GSE e Banco BPM: incentivi e credito per la transizione energetica delle PMI

di Teresa Barone

12 Ottobre 2026 10:55

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GSE e Banco BPM integrano incentivi, credito e PPA garantiti per gli investimenti delle PMI in efficienza energetica e autoproduzione, con le istruttorie GSE nel merito di credito

GSE e Banco BPM mettono insieme incentivi pubblici, assistenza specialistica e credito bancario per sostenere la transizione energetica delle PMI: l’obiettivo è portare a realizzazione gli investimenti in efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili, seguendo l’impresa lungo tutto il percorso dell’intervento.

Per chi chiede un finanziamento, il GSE punta a far valere nella valutazione del merito di credito l’esito delle proprie istruttorie sui progetti. Per bloccare il prezzo dell’energia, i contratti di acquisto a lungo termine (PPA) possono aprirsi anche alle piccole imprese.

In sintesi:

  • Il modello è stato presentato da GSE e Banco BPM a Milano a fine settembre, le condizioni dei finanziamenti sono ancora da definire;
  • il Conto Termico 3.0 abbatte la spesa iniziale mentre Certificati Bianchi, tariffa CER e contratti FER X generano entrate pluriennali;
  • le regole del GSE sulla bacheca PPA previste dall’art. 4 del D.L. 20 febbraio 2026, n. 21 sono state in consultazione pubblica fino all’8 luglio 2026 e devono essere approvate dal MASE.

Credito e istruttorie GSE: il modello integrato

Il modello di GSE e Banco BPM affianca strumenti pubblici di sostegno e competenze specialistiche alla capacità di finanziamento bancario lungo l’intero ciclo dell’investimento: analisi dei consumi, scelta degli interventi, individuazione dell’incentivo e della soluzione finanziaria, esecuzione delle opere e misurazione dei risultati energetici ed economici.

Banco BPM, ha spiegato l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, nello specifico mette a disposizione delle aziende l’accesso al credito e specialisti dedicati ai progetti energetici.

L’amministratore delegato del GSE, Vinicio Mosè Vigilante, ha indicato gli obiettivi della collaborazione con il sistema bancario: rendere gli incentivi più accessibili e comprensibili, considerare nella valutazione del credito gli esiti delle istruttorie del GSE e sviluppare strumenti che accompagnino le imprese fino all’entrata in esercizio degli impianti.

L’esborso iniziale, la complessità progettuale e la difficoltà di allineare i tempi amministrativi ai fabbisogni finanziari possono rallentare anche gli interventi più solidi. Unire assistenza specialistica, misure pubbliche e credito serve a ridurre queste barriere e a rafforzare la bancabilità degli impianti, cioè la loro capacità di ottenere un prestito.

Incentivi GSE per le PMI: contributi e ricavi

Vigilante attribuisce agli incentivi GSE due effetti sul piano finanziario delle imprese: riducono il capitale iniziale da mobilitare e rendono più prevedibili i ricavi. Il primo viene dai contributi in conto capitale, il secondo dai meccanismi a tariffa o a contratto:

Strumento GSE Effetto sull’investimento della PMI
Conto Termico 3.0 (D.M. MASE 7 agosto 2025) Contributo a fondo perduto per pompe di calore, caldaie a biomassa, solare termico e interventi di efficienza su edifici esistenti: riduce la spesa da anticipare. Nel 2026 la quota per privati e imprese è di 450 milioni di euro (decreto direttoriale MASE n. 72 del 10 aprile 2026).
Certificati Bianchi (D.M. MASE 21 luglio 2025) Un titolo per ogni tonnellata equivalente di petrolio (TEP) risparmiata, vendibile sul mercato per tutta la vita utile dell’intervento: genera ricavi. L’accesso parte da 10 TEP nei primi dodici mesi per i progetti a consuntivo e da 5 TEP per quelli standardizzati; più imprese possono aggregare interventi fino a 50 TEP annui (art. 6, comma 4, D.M. MASE 21 luglio 2025).
Comunità Energetiche Rinnovabili (D.M. MASE 7 dicembre 2023, n. 414) Tariffa premio da 60 a 120 euro per MWh sull’energia condivisa, per 20 anni, con impianti fino a 1 MW: entrate garantite per due decenni. Il regime vale fino a 5 GW incentivati e non oltre il 31 dicembre 2027.
FER X a regime (D.M. MASE 18 giugno 2026, n. 194) Contratto per differenza di 20 anni: se il prezzo di mercato dell’elettricità scende sotto il prezzo concordato il produttore riceve la differenza, se lo supera la restituisce, e i ricavi si stabilizzano. Gli impianti fino a 1 MW accedono senza gara, quelli più grandi tramite le aste FER X.
PPA con garanzia GSE (art. 4, D.L. 20 febbraio 2026, n. 21) Contratto pluriennale di acquisto di energia rinnovabile a prezzo concordato: fissa il costo dell’energia per l’impresa. Il GSE interviene come garante di ultima istanza, cioè subentra se una delle parti non rispetta il contratto.

La combinazione degli strumenti si valuta caso per caso:

  • per i Certificati Bianchi la Guida operativa approvata con decreto direttoriale MASE n. 203 del 28 luglio 2026 ammette il cumulo al 50% con PNRR, contratti di sviluppo e Fondo per la transizione industriale, ed esclude detrazioni fiscali e finanziamenti statali in conto capitale;
  • per il Conto Termico 3.0 la domanda in accesso diretto si presenta sul Portaltermico del GSE entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori; le imprese possono chiedere in anticipo una valutazione preliminare sulla compatibilità dell’intervento con le regole del meccanismo.

Fuori dagli strumenti gestiti dal GSE, l’autoproduzione destinata all’autoconsumo può contare sull’iperammortamento 2026 per impianti rinnovabili: il decreto attuativo firmato il 4 maggio 2026 ammette impianti con producibilità non superiore al 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.

PPA per le PMI: garanzia GSE e domanda aggregata

Per GSE e Banco BPM i Power Purchase Agreement (PPA), contratti di acquisto di energia a lungo termine, danno alle imprese visibilità sui costi e ai produttori ricavi prevedibili, e così favoriscono il finanziamento di nuova capacità rinnovabile. Qualificazione delle controparti, garanzie e aggregazione della domanda possono aprirli anche alle PMI.

Il decreto Bollette (art. 4, D.L. 20 febbraio 2026, n. 21) attribuisce al GSE i compiti di garante di ultima istanza e di facilitatore nella stipula dei PPA. Le regole sulla bacheca PPA e sull’intervento in caso di inadempimento sono state sottoposte a consultazione pubblica fino all’8 luglio 2026: le Regole operative che ne derivano devono ottenere il via libera del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.