Investimenti sostenibili 4.0, domande dal 6 ottobre per le PMI del Sud

di Barbara Weisz

13 Agosto 2026 09:05

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Compilazione dal 10 settembre e invio dal 6 ottobre su Invitalia, con soglia di 35 punti e graduatoria di merito tra le domande dello stesso giorno

Il bando 2026 per la misura Investimenti sostenibili 4.0 ha finalmente un calendario. Con il decreto direttoriale del 5 agosto 2026 il MIMIT ha stabilito che le PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna possono compilare la domanda dalle ore 12.00 del 10 settembre e trasmetterla dalle ore 10.00 del 6 ottobre attraverso la piattaforma di Invitalia. Lo stesso provvedimento definisce il modo in cui saranno scelti i beneficiari dei 447,6 milioni disponibili: più che sul cronometro, si gioca sul punteggio.

In sintesi:

  • la dotazione è di 447.595.808,76 euro, con il 25% riservato ai programmi proposti da micro e piccole imprese;
  • i programmi devono prevedere spese ammissibili tra 750mila e 5 milioni di euro, entro il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato;
  • l’agevolazione arriva al 75% delle spese, come contributo in conto impianti al 35% più finanziamento agevolato al 40% da restituire in un massimo di sette anni;
  • la domanda si presenta online sul sito di Invitalia con firma digitale e casella PEC attiva al Registro delle imprese;
  • l’istruttoria si chiude entro 60 giorni e ha esito positivo con un punteggio complessivo di almeno 35 punti.

Domande dal 6 ottobre e compilazione dal 10 settembre

La procedura di compilazione apre alle ore 12.00 del 10 settembre, mentre le domande si trasmettono a partire dalle ore 10.00 del 6 ottobre 2026. In entrambi i casi dalla sezione “Investimenti sostenibili 4.0 – PN RIC 2021-2027” del sito di Invitalia, e l’invio è possibile dalle 10.00 alle 17.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.

  • Nella prima fase l’impresa accede con SPID, CIE o CNS, inserisce i dati, carica gli allegati, genera il modulo di domanda in PDF immodificabile, lo firma digitalmente e ottiene il “codice di predisposizione domanda”.
  • Nella seconda fase, dal 6 ottobre, quel codice serve per la trasmissione vera e propria, che si perfeziona con il rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione. Senza attestazione la domanda non risulta trasmessa, e le istanze inviate per canali diversi dalla procedura informatica sono irricevibili.

Subito dopo la presentazione, l’impresa riceve il Codice unico di progetto, il CUP, che dovrà comparire su ciascun giustificativo di spesa collegato al programma agevolato.

Lo sportello rimane aperto fino a esaurimento delle risorse e la chiusura è disposta con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le domande arrivate prima della chiusura che non trovano copertura finanziaria vengono sospese dalla valutazione fino all’accertamento di eventuali economie sulle istruttorie in corso, e in mancanza di risorse decadono.

Investimenti sostenibili 4.0, il bando 2026 per le PMI del Sud

La misura sostiene programmi di investimento innovativi e sostenibili coerenti con il piano Transizione 4.0, con una dotazione di 447.595.808,76 euro. Le risorse arrivano dal Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, nell’ambito dell’Obiettivo specifico 1.3 e dell’Azione 1.3.2 “Sviluppo delle PMI e nuova imprenditorialità”, cofinanziata dal FESR.

L’impianto della misura è fissato dal decreto ministeriale 18 marzo 2026, il cui comunicato è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2026, in continuità con i precedenti bandi del 2022, del 2023 e del 2025. Una quota del 25% della dotazione complessiva è destinata ai programmi presentati da micro e piccole imprese.

