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DL Rilancio: il fondo perduto per le Imprese, come funziona

di Redazione PMI.it

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Il DL Rilancio ha introdotto alcuni contributi a fondo perduto per autonomi, PMI e titolari di reddito agrario: requisiti, esclusioni, calcolo e domanda.

Il Dl Rilancio, tra le tante misure volte a sostenere l’economia nazionale nella ripresa post Coronavirus, una delle misure più attese da imprese e partite IVA è quella relativa ai contributi a fondo perduto a favore di PMI, lavoratori autonomi e titolari di reddito agrario. Il Governo ha stanziato per i finanziamenti a fondo perduto 6.192 milioni di euro per il 2020.

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DL Rilancio: requisiti per il fondo perduto

L’agevolazione consiste in un finanziamento che non prevede restituzione, né maturazione di interessi e spetta coloro che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA e le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, che fatturano meno di 5 milioni all’anno e che nel mese di aprile 2020 abbiano un fatturato inferiore ai due terzi di quello dello stesso mese 2019. In pratica, deve esserci stata una riduzione superiore a un terzo di fatturato.

Per alcune tipologie di soggetti, ad esempio coloro che hanno iniziato l’attività a partire dal primo gennaio 2019 (Startup o nuove Partite IVA), il contributo spetta indipendentemente dalla riduzione di fatturato.

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DL Rilancio: esclusi dal fondo perduto

Non possono accedere alla sovvenzione statale diretta gli aventi diritto alle indennità Covid previste dagli articoli 2738 o 44 del dl 18/2020 (c.d. Cura Italia):

  • Partite IVA, sia appartenenti alle professioni ordinistiche sia alle altre professioni;
  • collaboratori parasubordinati;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • le categorie di aventi diritto ai 600 euro previsti dal fondo di ultima istanza (autonomi senza partita IVA con contratti autonomi occasionali, venditori a domicilio (articolo 19, dlgs 114/1998);
  • se l’attività risulta cessata al 31 marzo 2020;
  • enti pubblici e intermediari finanziari (tutti i soggetti compresi nell’articolo 162 bis del TUIR).

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DL Rilancio: come si calcola il contributo a fondo perduto

Il contributo minimo viene riconosciuto con un importo non inferiore a:

  • mille euro per le persone fisiche;
  •  2mila euro per le imprese.

Il contributo a fondo perduto non concorre alla formazione del reddito o della base imponibile, quindi è esentasse.

Il decreto stabilisce con precisione come si calcola il contributo a fondo perduto, bisogna calcolare la differenza di fatturato aprile 2020/aprile 2019 e poi applicare una percentuale, che varia nel seguente modo:

  • 20% per chi nell’intero 2019 ha registrato ricavi o compensi fino a 400mila euro;
  • 15% per imprese e partite IVA con incassi 2019 fra 400mila e 1 milione di euro;
  • 10% per chi ha fatturato l’anno scorso fra 1 e 5 milioni di euro.

Si prevede che l’Agenzia delle Entrate versi subito la somma direttamente sul conto corrente bancario o postale del beneficiario, indicato in domanda, riservandosi di fare controlli successivamente. Nel caso rilevi un’irregolarità le somme non dovute saranno recuperate e verranno applicate sanzioni, che possono essere anche penali.

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DL Rilancio: come si chiede il fondo perduto

La domanda deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dal rilascio della procedura telematica. La domanda va presentata utilizzando apposito modello predisposto dalle Entrate, inserendo i dati del soggetto richiedente e altre informazioni. Il modello non dovrebbe essere difficile da compilare, ma ci si può comunque avvalere di un intermediario.

Ricordiamo che tra i documenti da presentare c’è anche l’autocertificazione di regolarità antimafia. Viene inoltre chiesto di non essere sottoposti a misure di prevenzione che impediscono attività previste dall’articolo 67 dlgs 159/2011.

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