Lavori gravosi

I lavoratori che svolgono mansioni gravose possono accedere sia all’APe Social (con 63 anni compiuti e 36 anni di contributi versati) che alla pensione quota 41, quella dei lavoratori precoci.

La Legge di Stabilità 2018 (comma 162, legge 205/2017), ha ampliato la platea degli aventi diritto, modificando il requisito temporale: 6 anni negli ultimi 7 oppure 7 anni negli ultimi 10, che si calcolano dal perfezionamento del requisito anagrafico o contributivo (63 anni di età e 36 anni di contributi), con regole ad hoc per i settore agricolo e della zootecnia.

Lavori gravosi: quali sono

Le prime 11 categorie di mansioni ritenute gravose sono:

  • addetti alla concia di pelli e pellicce;
  • addetti ai servizi di pulizia;
  • addetti spostamento merci e/o facchini;
  • conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
  • conducenti treni e personale viaggiante in genere;
  • guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  • infermieri o ostetriche che operano su turni;
  • maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  • operai edili o manutentori di edifici;
  • operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
  • chi cura, per professione, persone non autosufficienti.

A queste categorie si aggiungono i lavoratori marittimi, i pescatori, gli operai agricoli e siderurgici.

Requisiti e domanda

Possono accedere alla pensione anticipata per i lavori gravosi anche i lavoratori precoci disoccupati e che non usufruiscono di ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, gli invalidi al 74% e i caregiver che da almeno 6 mesi seguano un parente di primo grado affetto da disabilità.

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