Imprese ammissibili e requisiti

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese con programmi da realizzare nelle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve rispettare i requisiti indicati dal decreto:

  • essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e avere almeno due bilanci approvati e depositati oppure due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone;
  • avere pieno e libero esercizio dei propri diritti ed essere in regola con la normativa edilizia, urbanistica, ambientale, del lavoro e di prevenzione degli infortuni;
  • avere restituito eventuali somme dovute per revoche di agevolazioni ministeriali;
  • rispettare i vincoli contro la delocalizzazione nei due anni precedenti alla domanda e negli anni successivi alla concessione;
  • avere adempiuto all’obbligo di assicurazione contro i danni catastrofali previsto dalla Legge di Bilancio 2024.

Sul piano delle attività economiche, la misura copre la manifattura e i servizi alle imprese elencati nell’allegato 4 al decreto ministeriale. Sono fuori i settori soggetti a limitazioni europee, cioè siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, fabbricazione di fibre sintetiche, trasporti e relative infrastrutture, produzione e distribuzione di energia.

Un vincolo pratico merita attenzione prima del 10 settembre. La procedura informatica legge i dati dal certificato camerale e blocca il completamento della domanda se l’impresa risulta inattiva o priva dei requisiti secondo il Registro delle imprese. Le posizioni camerali non aggiornate vanno rettificate prima, perché non c’è modo di sanarle dentro la piattaforma.

Le imprese energivore possono accedere alla misura, e per loro il possesso della diagnosi energetica in corso di validità, o di una certificazione di sistema di gestione equivalente come EMAS, ISO 50001 o EN ISO 14001, è un requisito di accesso a prescindere dal tipo di programma presentato.

Programmi finanziabili tra tecnologie 4.0 e sostenibilità

I programmi devono usare in misura prevalente tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0 e riguardare ampliamento della capacità produttiva, diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati prima, cambiamento fondamentale del processo produttivo di un’unità esistente oppure realizzazione di una nuova unità produttiva.

Tra le tecnologie richiamate dal bando rientrano advanced manufacturing, additive manufacturing, realtà aumentata, simulazione, integrazione orizzontale e verticale, IoT, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data, intelligenza artificiale e blockchain.

La selezione premia i programmi con maggiore contenuto ambientale, collegati a economia circolare, efficienza energetica dei processi e obiettivi climatici europei. Per la linea sull’efficienza energetica la soglia è quantificata: il programma deve conseguire un risparmio energetico di almeno il 5% rispetto ai consumi di energia primaria dell’anno precedente alla domanda, misurato all’interno dell’unità produttiva interessata. Se le misure servono ad adeguarsi a vincoli normativi, il risparmio deve essere addizionale e superiore di almeno il 20% rispetto ai valori già prescritti.

Due misure dell’allegato 3 non bastano da sole: il monitoraggio dei consumi energetici e gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l’autoconsumo sono ammissibili solo all’interno di un programma che comprenda altri interventi di efficientamento.

Gli investimenti vanno avviati dopo la presentazione della domanda e ultimati entro 18 mesi dalla concessione. La proroga fino a sei mesi va chiesta con motivazione almeno 60 giorni prima della scadenza dei 18 mesi.

Spese ammesse da 750mila a 5 milioni

I programmi devono prevedere spese ammissibili comprese tra 750mila euro e 5 milioni di euro. Il valore agevolabile deve stare entro il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato, oppure dell’ultima dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone. Per le società di capitali il fatturato è il totale della voce A del conto economico, il valore della produzione.


Le spese finanziabili riguardano immobilizzazioni nuove di fabbrica, materiali e immateriali, funzionali al programma di investimento:

  • macchinari, impianti e attrezzature destinati all’unità produttiva agevolata;
  • opere murarie entro il limite del 40% dei costi ammissibili, documentate con computo metrico estimativo redatto da un tecnico abilitato;
  • programmi informatici e licenze collegati all’utilizzo dei beni materiali;
  • certificazioni ambientali;
  • servizi di consulenza specialistica sulle tecnologie abilitanti, entro il 5% delle spese per beni materiali e software, e di diagnosi energetica entro il 3% delle spese complessive per i soli programmi di efficientamento.

