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Lo smart working aiuta il rientro dalla maternità

di Barbara Weisz

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Lo smart working permette una gestione particolarmente flessibile degli impegni di lavoro, e questa caratteristica lo rende, fra le altre cose, strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità: è l’opinione del 77% dei manager e degli imprenditori italiani secondo un’indagine Regus (fornitore di spazi di lavoro condivisi). La percentuale potrà sembrare alta, in un paese che non brilla rispetto alle media internazionale nè per quota di occupazione femminile (siamo, tradizionalmente, nella metà bassa della classifica europea), e nemmeno per adozione di pratiche di smart working, o lavoro flessibile (anche strumenti tutto sommato tradizionali, come il part-time, sono poco utilizzati). E in effetti, a livello globale il numero di manager e imprenditori che ritiene lo smart working un utile incentivo al lavoro femminile dopo la maternità sale all’83%.

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Secondo la ricerca, le madri che rientrano al lavoro sono particolarmente apprezzate dalle imprese per la loro esperienza e le loro competenze (50,3% Italia e 55% media globale), i dirigenti le ritengono molto affidabili (19,2% Italia e 30% media globale) con ottime capacità organizzative (Italia 21,8%, globale 31%) e con una maggior propensione alla gestione del tempo e delle scadenze (35,4% Italia e 35% media globale). E soprattutto il 19,8% degli intervistati (media globale 23%) le ritiene molto laboriose e maggiormente produttive rispetto alla media dei lavoratori.

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Sono dati che, diciamolo, contrastano un po’ con la realtà che probabilmente molte donne si trovano ad affrontare al rientro in azienda dopo la maternità, e che ne provoca in molti casi l’allontamento dal mondo lavorativo. Secondo l’indagine, invece, le madri che tornano in ufficio sono meno propense a cambiare lavoro o azienda (Italia 28,2%, media globale 34%), risparmiando così alle imprese i costi di assunzione e di riqualificazione. Questo nuovo dato conferma una precedente ricerca svolta da Regus, secondo cui il 57% delle imprese esprime la convinzione che mantenere l’occupazione delle madri consente di migliorare la produttività, con costi e tempi di formazione inferiori rispetto all’assunzione e all’inserimento di nuovi dipendenti. Commenta Mauro Mordini, country manager di Regus in Italia: «Le madri possiedono un grande potenziale di competenze e professionalità che le imprese rischiano di perdere a causa delle significative percentuali di abbandono del posto di lavoro dopo la maternità, dovuto all’impossibilità di riuscire a gestire gli impegni familiari con i tempi del lavoro. I vantaggi di mantenere al lavoro il personale femminile dopo la maternità sono evidenti: riduzione del turnover, riduzione dei costi di assunzione e formazione di nuovo personale. Ma le imprese avvertono che, al fine di mantenere al lavoro questi preziosi collaborator, è fondamentale organizzare modalità di “smart working” o lavoro agile».

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