, il decreto analizza l’offerta formativa necessaria al fine di ottenere la qualificazione ufficiale di assistente familiare:

  • i corsi di formazione devono avere una durata minima di 70 ore complessive, per acquisre competenze tecnico-professionali, competenze di salute e sicurezza, competenze personali e sociali e competenze di imprenditività e problem solving (possono essere integrati moduli sperimentali in lingua italiana e competenze digitali);
  • la modalità di erogazione della formazione è improntata flessibilità organizzativa, per agevolare la partecipazione di lavoratori che già operano nel settore (la formazione in presenza è indispensabile ma è anche ammessa la formazione a distanza, fino a un massimo del 50% delle ore totali;
  • i requisiti di accesso ai corsi formativi sono la maggiore età e la conoscenza della lingua italiana a livello A2 del QCER, oltre a un regolare permesso di soggiorno;
  • il rilascio della qualifica ottenuta con il superamento delle prove di valutazione spetta alle Regioni e alle Province autonome, sebbene la certificazione sia valida su tutto il territorio nazionale consentendo anche l’iscrizione agli elenchi regionali.

Le Regioni hanno tempo fino a maggio 2026 per rendere operative le linee guida.