Da Modena a Trieste, cercasi ingegneri e informatici

di Barbara Weisz

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A Modena cercano ingegneri e progettisti per lavorare nelle aziende che compongono uno dei poli di eccellenza mondiale del settore automobilistico di alta gamma (ci sono  Ferrari e Laborghini, per indeterderci). A Trieste, invece, dove c’è uno dei poli tecnologici italiani, l’Area Scienze Park (in cui i trova uno degli unici tre sincrotroni di ultima generazione al mondo), cercano informatici. E, anche qui, non li trovano. Sono solo due esempi, riguardano le ultime settimane, e dimostrano come uno dei problemi che senz’altro riguardano il mondo del lavoro italiano sia quello dell’incontro fra domanda e offerta.

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Partiamo dalle informazioni sulle posizioni ricercate in questi due distretti industriali italiani: nel modenese, le aziende dell’automotive assumeranno circa 400 ingegneri e progettisti ogni anno per i prossimi tre anni, e sul territorio ne trovano un terzo. E’ uno dei dati emersi del convegno “l’Emilia dei motori. Un modello per la crescita“, nel corso del quale è stato presentato uno studio di Alix Partners dedicato al distretto emiliano. Figure più ricercate: specializzazioni in ingegneria elettronica e informatica. Fra le iniziative che amministrazioni locali, associazioni industriali, e istituti per la formazione stanno studiando, ci sono varie formule per attirare talenti e formare professionalità spendibili in un territorio che viene chiamato “la terra dei motori”, e che contribuisce al 20% di export italiano di auto e moto.

A Trieste, invece, nelle scorse settimane l’amministratore delegato di Teorema Engineering, ha lanciato un sos: cercasi 30 esperti informatici, e non si trovano. Paradossalmente. Perché, prosegue il fondatore dell’azienda di IT, «da un lato noi non troviamo profili tecnici, e dall’altro assistiamo all’avvio della cassa integrazione con la fuoriuscita dal mercato informatico di centinaia di persone». Professionisti che però «non possono essere riassunti da altre aziende, se non hanno la possibilità di formarsi e aggiornarsi». Il problema, prosegue l’imprenditore, è che «esiste a livello nazionale un vero e proprio skill gap: la mancanza di un sufficiente numero di programmatori, sistemisti, esperti di cloud e di nuove tecnologie è concreta, ed è un limite al successo di aziende italiane di IT a livello internazionale». Chi fosse interessato, sul sito web di Teorema trova le posizioni aperte.

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Teorema, attraverso TILT (il nuovo Incubation Lab lanciato nel febbraio scorso), e AREA Science park, lancia anche un programma di formazione che partirà il 27 giugno con un primo corso di riqualificazione professionale gratuito incentrato sulle tecnologie di collaboration Microsoft. Il corso beneficia dei programmi di finanziamento che la Regione Friuli Venezia Giulia destina ai progetti di supporto all’innovazione, si rivolge in particolare  a cassintegrati e giovani in cerca di lavoro con una buona base tecnica. Un secondo corso sarà messo in calendario a settembre.

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