L’accesso ai fondi pubblici in Italia resta un privilegio per pochi, tanto che nel 2024 solo il 5,21% delle imprese italiane ha ottenuto un aiuto partecipando ai bandi ufficiali. Per 19 imprese su 20, ottenere contributi europei, statali o regionali resta un miraggio.
A svelarlo è un’analisi condotta su dati ufficiali RNA e Unioncamere da BandoSubito, startup tecnologica che si propone di semplificare l’accesso ai finanziamenti pubblici per imprese, professionisti e associazioni.
L’indagine mette in evidenza anche evidenti disparità territoriali: le Regioni a Statuto Speciale (ad eccezione di Sicilia e Sardegna) superano il 10% di aziende beneficiarie, mentre maggiori criticità si verificano nelle aree del Sud, a causa di portali spesso poco chiari, informazioni sparse e processi non standardizzati.
A rendere ancor difficoltoso l’accesso alle risorse pubbliche è la frammentazione del sistema, basi pensare all’esistenza di centinaia di portali diversi che fanno capo alle Regioni, alle Camere di Commercio e ai singoli Comuni.
“I dati dimostrano che l’accesso ai bandi non è per tutti: oggi la grande maggioranza delle imprese non riesce a orientarsi tra norme, siti e documenti”, spiega Ciro Borrelli, amministratore delegato di BandoSubito.
Più in generale, a ottenere la maggior parte delle risorse disponibili è una ristretta minoranza di imprese, generalmente organizzata e assistita da consulenti specializzati, mentre la mancanza di strumenti, tempo o competenze limita le possibilità al resto delle aziende, soprattutto PMI di medie e piccole dimensioni.