Prestiti e mutui, impatto Covid e ripresa 2021

di Redazione PMI.it

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Prestiti personali e mutui famiglie: impatto Covid dal lockdown in poi, con le stime per il primo trimestre 2021 in base al prodotto e alla macro-regione.

Saliranno le domande di prestito superiori a 5mila euro mentre si indeboliscono rispetto all’ultimo trimestre dell’anno le prospettive dei finanziamenti sotto i 5mila euro, recupero lento ma costante dei prestiti personali e performance migliori dell’analogo periodo 2020 per i mutui, rallentando però rispetto all’ultimo trimestre.

Sono i dati previsionali sulle richieste di finanziamento da parte delle famiglie in Italia, elaborati da CRIF – SDA Bocconi, che misura l’impatto del Covid e del lockdown, nei mesi centrali della pandemia (fino a giugno) e nella fase successiva, confrontando la domanda con gli andamenti degli ultimi cinque anni.

Trend 2020

In particolare, si è valutato l’impatto della crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus sui diversi prodotti finanziari nelle macroregioni italiane, realizzando una stima dei possibili scenari nell’immediato futuro. Di fatto, la pandemia e i vari provvedimenti di contenimento «hanno avuto un effetto dirompente sul mercato del credito» spiega Simone Capecchi, executive director presso CRIF. Nel corso del 2020 sono stati evidenziati i seguenti elementi:

  • domanda variabile tra un prodotto e l’altro, con prestiti sotto i 5mila euro hanno subito un brusco calo nel primo lockdown, per poi riesplodere a maggio;
  • prestiti personali in diminuzione meno marcata ma anche tassi di crescita più contenuti in Fase 2 (dopo maggio);
  • mutui ipotecari con iniziale flessione a marzo e domanda in risalita da aprile nelle regioni centrali, ma comunque al di sotto delle loro potenzialità;
  • variazioni macro-regionali trascurabili, con riferimento allo stesso prodotto di credito nelle diverse aree del Paese, durante i mesi centrali della pandemia.

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Stime 2021

Sulla base di queste evidenze sono stati elaborati modelli previsionali che presentano uno scenario centrale rispetto al quale sono state definite due ipotesi, una più critica e una più favorevole (con variazione in negativo o in positivo, pari all’incremento tendenziale negli anni della specifica categoria di credito). I modelli, spiega Umberto Filotto, Affiliate Professor di Banking and Insurance presso SDA Bocconi School of Management, sono condizionati sia dagli andamenti precedenti della domanda, sia dalla sua correlazione con PIL, tasso di disoccupazione, andamento dei tassi di interesse e altri variabili. Ovviamente, le stime potranno essere corrette in peggio (in caso di terza e quarta ondata di contagi) o meglio (vaccini efficaci, nuove terapie, attenuazione della virulenza) in base all’evoluzione della pandemia.

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Fatta queste premessa, ecco le evidenze emerse per il primo trimestre 2021.

  • Andamento positivo dei prestiti finalizzati superiori a 5mila euro sia rispetto al primo sia rispetto all’ultimo trimestre del 2020. In particolari, in rapporto all’ultimo trimestre 2020 i valori mostrano un incremento in una forchetta tra il +2% e il +13% in tutti gli scenari, con variazioni positive anche in caso di contesto non favorevole (scenari “Low”).
  • Credito finalizzato inferiore a 5mila euro: in tutti gli scenari l’andamento del primo trimestre 2021 è migliore di quello del 2020, nello specifico +10% nello scenario Baseline, +13% rispetto lo scenario High e +8% nello scenario Low. Ma si nota un indebolimento della performance di questo comparto rispetto alle positive ipotesi di chiusura dell’ultimo trimestre dell’anno con un decremento tra il -29% e il -26%.
  • Prestiti personali: sembravano non aver approfittato del rimbalzo della domanda di credito post fine lockdown, mostrano un recupero più lento ma più costante che accelera nell’ultimo trimestre 2020. Nello scenario low i risultati sono in crescita rispetto al pari periodo del 2019 e significativamente migliori rispetto al 2020, nello specifico +8% rispetto al primo trimestre 2020 e +17% rispetto al quarto trimestre 2020.
  • Mutui: nei primi mesi del 2021 performano meglio del pari periodo del 2020 con una variazione positiva tra il +11% e il +26%, anche se rallentano rispetto all’ultimo trimestre 2020, con un picco negativo nello scenario Low del -5%. Non va però dimenticato che l’andamento dei mutui è stato molto più positivo di quello degli altri prodotti anche per effetto delle straordinarie condizioni di tasso che hanno alimentato il mercato delle surroghe e delle rinegoziazioni.