Contributo e finanziamento fino al 75%

Le agevolazioni coprono una percentuale nominale massima pari al 75% delle spese ammissibili, formata da un contributo in conto impianti pari al 35% e da un finanziamento agevolato pari al 40%.

Il finanziamento agevolato è senza interessi e viene rimborsato con rate semestrali costanti, con scadenze al 31 maggio e al 30 novembre, entro un piano di ammortamento di durata massima pari a sette anni. L’impresa deve garantire una copertura finanziaria propria o esterna pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili, con risorse prive di sostegno pubblico.

Prima ancora di valutare il progetto, Invitalia verifica la capacità di rimborso del finanziamento, ed è un calcolo che l’impresa può rifare da sola sull’ultimo bilancio approvato. Il flusso di cassa, cioè la somma della voce 10 del conto economico, ammortamenti e svalutazioni, e della voce 21, utile o perdita dell’esercizio, deve risultare uguale o superiore all’importo del finanziamento agevolato diviso per il numero di anni di ammortamento scelti in domanda. Chi non supera questa relazione non accede alla fase istruttoria, e allungare il piano di ammortamento fino ai sette anni consentiti è la leva che alleggerisce il rapporto.

Documenti per la domanda su Invitalia

La documentazione si divide in due gruppi con effetti diversi: una parte è condizione di ammissibilità e la sua assenza ferma la domanda, un’altra serve solo ad attribuire il punteggio sulla sostenibilità ambientale. Sono condizione di ammissibilità:

  • la domanda di agevolazione con i dati dell’impresa, del firmatario, del referente e del titolare effettivo, insieme alle dichiarazioni sui requisiti, sulle autorizzazioni e sulla conformità ambientale del programma;
  • il piano di investimento, con la pianificazione temporale delle spese e degli stati di avanzamento;
  • la dichiarazione sui dati contabili, che genera il punteggio del criterio sulle caratteristiche del proponente e va controfirmata dal presidente del collegio sindacale o dal revisore unico, oppure da un revisore legale, un commercialista, un ragioniere o un consulente del lavoro iscritti all’albo, o ancora dal responsabile di un CAF;
  • le dichiarazioni antimafia per i soggetti sottoposti alla verifica prevista dal Codice antimafia;
  • la dichiarazione antiriciclaggio resa ai sensi del D.Lgs. 231/2007;
  • il prospetto dimensionale, per le imprese associate o collegate;
  • il computo metrico estimativo delle opere murarie, firmato e timbrato dal tecnico abilitato, con indicazione della sede dell’unità produttiva.

Servono invece a costruire il punteggio ambientale la perizia giurata sul risparmio energetico conseguibile, la perizia sul contributo agli obiettivi climatici di mitigazione e adattamento, la diagnosi energetica per le imprese energivore e la copia delle certificazioni ambientali possedute, accompagnata dall’impegno a mantenerle per almeno tre anni. Quando ricorrono entrambe le attestazioni tecniche, energetica e climatica, il decreto ammette una perizia unica.

Due condizioni tecniche chiudono il quadro: la domanda e tutti gli allegati vanno firmati digitalmente, pena l’improcedibilità, e l’impresa deve disporre di una casella PEC attiva e registrata al Registro delle imprese, verificata in automatico dalla piattaforma.

Soglia di 35 punti e graduatoria a parità di giornata

La valutazione si chiude positivamente solo se il programma raggiunge un punteggio complessivo di almeno 35 punti e supera la soglia minima prevista per ciascun criterio. Un progetto forte su un solo fronte, quindi, viene fermato dalla soglia dell’altro.

