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La quota 100 e il calcolo contributivo

di Barbara Weisz

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Non si applica il retributivo ai versamenti dal 1996 a chi sceglie la quota 100, anche con i 18 anni di contributi versati prima del termine: la regola e il calcolo.

La pensione con la quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contributi) è prevista dal programma del Governo Conte, così come la nuova possibilità di ritirarsi con 41 anni di contributi, per questo i tecnici sono al lavoro per esaminare le diverse possibilità di attuazione e il dibattito è acceso.

Dopo aver analizzato pro e contro della pensione anticipata con la “quota 41” rivisitata, facciamo il punto sul meccanismo per la pensione con la quota 100, che rischia di penalizzare i lavoratori che hanno almeno 18 anni di contributi entro il primo gennaio 1996: nel caso in cui la misura dovesse prevedere il calcolo contributivo (è l’ipotesi elaborata dall’economista Alberto Brambilla per la Lega), non sarebbe possibile valorizzare con il retributivo le mensilità versate successivamente al 1996.

L’idea a cui si lavora prevede sempre il calcolo contributivo per i versamenti successivi al 1995. Per coloro che entro la fine del 1995 non raggiungono i 18 anni di contributi, non cambia nulla. Se però un lavoratore aveva già almeno 18 anni di versamenti a questa data, aspettando la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata piena ha diritto al calcolo retributivo anche per le mensilità seguenti, fino al 31 dicembre 2011 (dal 2012, vale in ogni caso il contributivo per tutti, in base alla Riforma Fornero).

Utilizzando la quota 100, invece, può calcolare con il retributivo solo i versamenti fino al 31 dicembre 1995, applicando invece il sistema contributivo a tutti i periodi successivi.

Attenzione: non è detto che un meccanismo del genere sia necessariamente sfavorevole per l’assicurato. Nel caso ad esempio di una carriera lavorativa stabile e con stipendio alto, il contributivo è in genere conveniente rispetto al retributivo. Ognuno dovrà fare con attenzione i calcoli per valutare quale ipotesi sia la più adatta alla propria situazione.

In ogni caso, è bene non dimenticarlo, si tratta di proposte, quindi per fare calcoli reali bisogna aspettare i provvedimenti veri e propri.

Ricordiamo che l’ipotesi Brambilla di quota 100 prevede almeno 64 anni di età e 36 anni di contributi.

Quindi, non è possibile ad esempio accedere alla pensione ad esempio, con 67 anni di età e 33 di contributi, piuttosto che con 40 anni di contributi e 60 anni di età.