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SISTRI: soluzione CdM insoddisfacente

di Francesca Vinciarelli

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Insoddisfatte le imprese della filiera dei rifiuti della soluzione individuata dal CdM per il SISTRI: non basta limitarlo ai rifiuti pericolosi, serve una soluzione più radicale.

Delusione da parte degli imprenditori sulla soluzione trovata dal Consiglio dei Ministri per il SISTRI, che partirà il prossimo 1° ottobre per tutti i gestori di rifiuti pericolosi e la sola esclusione di coloro hanno a che fare con quelli speciali (=> Vai allo Speciale SISTRI).

Soluzione SISTRI insoddisfacente

«Siamo delusi dalla soluzione confusa e contraddittoria che il Governo ha adottato per risolvere il problema della tracciabilità dei rifiuti pericolosi riproponendo il modello SISTRI, da tutti ritenuto complesso, inefficace e oneroso. Ci attendevamo un cambiamento sostanziale e invece ci ritroviamo un sistema, sia pure opportunamente limitato ai rifiuti pericolosi, identico al precedente», si legge nella nota stampa di R.E TE. Imprese Italia. «Avremmo preferito una soluzione più radicale per controllare la tracciabilità dei rifiuti», continua Rete Imprese, invece dal 1° ottobre « per i trasportatori e i gestori il sistema rimane identico al precedente, generando pesanti difficoltà e disagi alle imprese» (=> Leggi: SISTRI solo per rifiuti pericolosi dal 1° ottobre). Insoddisfazione viene espressa anche da ANITA, l’associazione di imprese di autotrasporto merci aderente a Confindustria: «non possiamo che esprimere tutto il nostro disappunto e la nostra perplessità – ha affermato il segretario generale Giuseppina Della Pepa – nell’apprendere che dal primo ottobre il SISTRI tornerà operativo per tutte quelle imprese di autotrasporto che trattano rifiuti pericolosi, oltretutto senza aver contemplato l’inclusione delle dichiarate e condivise esigenze di superamento di un sistema che poco meno di un mese fa è stato definito inefficiente e inapplicabile proprio in sede ministeriale, in occasione della consultazione coordinata da Edo Ronchi, su incarico del ministro Orlando».  Il Governo dovrebbe utilizzare «al meglio il congelamento di sei mesi previsto per l’entrata in vigore del sistema, adottando strumenti di reale semplificazione a misura delle piccole imprese che consentano di superare il modello del SISTRI» invece di riproporre, seppur limitato ai rifiuti pericolosi, «un modello tanto complesso e costoso quanto inefficace», incalza R.E TE. Imprese Italia, che a tale scopo ha chiesto al ministro Orlando l’attivazione in tempi brevi di un tavolo di confronto che porti alla definizione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti in grado di garantire il rispetto delle regole e della legalità.

Scaletta SISTRI

Ricordiamo che, secondo le disposizioni del Governo, il SISTRI partirà il prossimo 1° ottobre per i gestori di rifiuti pericolosi, per i produttori di rifiuti pericolosi si partirà invece il 3 marzo 2014 così da avere tempo di introdurre ulteriori semplificazioni, ed eventualmente posticipare la da data di ulteriori sei mesi nel caso in cui al 3 marzo 2014 le semplificazioni non siano ancora operative. Restano escluse dal SISTRI e continueranno a mantenere il sistema dei registri cartacei gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi. Entro il 3 marzo 2014, tuttavia, il Governo potrebbe obbligare ulteriori categorie ad aderire al SISTRI, con un apposito decreto ministeriale. Il SISTRI partirà il 3 marzo 2014 anche per la Campania, dove è necessario dotarsi di una tracciatura estesa non solo ai rifiuti pericolosi ma anche a quelli urbani.

Semplificazione periodica del SISTRI

Il Ministero dell’Ambiente ha sottolineato come il sistema verrà sistematicamente semplificato per tenere conto delle esigenze manifestate dagli utenti e della evoluzione tecnologica.

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