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Carpooling aziendale: meno benzina e più bonus

di Simone Cosimi

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Il carpooling aziendale è la soluzione ideale per risparmiare carburante e stress condividendo il tragitto casa lavoro: il welfare sostenibile con sconti e bonus.

Andare al lavoro con i colleghi risparmiando denaro e guadagnando in cambio bonus, sconti o crediti di vario genere: è quanto permette il carpooling aziendale, che potrebbe avere un impatto incredibile sull’ambiente se lo adottassero con sistematicità i lavoratori (per risparmiare benzina e stress) e le imprese (in ottica CSR e come strumento di welfare).

Oggi 22 aprile si celebra l’Earth Day, il giorno della Terra, e per l’occasione Jojob – la più grande piattaforma che si occupa di carpooling aziendale in Italia – ha diffuso alcuni numeri impressionanti sul tema e sulle potenzialità.

Se il 10% di tutti dipendenti delle PMI del Paese andasse a lavoro condividendo l’auto con un collega nella tratta casa-ufficio/azienda, ci si risparmierebbe tutta la CO2 che, per essere neutralizzata, richiede un bosco di 22 milioni di alberi!

In termini di carburante, il risparmio economico totale per i dipendenti sarebbe pari 1.200 euro a testa, togliendo dalle strade più di 250mila auto. Un bel vantaggio in termini di traffico (che si snellirebbe) e di parcheggi (più posti auto disponibili): si calcola che una potenziale superficie di spazi liberati grande quanto 13mila campi da tennis.

=> Il Carpooling: guida alla mobilità sostenibile

Jojob

A fare i conti è stata la apripista del settore in Italia, che offre alle PMI qualcosa di più che una piattaforma per andare al lavoro insieme: si tratta di uno strumento completo di welfare aziendale dal punto di vista della mobilità, che incentiva l’uso dei trasporti condivisi e a basso impatto ambientale.

Lo scorso anno, Jojob ha fatto risparmiare oltre 650mila euro ai dipendenti delle PMI che si sono mossi tramite la piattaforma, che funziona con una piattaforma web e un’app per smartphone.

Dopo essersi registrato su www.jojob.it ogni utente può visualizzare su una mappa la posizione di partenza dei propri colleghi e dei dipendenti di aziende vicine alla propria e mettersi in contatto per condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro.

L’app calcola anche la CO2 risparmiata dopo ogni corsa in carpooling: così ogni passeggero potrà certificare il tragitto guadagnando punti trasformabili in sconti da utilizzare in locali, ristoranti, bar e palestre convenzionate.  Jojob permette inoltre di certificare i viaggi a piedi, in bici (Jojob Bici e Piedi) o con navette aziendali (Jojob Navette).

Jojob è sostanzialmente il primo esempio in Italia di carpooling, dopo un cambio di strategia della startup che lo controlla (BringMe) più simile al servizio di BlaBlaCar. Ci sono tuttavia altre due piattaforme concorrenti, in misura però assai ridotta rispetto al gruppo fondato nel 2011 da Gerard Albertengo e incubato dall’I3P del Politecnico di Torino.

Bepooler

Una è Bepooler che opera a Milano, Roma e nel Canton Ticino (ma anche a Bari e a Parma), con al momento una ventina di aziende partner (alcune molto grandi) contro le 2mila di Jojob. Ma l’obiettivo è raddoppiarle entro l’anno. Fra le altre cose, Bepooler consente non solo di viaggiare in condivisione ma anche di prenotare posti nei tragitti in giorni specifici o su più settimane e perfino di prenotare i parcheggi condivisi. Lo scorso anno il Comitato Olimpico Francese ha selezionato la piattaforma come fornitore ufficiale smart mobility per le prossime Olimpiadi 2024.

Up2Go

L’altra concorrente è Up2Go, lanciata a fine 2015. Il servizio è personalizzabile per ogni azienda, si può usare anche per il business travel ed è sicura perché non è permesso l’accesso ad utenti esterni alla community.

Anche in questo caso, considerando il tempo trascorso dal lancio, i clienti non sembrano tuttavia molti.