Le associazioni di categoria del commercio, artigianato e turismo hanno rinnovato a Milano gli accordi con Intesa Sanpaolo, che lancia un nuovo piano di credito per le PMI. Per i negozi associati a Confcommercio le commissioni POS dell’istituto bancario si azzerano sui pagamenti con carta fino a 20 euro, il doppio della soglia precedente.
Confcommercio, Confartigianato e Federalberghi hanno colto l’occasione per rimarcare un problema pù vivo che mai: la difficoltà di accesso al credito delle imprese più piccole, che secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli sono penalizzate nei processi di rating, necessitando finanziamenti più vicini ai progetti degli imprenditori e diluiti nel tempo.
In sintesi:
- l’esenzione dalle commissioni sul POS fisico sale a 20 euro per le imprese associate a Confcommercio, da ottobre 2026 a fine 2027;
- Intesa Sanpaolo stanzia 20 miliardi di nuovo credito per le imprese delle associazioni firmatarie, con la formula Prima Rata Zero sui prestiti fino a 50.000 euro;
- la banca stima circa 100 milioni di euro di minori costi per gli esercenti, 450 euro ciascuno, e un risparmio di 600 euro per impresa sui nuovi prestiti;
- secondo rilevazioni Bankitalia riportate da Sangalli, dal 2011 i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti sono calati di oltre il 40%.
- Credito alle PMI, le richieste delle associazioni di categoria
- Commissioni POS zero fino a 20 euro: a chi spettano
- Quanto vale l’esenzione per bar e negozi
- Prima Rata Zero e Formula Flessibilità: il costo del prestito
- Protocollo MEF e circuito Bancomat: costo pagamenti digitali
- AI nel commercio: la via tracciata da Confcommercio
Credito alle PMI, le richieste delle associazioni di categoria
Per le tre associazioni firmatarie il credito alle imprese più piccole è il nodo da sciogliere: Sangalli, citando rilevazioni della Banca d’Italia, indica un calo di oltre il 40% dei prestiti alle imprese con meno di 20 addetti dal 2011 a oggi.
Secondo il presidente di Confcommercio l’innovazione tecnologica può migliorare il flusso di informazioni sulle microimprese, che i processi di rating penalizzano. Nel sistema associativo l’anello di congiunzione con la banca sono i Confidi, oggetto del riordino previsto dalla Legge annuale PMI; accanto a loro opera la garanzia pubblica del Fondo di Garanzia PMI.
Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, chiede un credito più vicino agli imprenditori, in grado di valutarne progetti, competenze e specificità territoriali, perché la fase difficile impone di accelerare gli investimenti. Per Federalberghi il presidente Bernabò Bocca indica nei finanziamenti diluiti nel tempo la condizione per sostenere le aziende di prossimità del turismo.
Le richieste di Confcommercio vanno oltre la banca: regole semplici e stabili per programmare gli investimenti, una minore pressione fiscale e burocratica, che Sangalli riassume con il termine fiscocrazia, ed energia a costi più competitivi. Banca e associazioni presentano le misure sul territorio con il roadshow «Vicini a chi fa impresa ogni giorno», con le prime tappe dedicate al commercio a Padova, Firenze e Napoli.
Commissioni POS zero fino a 20 euro: a chi spettano
L’azzeramento delle commissioni riguarda i pagamenti fino a 20 euro incassati con il POS fisico dalle imprese del commercio che aderiscono agli accordi con Confcommercio. Nel comunicato dell’8 ottobre 2026 Intesa Sanpaolo inserisce la misura tra quelle dedicate al commercio, e Sangalli la riferisce alle imprese associate. La soglia precedente era di 10 euro; la durata indicata è di 14 mesi e il comunicato non riporta la data di decorrenza.
Dagli accordi e dalle dichiarazioni dei firmatari risultano queste condizioni:
- l’esercente incassa con un POS di Intesa Sanpaolo, banca che indica come platea dell’intero piano circa 800.000 imprese clienti della Divisione Banca dei Territori;
- l’impresa è associata a Confcommercio, requisito richiamato dal presidente Sangalli per l’esenzione fino a 20 euro;
- il pagamento avviene sul POS fisico in negozio, l’unico citato dal comunicato per l’azzeramento;
- la singola transazione non supera i 20 euro, mentre sopra la soglia si applicano condizioni agevolate che il comunicato non quantifica.
Per gli artigiani gli accordi con Confartigianato prevedono condizioni dedicate sulle soluzioni POS, anche in mobilità, e per le strutture ricettive un’offerta dedicata ai pagamenti digitali; l’azzeramento sotto i 20 euro è previsto solo per il commercio. Annunciata anche un’iniziativa dedicata sul canone del POS.
L’esenzione lascia invariati gli obblighi fiscali legati al terminale, a partire dall’obbligo di collegamento POS-RT con il registratore telematico, e l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici.
Quanto vale l’esenzione per bar e negozi
Intesa Sanpaolo stima un risparmio di 450 euro per esercente nei 14 mesi; per il singolo negozio il valore dipende dal transato con carta sotto i 20 euro. Le transazioni interessate sono circa 3 miliardi l’anno per un controvalore di circa 40 miliardi di euro, con uno scontrino medio di circa 13,3 euro.