I criteri di valutazione e i relativi indicatori:

Criterio Indicatori
Caratteristiche del soggetto proponente copertura finanziaria delle immobilizzazioni, copertura degli oneri finanziari, indipendenza finanziaria, incidenza della gestione caratteristica sul fatturato, tutti calcolati come media degli ultimi due esercizi
Qualità della proposta quota di investimenti riconducibili alle tecnologie abilitanti sul totale del progetto e rapporto tra margine operativo lordo medio del biennio e investimenti ammessi
Sostenibilità ambientale del programma coerenza con l’economia circolare, risparmio energetico di almeno il 5%, contributo agli obiettivi climatici europei, possesso di un sistema di gestione ambientale o di una certificazione ambientale di prodotto

L’ordine di accesso all’istruttoria segue il criterio cronologico giornaliero. Le domande trasmesse nello stesso giorno valgono come pervenute nello stesso istante, indipendentemente da ora e minuto, quindi inviare alle 10.01 del 6 ottobre o alle 16.30 dello stesso giorno porta alla medesima posizione.

Quando le risorse residue non bastano a coprire tutte le domande di una giornata, Invitalia forma una graduatoria di merito in ordine decrescente, e qui sta il dettaglio che cambia la strategia di preparazione: la graduatoria si costruisce sul punteggio dei soli criteri “Caratteristiche del soggetto proponente” e “Sostenibilità ambientale del programma”, mentre la qualità della proposta pesa in istruttoria senza contribuire alla posizione. A parità di punteggio prevale il programma con il costo minore.

Anche le due premialità seguono la stessa logica. Il rating di legalità vale 3 punti aggiuntivi e la certificazione della parità di genere altri 3, entrambi attribuiti durante l’attività istruttoria e non nella formazione della graduatoria. Sono punti che aiutano a superare la soglia dei 35, non a guadagnare posizioni nella giornata affollata.

L’istruttoria si conclude entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, con un massimo di 30 giorni in più se Invitalia chiede integrazioni o chiarimenti.

Erogazione in tre stati di avanzamento

Le agevolazioni sono erogate in non più di tre stati di avanzamento lavori, ciascuno riferito a titoli di spesa per almeno il 25% dell’investimento ammesso, con l’eccezione dell’ultima richiesta che può riguardare un importo inferiore. La richiesta a saldo va presentata entro 90 giorni dall’ultimazione dell’investimento.

L’impresa sceglie tra due modalità di erogazione, e la scelta è irrevocabile una volta comunicata con la prima richiesta. Con il conto corrente bancario ordinario si rendicontano fatture già quietanzate, quindi l’impresa anticipa la spesa. Con il conto corrente vincolato, aperto presso una banca convenzionata ABI, si presentano fatture non quietanzate e i fornitori vengono pagati dopo il versamento delle agevolazioni sul conto, con l’impresa che deposita in parallelo la propria quota di cofinanziamento. Per chi ha tensione di cassa, la seconda strada evita di immobilizzare risorse in attesa del rimborso.

Su ciascuna richiesta Invitalia ha 50 giorni per verificare ed erogare, termine sospeso se servono chiarimenti. Il contributo in conto impianti viene erogato al massimo fino al 90% durante la realizzazione del programma, mentre il restante 10% arriva dopo il controllo sull’avvenuta realizzazione o, per le pratiche campionate, dopo la verifica in loco del Ministero.

Due adempimenti restano in capo all’impresa per tutta la durata. Ogni giustificativo di spesa deve riportare la dicitura antidoppio finanziamento con l’importo dichiarato, il riferimento al DM 18 marzo 2026, l’ID pratica e il CUP. E i beni agevolati non possono essere alienati, ceduti o distratti prima di tre anni dal completamento dell’investimento, con la sola eccezione della sostituzione di beni divenuti obsoleti, da comunicare preventivamente all’Agenzia.

Dopo la concessione i tempi si stringono ancora: l’impresa ha 30 giorni non prorogabili dalla sottoscrizione del provvedimento per trasmettere la documentazione utile al contratto di finanziamento, che Invitalia stipula entro i 60 giorni successivi. Il mancato invio nei termini comporta la decadenza dalle agevolazioni concesse.