Tratto dallo speciale:

Aperte le domande al Fondo di salvaguardia per le crisi aziendali

di Redazione PMI.it

scritto il

Aperte le procedure Invitalia per la domanda di intervento del Fondo Salvaguardia Imprese: nuovo capitale per finanziare piani di ristrutturazione.

Dal 2 febbraio è operativo il Fondo Salvaguardia Imprese a cui possono fare domanda di accesso le aziende, utilizzando lo sportello online gestito da Invitalia. L’obiettivo dell’iniziativa è dare sostegno alle imprese strategiche per il Paese, attraverso un ingresso nel capitale da parte dello Stato, con una quota di minoranza che dura al massimo cinque anni: il Fondo è stato istituito da uno dei provvedimenti anti-Covid più significativi del 2020, il decreto Rilancio (dl 34/2020, articolo 43),

=> Fondo gestione crisi d’impresa: decreto in Gazzetta

Possono chiedere l’intervento del Fondo le imprese in difficoltà economico-finanziaria, oppure quelle che hanno avviato un confronto presso la struttura per la crisi d’impresa del Ministero dello Sviluppo Economico. Bisogna però essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • titolari di marchi storici di interesse nazionale: devono essere iscritti all’apposito registro;
  • società di capitali con almeno 250 dipendenti sul territorio nazionale (compresi contratti a termine, apprendisti, dipendenti part-time);
  • imprese che detengono beni e rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale (per esempio, imprese attive nella robotica, semiconduttori, cybersicurezza, tecnologie aerospaziali, nanotecnologie, sicurezza alimentare, sanitario, infrastrutture aerospaziali, energia, trasporti, biotecnologie, salute, comunicazioni, media, difesa, intelligenza artificiale.

Il fondo finanzia programmi di ristrutturazione finalizzati alla salvaguardia occupazionale e alla prosecuzione dell’attività. L’intervento consiste in un ingresso nel capitale di rischio, con una partecipazione di minoranza, che non può superare i 10 milioni di euro, e una exit dopo un massimo di cinque anni già definita al momento dell’operazione. All’ingresso nel capitale partecipano anche investitori privati indipendenti, con risorse pari almeno al 30% dell’operazione. L’impresa proponente deve garantire a sua volta un contributo proprio, che varia a seconda delle dimensioni: almeno il 25% per le piccole imprese, 40% per le medie imprese e 50% per le grandi imprese.

Per presentare la richiesta bisogna registrarsi ai servizi online di Invitalia, quindi accedere all’area riservata e presentare la domanda scaricando la documentazione da allegare, fra cui: format programma di ristrutturazione, dichiarazione obblighi informativi, dichiarazione requisiti generali, una serie di modelli su antimafia, dimensioni d’impresa, conformità, documentazione sull’impresa (visure, bilanci, attestazioni contributive, company profile). In ogni caso, sul portale di Invitalia sono presenti tutte le istruzioni particolareggiate e la modulistica da scaricare. Sono necessari firma digitale e casella di posta elettronica certificata. Al termine della procedura viene assegnato un numero di protocollo elettronico.

Come detto, il Fondo nasce nell’ambito delle misure previste dai provvedimenti per il rilancio dell’economia dopo l’emergenza Covid. In base a dati della Banca d’Italia, la contrazione del PIL 2020 (intorno al 9%), porterà a un aumento di circa 2.800 fallimenti entro il 2022, a cui potrebbero aggiungersene altri 3mila700 che non si sono realizzati nel 2020 per gli effetti temporanei della moratoria e delle misure di sostegno. I dati sono contenuti in uno studio dedicato ai “fallimenti d’impresa in epoca Covid“. In tutto, potrebbero quindi esserci 6mila 500 casi di fallimento imprese entro il 2022, con una parte preponderante già nel 2021.

Attenzione: come avvertono gli stessi economisti di Bankitalia, queste stime vanno interpretate con cautela, in considerazione della difficoltà di fare previsione in un momento particolarmente complesso. Le cifre potrebbero essere sottostimate, a causa delle difficoltà di fare paragoni con precedenti fasi recessive, oppure sovrastimate se le misure di sostegno adottate e l’intensità della ripresa economica saranno capaci di aiutare le imprese a fronteggiare la difficile fase congiunturale.