Riforma IRPEF e stipendi: ecco quanto incide in busta paga

di Redazione PMI.it

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Riforma scaglioni e aliquote IRPEF e calcolo stipendio: come incidono tasse e detrazioni e come si arriva al netto partendo dal lordo, esempi pratici.

In vista delle riforma 2022, con la revisione di scaglioni e aliquote IRPEF ed eliminazione del Bonus in busta paga (detrazione sul lavoro dipendente), spieghiamo come funziona oggi la tassazione, per capire chi si guadagna con la riforma.  Per calcolare lo stipendio netto partendo dal lordo, il parametro fondamentale da considerare è proprio il calcolo dell’IRPEF, che dipende dallo scaglione nel quale si rientra in base alla propria retribuzione lorda annua (RAL).

Stipendio netto in busta paga

Tra le tasse sullo stipendio, trattenute dal datore di lavoro in qualità di sostituto di imposta, ci sono infatti le imposte sul reddito (IRPEF) e le addizionali comunali e regionali, oltre alle ritenute previdenziali e assistenziali (ovvero i contributi INPS a carico del lavoratore). Anche nel calcolo delle agevolazioni che incrementano lo stipendio netto in busta paga (come il Bonus Renzi e le detrazioni fiscali per lavoro dipendente e per carichi familiari) bisogna tenere conto dell’IRPEF, non potendo essere superiori all’imposta da pagare. Quindi, riassumendo, per sapere quanto si toglie dal lordo al netto sullo stipendio:

  1. si parte dalla RAL;
  2. si sottraggono i contributi previdenziali e assistenziali, ottenendo l’importo imponibile;
  3. si sottrare l’IRPEF calcolato sull’imponibile;
  4. si sommano eventuali detrazioni e bonus.

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Applicazione IRPEF

Il nostro Ordinamento prevede che l’imposta sul reddito delle persone fisiche sia proporzionale al reddito generato. Quindi, l’IRPEF si calcola applicando una percentuale al reddito, con aliquote differenziate in base allo scaglione di reddito prodotto. Oggi si parte da una aliquota pari al 23% nel primo scaglione per i redditi fino a 15.000 euro e si raggiunge un’imposta massima del 43% sulla parte eccedente nell’ultimo scaglione, per i redditi che superano i 75.000 euro.

Scaglioni e aliquote

Le attuali aliquote IRPEF prevedono, nello specifico, cinque differenti scaglioni di reddito con rispettive aliquote:

  • fino a 15.000 euro di reddito si applica un’aliquota del 23%;
  • da 15.000 fino a 28.000 di applica il 27%;
  • da 28.000 fino a 55.000 si applica il 38%;
  • da 55.000 fino ai 75.000 si applica il 41%;
  • oltre 75.000 euro si applica il 43%.
Scaglioni di reddito (€) Aliquota
Fino a 15.000 23%
Da 15.000 a 28.000 27%
Da  28.000 a 55.000 38%
Da 55.000 a 75.000 41%
Oltre euro 75.000 43%

Esempi di calcolo IRPEF

Vediamo qualche esempio di calcolo dell’IRPEF di un lavoratore dipendente con reddito pari a 50.000 euro, senza tenere conto di deduzioni e detrazioni che gli spettano di diritto:

  • sul reddito fino a 15.000 euro l’imposta è pari a 3.450 euro;
  • sul reddito compreso tra 15.000 euro e 28.000 euro l’imposta è pari a 3.510 euro;
  • sul reddito compreso tra 28.000 euro e 50.000 euro l’imposta è pari a 8.360 euro.

Esempio di calcolo dell’IRPEF

15.000 x 23% = 3.450

13.000 x 27% = 3.510

22.000 x 38% = 8.360

Totale IRPEF = 15.320

IRPEF e stipendio: esempio

Tenendo conto degli scaglioni IRPEF e della tassazione della busta paga vediamo ora un esempio di calcolo dell’IRPEF e dello stipendio netto. Ad esempio, quanti sono 1.500 lordi al netto? Ipotizzando 13 mensilità:

  • la RAL con 1.500 euro al mese sarà di 19.500 euro;
  • i contributi INPS a carico del lavoratore sono di circa 1.792 euro (19.500  *9,19%);
  • l’imponibile è dunque pari a 17.708;
  • l’IRPEF sarà pari a (15.000 * 23%) + (2.708 * 27%) = 4.181,16 euro
  • lo stipendio netto con 1.500 euro lordi al mese sarà dunque pari a: 19.500 – 1.792 – 4.181,16 = 13.526,84 l’anno e 1040.5 euro al mese.

A tale netto va poi aggiunto il Bonus in busta paga e le eventuali detrazioni spettanti per figli e coniuge a carico. Per simulare un calcolo dello stipendio netto più preciso, anche ipotizzando altri importi di retribuzione lorda mensile e annuale, tenendo conto delle detrazioni e dei bonus in busta paga, è possibile utilizzare il pratico tool messo a disposizione da PMI.it gratuitamente.

La riforma di scaglioni e aliquote IRPEF

La Manovra 2022 dovrebbe contenere la revisione del meccanismo IRPEF, allo scopo di abbassare le tasse ed aumentare lo stipendio netto in busta paga. Come? Riducendo l’aliquota d’imposta applicata al proprio reddito imponibile. Per farlo, le strade sono due: ridurre le aliquote e modificare gli scaglioni. In pratica, l’obiettivo è diminuire il brusco scalone impositivo tra uno scaglione e l’altro, a vantaggio della seconda e terza fascia di reddito.

L’intesa politica raggiunta dalla maggioranza, in attesa di placet da parte dell’Esecutivo, vede da un lato l’eliminazione del Bonus IRPEF (i 100 euro in busta paga, che a loro volta incamerano l’ex Bonus Renzi) per detrazione sul lavoro dipendente, dall’altro la riduzione da cinque a quattro scaglioni (sparirebbe l’attuale quarto) e l’abbassamento dell’aliquota del secondo e terzo scaglione di due-tre punti percentuali:

  1. scaglione IRPEF (redditi fino a 15mila euro): aliquota 23%
  2. scaglione IRPEF (redditi 15-28mila euro): aliquota 25%
  3. scaglione IRPEF (redditi 28-50mila euro): aliquota 35%
  4. scaglione IRPEF (oltre 50mila euro): aliquota 43%.

La soglia della No tax area per pensionati e autonomi si alzerebbe leggermente, a beneficio dei contribuenti, che popolerebbero la relativa platea in numero maggiore.

Dai conteggi e dalle simulazioni, di fatto, a guadagnarci sarebbero tutti, chi più chi meno, nonostante l’abolizione del Bonus IRPEF in busta paga. Il risparmio annuo arriverebbe a superare i 900 euro e non scenderebbero sotto i 10o euro. Per un reddito medio-alto ricadente però nel quarto scaglione (55/60mila euro), il risparmio sarebbe ad esempio di circa 600 euro.