Riforma pensioni lavori gravosi: verso la platea estesa

di Redazione PMI.it

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Commissione classificazione lavori gravosi al via: studio gravosità occupazioni e impatto su aspettativa di vita per risposte previdenziali più adatte.

Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato l’avvio dei lavori della Commissione tecnica che dovrà valutare per quali soggetti ampliare la platea dei beneficiari di benefici previdenziali quali ad esempio la pensione anticipata, per gli addetti a mansioni gravose. La Commissione dovrà analizzare il rapporto tra condizioni di lavoro gravoso e aspettative di vita per ulteriori mansioni rispetto a quelle oggi ammesse a pensione agevolata, valutando la possibilità di concedere benefici previdenziali di varia natura, nel più ampio spettro delle formule disponibili (oggi sono anche l’APe Sociale e la pensione Precoci).

In pratica, si mira ad arrivare ad una nuova classificazione delle mansioni gravose, anche in relazione all’età anagrafica e alle condizioni di lavoro, per definire eventuali deroghe all’aumento dell’età pensionabile (blocco scatti di adeguamento automatico alle aspettative di vita) e tutele in termini previdenziali.

=> Pensione con finestra mobile per lavori gravosi

La Commissione dovrà anche verificare le condizioni di salute degli addetti ad attività e mansioni che prevedono l’esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni. Il mutato scenario lavorativo, nell’era post-Covid, richiederebbe in effetti un aggiornamento delle definizioni di condizioni di rischio e gravosità.

Erano tre anni che si attendeva il via ai lavori di questa Commissione, istituita dalla allora Legge di Bilancio e regolamentata dal DPCM 28 aprile 2018. In base alle ultime disposizioni normative, a seguito delle varie proroghe (l’ultima nel DL 183/2020), la valutazione dovrà avere termine il 31 dicembre 2021.

Il suo compito è di acquisire elementi conoscitivi e metodologie scientifiche a supporto della valutazione delle politiche statali in materia previdenziale e assistenziale. Una seconda Commissione dovrà invece analizzare, in ottica comparativa rispetto al quadro europeo ed internazionale, il relativo piano dei costi, con il dettaglio della spesa previdenziale e assistenziale.

Più in generale, lo ricordiamo, per la riforma pensioni vera e propria, la tabella di marcia ne prevede la concretizzazione nel 2022.

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