Anno internazionale delle cooperative: bilancio 2012

di Carlo Lavalle

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Si è chiuso nei giorni scorsi l’Anno internazionale delle cooperative, proclamato dall’Assemblea Generale dell’ONU per valorizzare il modello cooperativo, che rappresenta una parte significativa del mondo d’impresa a livello globale, mettendo al centro la persona e bilanciando l’obiettivo del profitto con le esigenze e gli interessi dei soci e dei membri della comunità .

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Tramite una grande varietà  di forme organizzative, le cooperative hanno dimostrato di operare con efficacia in contesti tra essi molto differenti: dall’ambito agricolo a quello manifatturiero, dai servizi alla persona alle produzioni ad alto contenuto tecnologico.

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Secondo il Global 300 Report 2011 dell’International Cooperative Alliance, le principali cooperative mondiali producono un fatturato di 1.600 miliardi di dollari: se fossero una nazione costituirebbero la nona potenza economica internazionale, garantendo impiego a 100 milioni di addetti (il 20% in più delle società  multinazionali), di cui 5,4 milioni in Europa e 1,3 milioni in Italia.

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Negli ultimi anni, le cooperative hanno mostrato una elevata capacità  di affrontare le prove poste dal mercato, come durante la crisi economica attraversata dall’Europa dal 2011.

Inoltre, le cooperative agricole avranno un ruolo sempre più importante da giocare nei futuri programmi per la sicurezza alimentare globale, in base alle analisi condotte dall’istituto trentino Euricse (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises), uno dei quattro soggetti selezionati a livello mondiale per riportare i risultati dei propri studi in tema di cooperazione durante la manifestazione di chiusura dell’Anno internazionale delle cooperative.

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