ASU: aumenta l’assegno per i lavoratori di pubblica utilità

di Redazione PMI.it

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Rivalutazione assegno e contribuzione figurativa per gli assegni ASU dei lavori di pubblica utilità, ma con paletto 12 mesi: messaggio INPS con normativa e regole applicative.

I lavoratori di pubblica utilità hanno diritto ai contributi figurativi e alle rivalutazioni dell’assegno ASU (attività socialmente utili): lo rende noto l’INPS in recepimento di una sentenza della Corte di Cassazione che equipara queste attività fra quelle dei lavori socialmente utili.

In pratica, spiega l’istituto previdenziale con messaggio del 12 giugno 2019, «i lavori socialmente utili comprendono tutte le attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva» tra cui rientrano i lavori di pubblica utilità.

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Di conseguenza, i lavori di pubblica utilità sono «riconducibili alla medesima tipologia di attività e alla medesima finalità dei lavori socialmente utili di cui costituiscono una specifica», e hanno diritto allo stesso trattamento previdenziale e di rivalutazione degli assegni.

Contrariamente a quanto previsto finora, l’INPS riconoscerà a questi lavoratori, la contribuzione figurativa e alle rivalutazioni del trattamento, nella stessa misura prevista per i lavori socialmente utili.

Attenzione: al momento, l’istituto previdenziale riconosce la contribuzione limitatamente ai mesi (massimo 12) per i quali è stato corrisposto il relativo assegno. Per i periodi di prolungamento delle attività oltre i 12 mesi, svolti con oneri a carico degli Enti utilizzatori, bisogna invece attendere ulteriori comunicazioni.

Coloro che percepiscono l’assegno non devono presentare richiesta, sarà direttamente l’INPS a provvedere sia all’adeguamento dell’importo dell’assegno sia al riconoscimento della contribuzione figurativa per i mesi (massimo 12) di svolgimento delle attività.

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Ricordiamo che si definiscono lavori socialmente utili «le attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva, mediante l’utilizzo di particolari categorie di soggetti», alle condizioni contenute nel dlgs 468/1997, compatibilmente con l’equilibrio del locale mercato del lavoro.

Questi lavori sono distinti in diverse tipologie, fra le quali sono compresi i lavori di pubblica utilità, così definiti (articolo 1, comma a, del dlgs 468/1997): «lavori di pubblica utilità mirati alla creazione di occupazione, in particolare in nuovi bacini di impiego, della durata di 12 mesi, prorogabili al massimo per due periodi di 6 mesi», con determinate caratteristiche, che sono fissate dall’articolo 2 della medesima legge.

In estrema sintesi, la norma prevede specifici ambiti di attività (cura della persona, dell’ambiente, del territorio e della natura, dello sviluppo rurale, montano e dell’acquacoltura, del recupero e della riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali), caratteristiche del piano d’impresa, certificazione delle agenzie per il lavoro, adempimenti delle amministrazioni pubbliche.

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