Fondi UE: all’Italia 43 miliardi di finanziamenti europei

di Francesca Vinciarelli

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L'accordo di partenariato tra UE e Italia sull'uso dei fondi strutturali e di investimento per la crescita e l'occupazione nel 2014-2020.

Ammontano a 43 miliardi di euro i Fondi per la coesione che arriveranno in Italia tra il 2015 e il 2020 a fronte del nuovo accordo siglato dopo sei mesi di negoziato tra l’UE e il nostro Paese per un uso strategico dei fondi strutturali e di investimento comunitari. Più in particolare si tratta dell’accordo di partenariato per l’utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), che in Italia sono:

  • il Fondo europeo di sviluppo regionale;
  • il Fondo sociale europeo;
  • il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca;
  • il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

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Le risorse potrebbero essere utilizzate per finanziare progetti innovativi in tema di Smart City e Smart Community e nel dettaglio lo stanziamento è stato così suddiviso:

  • 32,2 miliardi di euro per le politiche di coesione;
  • 10,4 miliardi di euro per lo sviluppo rurale;
  • 537 milioni circa per gli affari marittimi e la pesca.

Obiettivi tematici

Il partenariato individua alcuni “Obiettivi tematici”:

  1. rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione;
  2. migliorare l’accesso alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime ;
  3. promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, del settore agricolo e del settore della pesca e dell’acquacoltura;
  4. sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
  5. promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;
  6. preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse;
  7. promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;
  8. promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;
  9. promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione;
  10. investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente ;
  11. rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un’amministrazione pubblica.

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Piano di rafforzamento amministrativo

L’UE si riserva però di effettuare dei controlli procedurali, prima di inviare i fondi all’Italia, per via della nostra scarsa capacità amministrativa, della mancanza di strategie per l’Agenda Digitale nazionale e della bassa competitività delle aziende nostrane. Per questo il Governo si è impegnato a presentare per ciascun Piano operativo regionale (Por) e nazionale (Pon) uno specifico Piano di rafforzamento amministrativo (Pra).