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Busta paga 2026: come la Manovra incide sul netto dei lavoratori dipendenti

di Anna Fabi

Pubblicato 6 Gennaio 2026
Aggiornato 6 Febbraio 2026 12:42

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IRPEF più bassa sul secondo scaglione, taglio del cuneo confermato, bonus e detassazioni: cosa cambia davvero nel 2026 per chi lavora.

La Manovra 2026 interviene in modo diretto sul lavoro dipendente, con misure che incidono sul netto in busta paga e sulla fiscalità personale. Gli effetti non sono uniformi: i benefici risultano più evidenti per i redditi medio-bassi, per chi lavora a turni e per le famiglie con figli.

IRPEF: riduzione del secondo scaglione

Dal 2026 l’aliquota IRPEF applicata al secondo scaglione di reddito (28.000–50.000 euro) scende dal 35% al 33%. Il beneficio massimo stimato è pari a circa 440 euro annui, con un impatto che varia in funzione del reddito complessivo e si riduce per chi supera la soglia dello scaglione.

Cuneo fiscale: confermate le regole 2025

Viene confermato l’impianto del taglio del cuneo fiscale già in vigore nel 2025:

  • per redditi fino a 20.000 euro resta una somma esente da IRPEF e contributi, riconosciuta direttamente in busta paga;
  • per redditi da 20.000 a 40.000 euro continua ad applicarsi una detrazione IRPEF aggiuntiva, decrescente all’aumentare del reddito.

Detassazioni 2026: le misure operative

Sono numerose le nuove detassazioni in busta paga introdotte dalla Manovra 2026 e che incidono sullo stipendio finale.

Rinnovi contrattuali con imposta sostitutiva al 5%

Gli aumenti retributivi legati a rinnovi contrattuali nel settore privato sono tassati con flat tax al 5% per i lavoratori con reddito da lavoro dipendente fino a 33.000 euro, salvo rinuncia.

Premi di produttività tassati all’1%

I premi di risultato e le somme legate alla partecipazione agli utili scontano un’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro annui per il 2026 e il 2027.

Notturni, festivi e turni: tassazione al 15%

Per il 2026 è prevista un’imposta sostitutiva del 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo o a turni, entro il limite di 1.500 euro annui, per lavoratori con reddito 2025 fino a 40.000 euro.

Buoni pasto elettronici

Dal 2026 la soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno.

Bonus mamme lavoratrici 2026

Il bonus mamme viene rafforzato: alle lavoratrici con almeno due figli spetta un contributo di 60 euro al mese, fino a 720 euro annui. L’importo è esente da IRPEF e contributi ed è erogato dall’INPS su domanda.

Altre misure per le madri lavoratrici

  • esonero contributivo per 24 mesi per le aziende che assumono donne con almeno tre figli;
  • estensione del congedo parentale fino ai 14 anni dei figli;
  • raddoppio dei giorni di congedo per malattia dei figli da 5 a 10 giorni annui.