Rapportando i 100 milioni di minori costi ai circa 46,7 miliardi transati in 14 mesi si ottiene una commissione media implicita di circa lo 0,21%; dividendo i 100 milioni per 450 euro si arriva a una platea nell’ordine di 220.000 esercenti.
Con quella commissione media il risparmio cresce in proporzione al volume dei micropagamenti:
| Transato mensile con carta sotto i 20 euro | Risparmio stimato in 14 mesi |
|---|---|
| 3.000 euro | circa 90 euro |
| 7.500 euro | circa 225 euro |
| 15.000 euro | circa 450 euro |
| 30.000 euro | circa 900 euro |
Il risparmio di 450 euro indicato dalla banca corrisponde quindi a un esercente che incassa con carta circa 15.000 euro al mese in pagamenti sotto i 20 euro, oltre 1.100 operazioni al mese allo scontrino medio. Chi oggi paga una commissione superiore alla media, per esempio sulle carte di credito o con una tariffa fissa per operazione, risparmia di più: il valore si ottiene moltiplicando il transato sotto i 20 euro per la commissione del proprio contratto e per i mesi di validità.
Prima Rata Zero e Formula Flessibilità: il costo del prestito
Con Prima Rata Zero la banca paga la sola quota interessi di tre rate dei nuovi prestiti fino a 50.000 euro, la prima e quelle di fine 2027 e fine 2028, che il comunicato chiama Bonus Natale; la quota capitale di quelle scadenze è a carico dell’impresa.
Intesa Sanpaolo quantifica il beneficio in 600 euro per impresa. Una simulazione su un prestito a cinque anni con rate mensili, ipotizzando un tasso del 6% e la prima rata a dicembre 2026, mostra che quella cifra corrisponde al tetto dei 50.000 euro; sotto il tetto il risparmio si riduce in proporzione all’importo:
| Importo del prestito | Interessi pagati dalla banca sulle tre rate |
|---|---|
| 15.000 euro | circa 184 euro |
| 30.000 euro | circa 369 euro |
| 50.000 euro | circa 615 euro |
La quota interessi di ogni rata si legge nel piano di ammortamento, che si ricostruisce con il calcolo della rata inserendo importo, durata e tasso dell’offerta ricevuta in filiale.
La Formula Flessibilità consente di sospendere la quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere allungandone la durata. La sospensione libera liquidità nel breve periodo; di norma il debito residuo produce interessi per più mesi e il costo complessivo del finanziamento sale.
Per l’artigianato gli accordi prevedono agevolazioni sulle linee di anticipo fatture e finanziamenti per investimenti in digitale ed energia; per il turismo le linee di Anticipo Prenotazioni Alberghiere, pensate per la stagionalità, e finanziamenti per la riqualificazione energetica delle strutture.
Protocollo MEF e circuito Bancomat: costo pagamenti digitali
L’esenzione di Intesa Sanpaolo si affianca al Protocollo d’intesa firmato al MEF il 15 giugno 2026, che promuove offerte per ridurre i costi delle transazioni con carta fino a 30 euro per gli esercenti con fatturato fino a 400.000 euro e offerte dedicate fino a 750.000 euro, senza fissare tetti obbligatori alle commissioni.
Sangalli ha indicato un secondo fronte sui costi: l’apprezzamento per la scelta della banca di valorizzare la partnership con il circuito Bancomat, che definisce il più economico e vicino alle esigenze delle imprese. Dal 1° luglio 2025 le commissioni Bancomat sui pagamenti in negozio sono proporzionali al valore dell’acquisto, dopo anni in cui incidevano per lo 0,2-0,3% in misura fissa. La commissione media che si ricava dalle stime della banca, intorno allo 0,21%, è nello stesso ordine di grandezza.
AI nel commercio: la via tracciata da Confcommercio
Sangalli definisce l’adozione dell’intelligenza artificiale un percorso obbligato per le piccole imprese del commercio che vogliono stare sul mercato, e allo stesso tempo difficile e complesso; alcuni settori tradizionali sono più esposti di altri all’urgenza del cambiamento.
Confcommercio accompagna gli associati con una rete territoriale di sportelli per l’innovazione e con EDI, l’hub digitale della confederazione per la formazione continua. Il divario di partenza è ampio: le rilevazioni europee collocano il ritardo digitale di microimprese e Partite IVA ben al di sotto dei livelli delle imprese più strutturate.
Le dimensioni del segmento spiegano l’attenzione delle banche e delle associazioni: secondo i dati diffusi da Intesa Sanpaolo le microimprese italiane sono oltre 4,4 milioni, il 95% del totale, occupano circa 7,5 milioni di addetti, il 41% della forza lavoro, e producono circa un quarto del valore aggiunto nazionale. Il clima di fiducia è stabile rispetto a dicembre 2025, con costi energetici, inflazione e prezzi delle materie prime in cima alle preoccupazioni degli imprenditori.