Le piccole e medie imprese valgono per l’economia italiana molto più di quanto valgano in Borsa. Da questo squilibrio parte PMI2Change, il progetto con cui Banca Generali e Intermonte hanno portato sul mercato ETFplus di Borsa Italiana, dal 1° luglio 2026 il primo ETF a gestione attiva e PIR compliant costruito solo su PMI quotate a Piazza Affari, con l’obiettivo di spostare più risparmio privato verso le società sotto il miliardo di capitalizzazione.
In sintesi:
- l’ETF Investlinx Intermonte Valore Italia (ticker WITA, ISIN IE000EDOZV89) è quotato sul mercato ETFplus di Borsa Italiana dal 1° luglio 2026;
- il paniere è l’indice Intermonte Valore Italia, cento società di Piazza Affari con capitalizzazione sotto il miliardo di euro ed escluse dal FTSE MIB;
- la gestione è attiva e il costo corrente annuo (TER) è dello 0,85%, senza commissioni di ingresso, uscita o performance;
- il regime PIR consente l’esenzione da imposta sulle plusvalenze e da imposta di successione dopo cinque anni di detenzione continuativa.
- Con PMI2Change l’ETF attivo PIR entra a Piazza Affari
- Il divario tra le PMI e la loro presenza in Borsa
- L’indice Intermonte Valore Italia e i criteri di selezione
- Il regime fiscale PIR e i vincoli per chi investe
- Gestione attiva e costo, TER allo 0,85%
- Dal listino al territorio, le PMI non ancora quotate
- Cosa sapere prima di investire in WITA
Con PMI2Change l’ETF attivo PIR entra a Piazza Affari
WITA è il primo ETF attivo PIR compliant che investe solo in PMI italiane quotate con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro ed escluse dal FTSE MIB. L’emittente è Investlinx ICAV, veicolo di diritto irlandese vigilato dalla Central Bank of Ireland, mentre la selezione dei titoli è affidata a Intermonte, la banca d’investimento entrata nel Gruppo Banca Generali dall’inizio del 2025. Al debutto il portafoglio contava 86 delle 100 società dell’indice, differenza spiegata dallo stile di gestione attiva, che seleziona all’interno del paniere invece di replicarlo per intero.
| La carta d’identità di WITA | |
|---|---|
| Nome | Investlinx Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS ETF |
| Ticker e ISIN | WITA – IE000EDOZV89 |
| Mercato e avvio negoziazioni | ETFplus di Borsa Italiana, 1° luglio 2026 |
| Stile di gestione | attiva, selezione a cura di Intermonte |
| Universo di investimento | indice Intermonte Valore Italia, 100 società sotto 1 miliardo di euro |
| Costo corrente annuo (TER) | 0,85%, senza ingresso, uscita o performance |
| Politica dei proventi | accumulazione |
| Classificazione SFDR | articolo 6 |
| Detenzione consigliata | 5 anni, in linea con il vincolo PIR |
Il divario tra le PMI e la loro presenza in Borsa
PMI2Change nasce per ridurre lo scarto tra l’importanza delle piccole e medie imprese nell’economia reale e la loro presenza a Piazza Affari. Secondo i dati diffusi al lancio, in Italia le società quotate sotto il miliardo di euro rappresentano circa l’80% delle quotate per numero ma solo il 3% del controvalore complessivo di mercato. Per Banca Generali e Intermonte queste aziende trattano a forte sconto rispetto alle large cap non per fondamentali più deboli, ma per la ridotta liquidità e la scarsa copertura degli investitori istituzionali. Le cento società dell’indice, secondo i dati di fine 2025, valgono un aggregato di circa 33 miliardi di euro di fatturato, con una crescita media annua del 16% negli ultimi due anni, e occupano quasi 120mila persone.
L’indice Intermonte Valore Italia e i criteri di selezione
L’indice Intermonte Valore Italia raccoglie cento società quotate su Borsa Italiana, escluse dal FTSE MIB, scelte su parametri di flottante minimo, solidità della governance, copertura degli analisti, sostenibilità finanziaria e livello di indebitamento, con un tetto per singolo titolo che evita la concentrazione del paniere. Ne fa parte una fotografia del Made in Italy produttivo, da manifattura avanzata e meccanica a tecnologia, moda, alimentare, salute e servizi alle imprese. Le società sono riviste su base semestrale e i dati sui ribilanciamenti vengono pubblicati sulla piattaforma Websim di Intermonte.
Il regime fiscale PIR e i vincoli per chi investe
Il profilo PIR compliant permette allo strumento di rientrare in un Piano individuale di risparmio: mantenendo l’investimento per almeno cinque anni, il risparmiatore beneficia dell’esenzione da imposta sulle plusvalenze e da imposta di successione. La politica dei proventi è ad accumulazione, quindi i dividendi incassati dalle società in portafoglio vengono reinvestiti nel fondo senza distribuzione. Il rovescio è la rigidità dell’orizzonte: chi vende prima dei cinque anni perde il beneficio fiscale e torna alla tassazione ordinaria sulle plusvalenze, secondo le regole generali dei piani individuali di risparmio.
Gestione attiva e costo, TER allo 0,85%
Il costo corrente dello 0,85% colloca WITA nettamente sopra i tipici ETF passivi PIR compliant, che replicano un indice a commissioni più contenute. La differenza si paga in cambio di una selezione attiva: Intermonte sceglie i titoli all’interno del paniere invece di seguirlo meccanicamente, con l’obiettivo dichiarato di mantenere un’ampia diversificazione settoriale. Due elementi vanno soppesati prima di sottoscrivere. Il primo è l’assenza di uno storico di performance, dato che lo strumento è quotato da pochi giorni. Il secondo riguarda le cifre di raccolta: i 100 milioni iniziali, la soglia di 500 milioni nel medio termine e la stima di 1-2 milioni di flussi al giorno sono obiettivi del promotore, non risultati acquisiti, e la reale portata dell’iniziativa dipenderà da quanto WITA sarà una presenza stabile sul book.
Dal listino al territorio, le PMI non ancora quotate
La seconda fase di PMI2Change guarda oltre le società già quotate. Dall’autunno Banca Generali e Intermonte, con Borsa Italiana e PwC Italia, avvieranno un roadshow nelle principali aree produttive del Paese, rivolto alle imprese candidate alla quotazione. Il bacino potenziale è ampio: secondo le stime richiamate al lancio, su quasi cinque milioni di PMI non quotate tra 5.000 e 10.000 sarebbero già idonee ad accedere al mercato dei capitali. È il fronte in cui il progetto si salda al percorso con cui il private banking affianca gli imprenditori italiani lungo l’intero ciclo di vita dell’azienda.
Cosa sapere prima di investire in WITA
WITA è PIR compliant?
Sì. L’ETF Investlinx Intermonte Valore Italia è classificato come PIR compliant e può rientrare in un Piano individuale di risparmio, con esenzione da imposta sulle plusvalenze e da imposta di successione dopo cinque anni di detenzione continuativa.
Qual è il costo dell’ETF WITA?
Il costo corrente annuo (TER) è dello 0,85%, senza commissioni di ingresso, uscita o performance, come indicato nella scheda ETFplus di Borsa Italiana.
Quante società compongono l’indice Intermonte Valore Italia?
L’indice raccoglie cento società quotate su Borsa Italiana con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro ed escluse dal FTSE MIB, selezionate su criteri di flottante, governance, copertura degli analisti e solidità finanziaria.