Crescere nei piccoli Comuni 2026: domande entro il 29 settembre

di Barbara Weisz

18 Settembre 2026 11:01

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Disponibili 50 milioni per servizi a famiglie e minori nei Comuni fino a 5mila abitanti: requisiti, attività ammesse, riparto e invio via PEC.

Il Dipartimento per le Politiche della famiglia ha aperto la manifestazione di interesse per il bando Crescere nei piccoli Comuni 2026, destinata alle amministrazioni locali che intendono rafforzare i servizi rivolti a famiglie, bambini e adolescenti. La candidatura deve essere trasmessa entro il 29 settembre e richiede in questa prima fase la scelta delle attività da realizzare, la generazione del modulo ufficiale e il suo invio via PEC con firma digitale.

In sintesi:

  • l’articolo 1 dell’Avviso non competitivo del Dipartimento per le Politiche della famiglia del 10 agosto 2026 destina 50 milioni di euro all’iniziativa;
  • l’articolo 2 ammette i Comuni fino a 5.000 abitanti secondo la rilevazione ISTAT al 1° gennaio 2025, esclusi quelli dei territori delle Province autonome di Trento e Bolzano;
  • l’articolo 2 richiede il coinvolgimento di almeno 15 minori residenti tra 0 e 14 anni e consente ai Comuni di associarsi mediante convenzione ai sensi dell’articolo 30 del TUEL;
  • l’articolo 3 dispone il riparto delle risorse tra i Comuni ammessi sulla base della popolazione residente e delle iniziative prescelte.

Crescere nei piccoli Comuni 2026: chi può accedere ai fondi

Possono accedere ai finanziamenti di Crescere nei piccoli Comuni le amministrazioni inserite nell’elenco allegato all’Avviso, con popolazione residente fino a 5.000 abitanti secondo i dati ISTAT al 1° gennaio 2025. Sono esclusi i Comuni situati nei territori delle Province autonome di Trento e Bolzano.

La verifica preliminare può essere effettuata consultando l’elenco dei Comuni ammessi, che riporta per ciascun ente anche la popolazione residente nella fascia di età interessata dall’iniziativa.

Attività finanziabili e soglie minime

Ogni iniziativa finanziata deve coinvolgere almeno 15 minori residenti di età compresa tra 0 e 14 anni, secondo l’articolo 2 dell’Avviso non competitivo del Dipartimento per le Politiche della famiglia del 10 agosto 2026.

I Comuni possono scegliere una o entrambe le linee previste dall’Avviso:

  • attività educative, ricreative, culturali, sportive e di socializzazione rivolte a bambini e adolescenti, con particolare riguardo alla fascia da 0 a 14 anni;
  • iniziative intergenerazionali di aggregazione e attività extrascolastiche finalizzate allo scambio di competenze ed esperienze fra generazioni e al rafforzamento delle relazioni comunitarie.

Un Comune che non raggiunge autonomamente la soglia richiesta può partecipare insieme ad altri enti attraverso una convenzione ai sensi dell’articolo 30 del TUEL. La convenzione deve essere perfezionata prima dell’invio della manifestazione di interesse e tutti i Comuni sottoscrittori devono rispettare il limite demografico previsto dall’Avviso.

Gli enti possono inoltre avvalersi degli enti del Terzo Settore, anche utilizzando gli strumenti di amministrazione condivisa previsti dall’articolo 55 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117.

Domanda 2026: basta la manifestazione di interesse

Per partecipare a “Crescere nei piccoli Comuni” non è richiesta in questa fase la trasmissione di un progetto dettagliato, di un piano economico o di un cronoprogramma. Il modello ufficiale richiede i dati del Comune, l’eventuale convenzione, la scelta di una o entrambe le linee di intervento e le dichiarazioni previste dall’Avviso.

Il Comune assume inoltre l’impegno a utilizzare le risorse assegnate e a rispettare le successive istruzioni di attuazione e rendicontazione. Il facsimile allegato all’Avviso non competitivo del 10 agosto 2026 conferma quindi che la prima scadenza riguarda la manifestazione di interesse.

Entro il 29 settembre PDF PAdES e invio PEC

La manifestazione di interesse deve essere trasmessa entro il 29 settembre 2026 dal singolo Comune oppure, in caso di partecipazione associata, dal Comune capofila della convenzione.

La procedura parte dalla compilazione guidata predisposta dal Dipartimento, che genera il documento PDF da controllare, firmare digitalmente in formato PAdES e inviare all’indirizzo crescereneipiccolicomuni@pec.governo.it con oggetto “CPC2026”.

Il legale rappresentante può sottoscrivere direttamente il modulo. Se firma un soggetto delegato, alla PEC deve essere allegata anche copia dell’atto di delega. Le istruzioni della procedura telematica chiedono inoltre di non protocollare il PDF dopo la firma, per evitare di comprometterne l’integrità digitale.

Fondi ripartiti in base alla popolazione

L’Avviso non prevede una graduatoria basata su punteggi qualitativi: il Capo del Dipartimento approva con decreto l’elenco definitivo dei Comuni beneficiari e indica l’importo spettante a ciascuno.

Le risorse complessive, pari a 50 milioni di euro, sono ripartite fra gli enti ammessi sulla base della popolazione residente e con riferimento alle iniziative scelte. L’Avviso non stabilisce quindi un contributo standard uguale per tutti i Comuni.

Dopo la registrazione del decreto da parte degli organi di controllo, il Dipartimento eroga il finanziamento in un’unica soluzione a ciascun Comune beneficiario.

Impegni e scadenze dopo l’ammissione

I Comuni beneficiari devono completare le attività finanziate entro 12 mesi dalla data di comunicazione dell’avvenuta registrazione del decreto che approva l’elenco dei beneficiari. La decorrenza non coincide quindi con la semplice pubblicazione del provvedimento.

Fase Adempimento
prima della candidatura verificare la presenza del Comune nell’Allegato 1 e perfezionare l’eventuale convenzione fra enti
presentazione generare il PDF, firmarlo in formato PAdES e trasmetterlo via PEC con l’eventuale atto di delega
dopo l’ammissione generare il CUP utilizzando il codice template 2607002
attuazione realizzare le attività entro il termine previsto dall’articolo 4 dell’Avviso
rendicontazione trasmettere atti di impegno, documentazione delle spese, relazione sulle attività e ulteriori informazioni richieste dal Dipartimento

Il Dipartimento effettuerà il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse attraverso un applicativo dedicato e potrà chiedere la documentazione delle spese durante l’intero ciclo di vita dell’iniziativa. Le modalità di caricamento e le relative tempistiche saranno definite nelle successive istruzioni dell’Amministrazione.

La revoca totale o parziale può essere disposta quando le risorse non sono utilizzate entro i termini, sono destinate a finalità diverse da quelle previste oppure non vengono rispettati gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione. Prima del provvedimento il Dipartimento comunica al Comune gli elementi contestati e concede 10 giorni per eventuali controdeduzioni.